Alcune opere di Guglielmo Achille Cavellini
Estratte tra le 77 opere nel catalogo di ArcadjaLA BIOGRAFIA DI Guglielmo Achille Cavellini
L'artista nasce a Brescia nel 1914.
Nel 1947 compie il rimo viaggio a Parigi per raggiungere Birolli e Morlotti.
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Frequenta Santomaso, Guttuso, Burri, Turcato.
Sulla scia dell'intensa avventura di collezionista vissuta fin dalla metà degli anni Quaranta con pieno coinvolgimento creativo ("Acquista ciò che avrebbe voluto realizzare, così che ogni scelta è una azione creativa, come se l'opera fosse sua"), Cavellini rispolvera nei primi anni Sessanta la sua passione giovanile per il disegno, approdando nel 1965 alla soluzione dell'assemblage, compiutamente aggiornata sull'attualità degli esempi del neo-dada e soprattutto del Noveau Rèalisme.
Nel giugno del 1965 infatti esponeva la sua prima mostra personale alla Galleria Apollinaire di Guido Le Noci alcuni degli altarini poi riproposti: incorniciature imbiancate o rivestite di stoffa, realizzate con vecchie specchiere ed altri elementi di recupero e riempite di lamette da barba usate o piccole rondinelle metalliche.
Alla sospensione e allo straniamento di questi elementi di mobilio si affianca in altre opere dello stesso anno un interesse più marcato per la componente materica e per il prelievo di immagini o oggetti comuni.
Nascono così agglomerati di lamiere strutturate a cornice, a teatrino o a gabbia, entro le quali Cavellini inserisce giocattoli, pupazzi, pezzi di manichini o semplicemente immagini fotografiche che assumono ormai un senso propriamente pop e rinviano, mediante una più immediata determinazione iconica, al tentativo di una nuova presa diretta sul reale.
In questo Cavellini si avvicina al Christo di "Souvenirs de Vènise" o al Gèrard Dechamps dei "Tableaux Chiffons".
Ancora generica, ma comunque profondamente formata nello spirito di quegli anni Sessanta, la componente di contestazione radicale, rispetto alla società occidentale, denuncia la sostanziale impotenza nei cimiteri di soldatini ispirati alla tragedia del Vietnam.
Nel 1966 Cavellini, con la crisi iconoclasta, arriverà alla realizzazione delle "Casse" contenenti le proprie opere sezionate o distrutte (destino dal quale decide, con lungimiranza, di salvare queste "opere oggetto"): l'operatività dell'artista si stacca definitivamente da un percorso interno agli strumenti dell'arte per indirizzarsi ad una spericolata ed ironica riflessione sui meccanismi linguistici e sulla funzione sociale dell'arte stessa.
"Pensavo alla "Foresta di vocaboli" del poeta Filluou, in spirito di "creazione permanente", ma qui messa a base e muraglia compatta di una iconologia permanente, e per una escatologia privata o senz'altro intima", dice Emilio Villa in un testo del 1981.
Morirà nella sua città natale nel 1990.
Dal maggio di questo anno viene pubblicata la rivista "Quaderno dell'Archivio Cavellini".
Nel 1999 la Galleria Spaziotemporaneo organizza una retrospettiva dell'artista.
Per una biografia completa si veda il catalogo generale su Guglielmo Achille Cavellini, Brescia, Edizioni Nuovi Strumenti, 1992.
Collettive: 1991 - "Acquisizioni", Salò (BS), Palazzo Civico, Civica Raccolta del Disegno1991 - Paris, Galerie Air de Paris1992 - "Influenced by the Victorians", Galerie Saqqarah Gstaad (CH)1992 - "Philippe Perrin: that's are my friends", Paris, Galerie Maontaigne1993 - "Elogio della plastica", Desenzano del Garda, Villa Brunati1993 - "Pagine - Libri", Comune di Maderno1993 - "Mano d'artista", Brescia, Centro Culturale Sincron1994 - "Arte portatile", Sesto San Giovanni (Mi), Mercato del pesce1994 - Premio Vasto (sala personale)1995 - "Photocollages", Dijon, Le Consortium1996 - "Molto fumo e arrosto senza grassi", Milano, Passage Ierimonti1996 - "Galeotto fu il libro", Sesto San Giovanni (Mi), Mercato del pesce1996 - "Esperienze d'arte a Brescia.
L'immagine del corpo: identità e ritratto", Brescia, AAB1997 - "Donna com'eri donna", Brescia, Galleria S.
Michele1997 - "Grammatiche", Solferino (Mn), Torre gonzaghesca, Rocca Spia d'Italia1997 - "Dadaismo e Dadaismi", Verona, Palazzo Forti1998 - "Dal colpo di dadi alla poesia visuale", Mantova, Palazzo della Ragione1998 - "Escatologia", Siena, Palazzo Comunale, Magazzini del Sale1998 - ""Ghosts", Dijon, Le Consortium1999 - "The beginning.
Il linguaggio del corpo 1962-1976", Milano, Galleria Luciano Inga-Pin Personali: 1991 - "Nato sotto il segno della vergine", Nice, Galerie Air de Paris1991 - "Cavellini day", Brescia, Museo Ken Damy1992 - "Il genio è morto", Espace, Torino1992 - Brescia, Museo Ken Damy1993 - Milano, Fondazione Mudima1993 - Rimini, Galleria d'Arte Moderna1993 - "Francobolli", Brescia, Museo Ken Damy di fotografia contemporanea1994 - "Manifesti per il centenario", Brescia, Museo Ken Damy di fotografia contemporanea1995 - "Fotografi per GAC", Museo Ken Damy di fotografia contemporanea1995 - San Francisco, Stamp Art Gallery1995 - Comune di Pesaro, Ass.
alla Cultura, Sala Lauriana; Ex Chiesa della Maddalena (installazione)1996 - "Collezione di Mail Art, ritratti di Cavellini, opere 1960-1965, opere 1966-1970", Brescia, Archivio Cavellini1996 - Brescia, Museo Ken Damy1997 - "Autoritratti 1990", Verona, Sarenco Club Art Gallery1997 - "L'invasione degli ultracorpi", Milano, Passage Ierimonti1997 - "Mail Art: un monumento per Cavellini", Brescia, Museo Ken Damy1998 - Castiglione delle Stiviere (Mantova), Wella Italia e Scuola Beschi (opere del Museo di Mail Art)1998 - "Quei meravigliosi anni Cinquanta", Brescia, Museo Ken Damy di fotografia contemporanea1998 - "Interazioni Postali", Udine, Teatro Nuovo Giovanni da Udine(opere del Museo di Mail Art)1999 - "L'autostoricizzazione e il marmo di Botticino", Botticino, Municipio, Sala delle Colonne1999 - "Opere oggetto del 1965", Milano, Galleria Spaziotemporaneo1999 - Comune di Cavalese, Palazzo dei Congressi1999 - "Autoritratti: ultimo lavoro", Brescia, Museo Ken Damy1999 - "20 autoritratti", Livorno, Galleria Peccolo.








