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Giulio Carpioni

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(16131678 ) - Dipinti Wikipedia® - Giulio Carpioni
CARPIONI Giulio L'attribuzione Dei Due Dipinti A Giulio Carpioni È Stata Confermata Dal Professor

Porro & C. /14-mag-2008
16.000,00 - 20.000,00
Non aggiudicato
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Opere in Arcadja
115

Alcune opere di Giulio Carpioni

Estratte tra le 115 opere nel catalogo di Arcadja
Giulio Carpioni - Latona Trasforma In Rane I Contadini Della Licia

Giulio Carpioni - Latona Trasforma In Rane I Contadini Della Licia

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 100
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Descrizione Lotto Lotto : 100 Giulio Carpioni (Venezia 1613 - Vicenza 1678) Latona trasforma in rane i contadini della Licia olio su tela, cm 58x79 Il soggetto di questo dipinto trova il proprio riferimento nelle Metamorfosi di Ovidio (VI, 317 - 381). Latona, era una divinit� mitologica prima moglie di Giove, dal cui matrimonio ebbe i due figli Apollo e Diana. Costretta a vagare con in figlioli per il Mare Egeo, nell�intento di sottrarsi alla persecuzione della gelosissima Giunone, giunta in Licia, chiese ai contadini che vi abitavano acqua per dissetarsi. Di fronte al loro rifiuto, li pun� trasformandoli in rane. L�opera rientra nel filone mitologico che costituisce la tematica prediletta del Carpioni, caratterizzandone gran parte del fantasioso repertorio.
Giulio Carpioni - Rebecca Al Pozzo

Giulio Carpioni - Rebecca Al Pozzo

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 120
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Nella Bibbia (Genesi, 24)si racconta di Eliezer che, inviato dal padrone Abramo al suo paesed’’’’origine per trovare una sposa ad Isacco ( "Allora Abramo disseal suo servo, il più anziano della sua casa, che aveva potere sututti i suoi beni: Metti la mano sotto la mia coscia e ti farògiurare per il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che nonprenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, inmezzo ai quali abito, ma che andrai al mio paese, nella mia patria,a scegliere una moglie per mio figlio Isacco"), incontra la giovaneRebecca che sta attingendo l’’’’acqua al pozzo e per ispirazione diDio (“Ebbene, la ragazza alla quale dirò: Abbassa l'anfora elasciami bere, e che risponderà: Bevi, anche ai tuoi cammelli daròda bere, sia quella che tu hai destinata al tuo servo Isacco; daquesto riconoscerò che tu hai usato benevolenza al mio padrone"),la riconosce quale sposa predestinata di Isacco. Così "Quando icammelli ebbero finito di bere … prese un pendente d'oro delpeso di mezzo chilo e glielo pose alle narici e le pose sullebraccia due braccialetti di dieci sicoli d'oro”. E’’’’ ilmomento preferito dai pittori barocchi per rappresentare questopasso della Bibbia, che prefigura l’’’’Annunciazione del NuovoTestamento, perché occasione di esposizione diricchezze, abiti preziosi e bellezze femminili. Carpioni,invece, interpreta il contesto biblico, fatto di pastori evita semplice, focalizzando l’’’’attenzione sulla figura el'innocenza di Rebecca che si volge dolcemente verso Eliezerguardandolo con dolce distacco, non attratta dai gioielli che ilservo di Abramo le ostenta e, soprattutto, inconsapevole dellavolontà divina che ha orchestrato il tutto. Si tratta di un dipintodella piena maturità del pittore nel quale egli riversa la capacitàscenografica dei dipinti mitologici per costruire la sapienteorchestrazione dei due blocchi della scena, separati dalla vedutapaesistica che sul fondo apre lo spazio; la gamma coloristicachiara e armonizzata sui rossi è risaltata dalla luce che, afascio, colpisce il primo piano da sinistra. Si stemperano così lereminescenze naturalistiche, mediate dai caravaggeschilocali, del periodo veronese e il classicismo cosìinsistito nelle opere mitologiche (che qui ritorna nella posa delpastore a destra) sembra piegarsi ad una monumentalità più dolce edomestica. Chissà poi se quella testa di pastore barbuto che spuntada dietro il pozzo, non sia una piccola provocazione di Carpioni,che si auto ritrae guardando diritto verso di noi: c’’’’è, ineffetti, un’’’’aria familiare che ricorda l’’’’ Autoritratto degliUffizi di Firenze (cfr. F. Rigon, Giulio Carpioni. Dipinti dellacollezione Banca Popolare Vicentina , Vicenza 1998, pp.30-32). STIMA 35.000-40.000
Giulio Carpioni - A) L'offerta A Bacco B) Il Diluvio Di Deucalione

Giulio Carpioni - A) L'offerta A Bacco B) Il Diluvio Di Deucalione

Originale
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Numero di lotto: 231
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Descrizione:
231 Giulio Carpioni Venezia 1613 - Vicenza 1679 a) L'offerta a Bacco b) Il diluvio di Deucalione olio su tela, cm. 90x133 Provenienza: Finarte, Milano, 26 febbraio 1986, lotti 100 - 101 Bibliografia: G. M. Pilo, Carpioni, Venezia 1961, p. 84 Già parte delle raccolte di un'importante collezione veneta dispersa in occasione della vendita Finarte del 1986 i due dipinti vanno considerati tra gli esempi più alti della pittura di Giulio Carpioni. Formatosi nel solco della tradizione della pittura veneziana post - tizianesca, appresa nella bottega del Padovanino, a partire dagli anni '40 Giulio Carpioni elabora una pittura personalissima in cui grande rilevanza assumono i valori plastici e grafici. La sua fama è legata soprattutto ai numerosi dipinti di tematica mitologica, di cui i dipinti qui presentati costituiscono uno degli esempi più rappresentativi, in cui come notava il Pallucchini (La pittura veneziana del Seicento,Milano 1981,pp. 206-216), “si armonizzano la tendenza portata verso il naturalismo postcaravaggesco e l'evasione in un mondo classico e mitologico”. Opera notificata ai sensi del D.L. 390/99 Stima: € 90.000/110.000
Giulio Carpioni - L'attribuzione Dei Due Dipinti A Giulio Carpioni È Stata Confermata Dal Professor

Giulio Carpioni - L'attribuzione Dei Due Dipinti A Giulio Carpioni È Stata Confermata Dal Professor

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 219
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
219 Giulio Carpioni Venezia 1613 - Vicenza 1678 a) Il regno di Hypnos b) Il sacrificio di Ifigenia olio su tela, cm. 48x32 L'attribuzione dei due dipinti a Giulio Carpioni è stata confermata dal Professor Giuseppe Maria Pilo in una comunicazione scritta ai proprietari del 16 giugno 2001. Stima: € 16.000 - 20.000
Giulio Carpioni - Tobiolo Restituisce La Vista Al Padre

Giulio Carpioni - Tobiolo Restituisce La Vista Al Padre

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Stima:

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Numero di lotto: 1011
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Descrizione:
Tobiolo restituisce la vista al padre Esposto in data imprecisata alla Esposizione d’’’’arte antica del Circolo artistico di Trieste col nome di B.Cavallino, era allora in collezione Braidotti. Passato in collezione de Zucco viene attribuito da E.Martini a Giulio Carpioni, evidenziando i rapporti con il “Sacrificio di Polissena” dell’’’’Art Institut di Worcester e “I contadini trasformati in rane” già in coll.Sestieri a Roma, pubblicti da G.M.Pilo (Carpioni, Venezia 1961, figg.66,98)

LA BIOGRAFIA DI Giulio Carpioni

CARPONI Giulio , pittore italiano, nasce a Venezia nel 1613.
Allievo del Padovanino, seppe fondere con originalità motivi neoveneti con elementi classicisti.
Più che per le pale sacre che raramente sfuggono a un'accademica freddezza, va ricordato per i soggetti profani ed erotico-classicisti, in cui i richiami alla scuola bolognese si risolvono in piacevole decorativismo.
Fu anche un buon incisore.