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Valerio Castello

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(16241659 ) - Dipinti Wikipedia® - Valerio Castello
CASTELLO Valerio Salomone Adora Gli Idoli

Boetto /22-feb-2010
300.000,00 - 331.000,00
Non Divulgato
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Opere in Arcadja
80

Alcune opere di Valerio Castello

Estratte tra le 80 opere nel catalogo di Arcadja
Valerio Castello - La Sacra Famiglia Al Riposo

Valerio Castello - La Sacra Famiglia Al Riposo

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 502
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
VALERIO CASTELLO (1624-1659) La sacra Famiglia al riposo (il miracolo della palma) Olio su tela, 240 x 187 Ecco che il mercato ci regala un altro inedito di Valerio Castello. Pittore di estro e genio, dipinse in gran velocità nella sua breve esistenza molte più opere di quante non siano oggi note alla critica, come dimostrano le recenti apparizioni di sue opere alle aste in Italia e all ’’’’’’’’estero. E non smetteremo mai di stupirci di come opere grandi e imponenti come questa possano restare così a lungo celate alla conoscenza di pubblico e studiosi. La Sacra Famiglia trova riposo presso una palma durante la fuga in Egitto. Erano affamati e stanchi del viaggio e poiché Maria non riusciva a raggiungere i frutti, Gesù ordinò che l ’’’’’’’’albero si piegasse. Il miracolo della palma, tra i primi del Salvatore, è narrato dal Vangelo Apocrifo dello Pseudo Matteo che racconta l ’’’’’’’’infanzia di Gesù. E ’’’’’’’’ questa un ’’’’’’’’opera molto giovanile di Valerio, come si evince da un ’’’’’’’’analisi stilistica che dovrà necessariamente tralasciare di fare riferimento alle parti che sono state maldestramente manomesse dalla mano incauta di un restauratore. Dove questi non ha infierito, si riconoscono non sole le fisionomie dolci e aggraziate delle figure femminili e dei putti, ma anche la lievità di tocco del pennello che Valerio lascia correre speditamente sulla tela, noncurante del disegno e di campiture nette di colore, a vantaggio di una pittura vibrante e leggera. Tra le opere più prossime a questa, per stile e dunque cronologia, va ricordata senz ’’’’’’’’altro la nota Madonna della fruttiera, siglata, di collezione privata, che è sempre portata ad esempio per sottolineare quanto Valerio si sia imbevuto d ’’’’’’’’arte parmense e specialmente del Parmigianino, nei suoi anni giovanili cui giovò un breve soggiorno in Emilia. Le figure si allungano al limite dell ’’’’’’’’astrazione sono immerse, grazie all ’’’’’’’’adozione dello “sfumato ” in un ’’’’’’’’atmosfera soffusa di grande fascino. Valerio è qui all ’’’’’’’’incirca ventenne, ma già capace di emozionare con la sua arte nuova e singolarissima. Anna Orlando
Valerio Castello - Resurrezione Di Cristo

Valerio Castello - Resurrezione Di Cristo

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 54
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
54. Valerio Castello (Genova 1624 - 1659) Resurrezione di Cristo olio su tela cm 28,5 x 37,5 VALERIO CASTELLO (GENOA 1624 - 1659) RESURRECTION OF CHRIST, OIL ON CANVAS, 28.5 X 37.5 CM L'attribuzione di questo dipinto inedito a Valerio Castello si basa su raffronti stilistici con le opere eseguite nell'ultimo periodo della breve vita del pittore, quando era impegnato nella decorazione delle chiese di Santa Marta e di Santa Maria in Passione a Genova (1657). Lo stile estremamente libero e sommario non lascia dubbi sull'autografia e la tarda dazione della tela, che potrebbe essere considerata il bozzetto della perduta Resurrezione di Cristo parte della decorazione ad affresco della chiesa di Santa Maria in Passione, semidistrutta in due bombardamenti nel 1942 e 1943 e di cui rimangono poche testimonianze documentarie (C. Manzitti, Valerio Castello , Torino 2004, p. 227-228, n. 258). In particolare, corrispondenze stilistiche e iconografiche si riscontrano con gli unici tre disegni preparatori del ciclo, giunti fino a noi, ovvero Il Calvario (44,5x33 cm, Londra, British Museum), Cristo mostrato al popolo (42x31,2 cm, Londra, British Museum) e il Saccheggio di una chiesa (21x15,8 cm, già Sotheby's Londra, 10 luglio 2002, lotto n. 52). Le pose ardite dei soldati, l'illusionismo prospettico e la concezione dello spazio si riscontrano nei tre disegni e nel bozzetto della Resurrezione di Cristo , rinvigorito quest'ultimo dal tipico senso della luce e del colore che ha fatto di Castello il primo protagonista della grande decorazione barocca genovese. Ringraziamo il professor Camillo Manzitti per aver confermato la presente attribuzione sulla base di fotografie a colori. The ascription of this unpublished bozzetto to Valerio Castello is based on stylistic comparisons with works realized by the master in the last period of his life, when he was attending the decoration of the churches of Santa Marta and Santa Maria in Passione in Genua (1657). The style leaves no doubts on the autography and on the late dating of the canvas that could be considered the bozzetto for the lost Resurrection of Christ, part of the wall paintings decoration of the Church of Santa Maria in Paasione, almost all destroyed during 1942 and 1943's bombing of Genua (C. Manzitti, Valerio Castello, 2004, pp. 227-228, no. 258). In particular we can notice iconographic and stylistic similitude with the only three preparatory drawings of that cycle, such as The Calvary (44,5x33 cm, London, British Museum), Christ showed to the crowd (42x31,2 cm, London, British Museum) and the Sacking of a Church (21x15,8 cm, Sotheby's London, July, 10th 2002, lot no. 52). We are grateful to professor Camillo Manzitti to have confirmed the attribution of the present work on basis of a photograph.
Valerio Castello - The Flight Intoegypt

Valerio Castello - The Flight Intoegypt

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 456
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Valerio Castello (Genoa 1624–1659) The Flight intoEgypt, oil on canvas, 146.9 x 171.6 cm, framed, Provenance: ex Coll. Barons Ajroldidi Robbiate, Lombardy; General Baron Luigi Ajroldidi Robbiate ; German Private Collection Certificate: Anna Orlando (January2011). The presentpainting, unpublished to date, is an importantaddition to the oeuvre of the Genoese artist Valerio Castello, who died a premature death. The bozzetto for this painitng (oilon canvas, 23.3 x 28.5 cm) once figured in thecollection of Archduke Francis Ferdinand of Austria-Este, the Austrian heir to the throne, who was assasinatedin Sarajevo in 1914 (today in a Genoese private collection; comp.C. Manzitti, Valerio Castello, Genoa 1972, p. 189, no. 107). Anna Orlando, who we thank for her assistance in cataloguing the presentpainting, points out in her certificate: “Come in unadanza al ritmo di tamburelli e flauti due giovani angeliaccompagnano la Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto. I loroabiti sono di seta leggera, che muove a ogni passo, a ogni soffio di vento. Marie siede sul dorso dell’’’’’’’’asino, e la sua veste di un rosso intenso, ammantata di blu lapislazzulo spicca come trionfo cromaticonell’’’’’’’’ intavolazione bruna e ribassata della tela. E il Bambinoche le siede sul grembo è un tripudio di candore e dolcezza, nel centro delle due diagonali incrociate su cui ValerioCastello costruisce il dinamismo compositivo di questa scena. Ilracconto del Vangelo apocrifo dello Pseudo-Matteo, chenarra di Giuseppe che nutre il piccolo coi datteri di una palmadurante il loro lungo cammino verso l’’’’’’’’ Egitto, ètrattato con la consueta teatralità a cui Valerio Castello ci haabituato fin dai suoi esordi, e con quella capacità diottenere il trasporto emotivo del riguardante, immerso neltripudio di forme e colori di un racconto senza tempo. Maestro delbarocco genovese, Valerio, in opere mature comelo straordinario inedito che mi onoro di presentare con questepoche righe, raggiunge gli apici della sua arte. Siamooltre la metà del secolo, nell’’’’’’’’ultimo decennio dellasua attività, prima della precoce scomparsa nel 1659.Valerio nei suoi capi d’’’’’’’’opera è capace di coniugare la grazia ela dolcezza apprese dai fari della sua formazione di pittore, osservati e studiati in giovinezza - quali il Correggio e ilParmigianino visitati a Parma, ma anche Perin del Vagaincontrato nelle molte sue opere genovesi - con le istanze di unanuova pittura fatta di movimento e pathos, che si chiamaBarocco e che lui stesso, in anticipo sui tempi, contribuisce a inventare in una formula personalissima, inedita e inimitabile. Non tralascia qui Valerio il saporetutto nostrano di una pittura che racconta, ma il fremeredel suo pennello veloce non rallenta il ritmo dellanarrazione, ma come in un fotogramma ne coglie viceversatutto il carattere di immediatezza. Si conosce il bozzetto perquesta grande tela, pubblicato da Manzitti e daFerrari, e più recentemente esposto alla mostramonografica dedicata al pittore dalla sua città natale, nel 2008 (C. Manzitti, Valerio Castello, Genova 1972, p. 189, fig. 107; O.Ferrari, Bozzetti italiani dal Manierismo al Barocco, Napoli 1990, p. 109; C. Manzitti, ValerioCastello, Torino 2004, n. 172, pp.171f.; M. Romanengo, in: “Valerio Castello 16241659 -Genio Moderno”, Milano 2008, p. 224, Tav. 224, p. 312, Nr. 75). La teletta, nota come una delle prove più squisite del fare bozzettisticodel Castello, è qui collegata per la prima volta aldipinto del quale costituisce ‘la prima idea’’’’’’’’, checompare ora qui quale straordinario capolavoro inedito. Lacircostanza per cui la grande ‘Fuga in Egitto’’’’’’’’ viene orapresentata all’’’’’’’’attenzione di pubblico e critica a Vienna è di uncerto interesse, giacché la provenienza del relativo ‘sketch’’’’’’’’ è documentata proprio a Vienna, quando fuacquistata nel 1918 da parte dello storico dell’’’’’’’’arte M.Zalokeski Vladimir, allora segretario dei MonumentiStorici della capitale asburgica, e inventariata con il n.19450 nelle collezioni dell’’’’’’’’ Arciduca Francesco Ferdiando.Questo aveva ereditato nel 1875 il titolo degli Este di Modena econ esso le collezioni. Per questa via potrebbe avere acquisto ilbozzetto e, in attesa di testimonianze documentarie circala provenienza della grande tela, vi è ragione di lasciareaperta l’’’’’’’’ipotesi che il legame d’’’’’’’’origine tra bozzetto e operafinita si debba a una committenza o per lo meno a una provenienzamodenese tanto per il bozzetto quanto per il nostro inedito...” (A.Orlando). Specialist: Dr. Alexander Strasoldo
Valerio Castello - Salomone Adora Gli Idoli

Valerio Castello - Salomone Adora Gli Idoli

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 398
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Valerio Castello (Genova 1624-1659) Salomone adora gli idoli Olio su tela, cm 164x207 Bibliografia: C. Manzitti, Valerio Castello, Genova 1972, p. 254 fig. 162; C. Manzitti, Valerio Castello, Torino 2004, pp. 203-204, n. 232 Pochi artisti della scuola pittorica genovese hanno saputo movimentare lo spazio scenico di un dipinto al pari di Valerio Castello; pochi anzi nell'intera Penisola hanno saputo trasferire la grande spazialità aperta dell'affresco barocco sulla tela al pari del giovane e precoce pittore genovese. Vissuto poco più di trent'anni, Valerio trasforma la lezione dei suoi maestri (il padre Bernardo, il Fiasella, Giovanni Andrea De Ferrari), in un'arte affatto diversa, con un affondo deciso e senza compromessi allo sfrenato dinamismo e alla convulsa teatralità del Barocco. Ne è prova questa straordinaria tela che nel buono stato di conservazione e nella forza del suo impatto dimensionale può senza dubbio alcuno essere annoverata tra le opere più riuscite e più felici del ricco catalogo del pittore. Il re Salomone, circondato della sue spose e concubine è in atto di adorazione nei confronti delle divinità pagane in onore delle quali aveva eretto un tempio (Terzo Libro dei Re, II). Il soggetto era stato affrontato dal pittore in un tela assai più piccola 94x118, coll. priv.; Manzitti 2004, p. 197) e in una invece ancor più grande della nostra, conservata nella collezione Peloso di Novi Ligure (cm 255x330, fig. 1), per la quale tuttavia sono stati giustamente ravvisati dalla critica numerosi interventi di collaboratori nelle figure di alcune delle comprimarie, forse addirittura riconoscibili nella mano di uno dei suoi allievi migliori, Giovanni Battista Merano. Interamente autografa e condotta con impeccabile sicurezza di tocco e senza cadute alcune di qualità è questa nuova invenzione del soggetto, diversamente impostato rispetto alle due tele citate e a tutt'oggi un unicum dal punto di vista compositivo. Alla felicità d'invenzione Valerio assomma qui una sicurezza d'esecuzione e una straordinaria tavolozza che ancora conserva i preziosismi delle belle lacche che variano i rossi. E' opera matura, da datarsi agli ultimi anni di attività del pittore, nel sesto decennio del secolo. Anna Orlando
Valerio Castello - Crocifissione

Valerio Castello - Crocifissione

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 59
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
VALERIO CASTELLO (Genova, 1624 - 1657) Crocifissione Olio su tela, cm.50X31,5 Approfondimento dell’opera L’esecuzione estremamente abbreviata e rapida di questa teletta di Valerio Castello, riferibile ad un momento giovanile, intorno al 1646, gli conferisce i caratteri di bozzetto preparatorio per qualche tela di formato maggiore, oggi dispersa. La considerazione poggia anche sul fatto che, in questa fase ancora giovanile, il pittore non sembra avere ancora dato alla propria produzione bozzettistica carattere autonomo, destinata direttamente alla committenza, come avverrà in una fase più avanzata. Dell’opera esiste una versione analoga, semplificata nella composizione, priva del gruppo dolente delle pie donne e dei discepoli in basso, ma di più accurata definizione delle forme, tale da suggerire, malgrado le misure ancor più ridotte (cm. 39,5 x 31,5), una possibile diretta destinazione alla devozione privata. Il gruppo raffigurato nella parte inferiore richiama ancora i modi tipici del periodo parmense di Valerio Castello, mentre la figura del Crocifisso trae evidente ispirazione da un modello celebratissimo di Van Dyck, di cui una versione appartiene oggi al Museo di Palazzo Reale di Genova. Tuttavia, rispetto all’esemplare vandichiano, la figura del Cristo crocifisso appare segnata da una maggiore tensione lineare del corpo, ancora di richiamo manieristico, aderente, appunto a questo momento giovanile del pittore. Siamo grati a Camillo Manzitti per l’assistenza fornita nella catalogazione del presente lotto.