Art Auctions - English Language Aste Arte - Lingua Italiana Subastas Arte - Langue Espagnole Ventes aux Encheres Art - Langue Française Kunstauctionen - Deutsch Leilões de Arte - Português Аукционы искусства - Руссо الفن المزادات - العربية
Registrati - Reinvio Password
Arcadja Auctions

Giuseppe I Canella

Segui l'artista con le allerte via mail
Italy (17881847 ) - Dipinti
CANELLA Giuseppe I ''paesaggio Bretone''

Viscontea Casa d'Aste /11-nov-2010
4.000,00 - 7.500,00
Non Divulgato
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Giuseppe I Canella nelle aste italiane ed internazionali.
Consulta stime ed aggiudicazioni di Giuseppe I Canella

 

Detto anche :

Canella Giuseppe - Canella Giuseppe The Elder

 



Opere in Arcadja
130

Alcune opere di Giuseppe I Canella

Estratte tra le 130 opere nel catalogo di Arcadja
Giuseppe I Canella - "lago Di Como"

Giuseppe I Canella - "lago Di Como"

Originale 1836
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 585
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Canella Giuseppe, Verona 1788 Firenze 1847 "Lago di Como" olio su tela (cm 79x102) Firmato e datato 1836 in basso a sinistra. Al retro timbro della Galleria Celestini, Milano Prov.: Galleria Celestini, Milano; collezione privata, Milano Il dipinto rappresenta una stupenda visione del Lago di Como e della citt� che ne da il nome nel fondamentale atteggiamento naturalistico del Canella che trova indubbiamente la sua migliore esplicitazione nelle vedute dedicate alla Lombardia e alle sue bellezze.
Giuseppe I Canella - Mercato Di Piazza S. Stefano

Giuseppe I Canella - Mercato Di Piazza S. Stefano

Originale 1832
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 79
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lot Description Giuseppe Canella (Verona 1788-1847 Firenze) Mercato di piazza S. Stefano Firmato e datato "Canella 1832" in basso a destra olio su tela 65x51 cm Sul telaio, timbro della Permanente di Milano; etichette della Permanente di Milano, mostre del 1957 e del 1986 Lot Condition Report I confirm that I have read this Important Notice and agree to its terms. View Condition Report Literature E. Sioli Legnani, Poesia di Milano. Dipinti dalla raccolta di Alberto Zanoletti, Milano 1940, p. 97. Milano di ieri e di oggi attraverso l'arte. Catalogo della mostra, Milano 1957, n. 20. 1886-1986. La Permanente. Un secolo d'arte a Milano, Milano 1986, n. 173, fig. 179. F. Mazzocca (a cura di), Angelo Inganni, 1807-1880. Un pittore bresciano nella Milano romantica, Milano 1998, p. 44. Exhibited Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, 1957, n. 20 Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, 1986, n. 173.
Giuseppe I Canella - "paesaggio Lombardo Con Mulino"

Giuseppe I Canella - "paesaggio Lombardo Con Mulino"

Originale 1838
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 1373
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Canella Giuseppe, Verona 1788 Firenze 1847 "Paesaggio lombardo con mulino" 1838, olio su tela (cm 79,8x104,3) Firmato e datato in basso a sinistra: "Canella 1838" Prov.: Galleria Bolzani, Milano; collezione privata, Milano Valutazione: € 40.000,00 / € 45.000,00 Asta: 17/11/2011 ore 15.00 Ingrandisci immagine
Giuseppe I Canella - ''paesaggio Bretone''

Giuseppe I Canella - ''paesaggio Bretone''

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 346
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
CANELLA GIUSEPPE - Nato a Verona nel 1788. Morto a Firenze nel 1847. Sue opere sono custodite presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano, il Museo di Brescia e quello di Verona. Dipinto olio su tavola raff. ''PAESAGGIO BRETONE''. Firmato in basso a destra. In cornice. Mis. Lung. cm. 26,5 Alt. cm. 26,5 ca.
Giuseppe I Canella - Corsia Dei Servi, Milano

Giuseppe I Canella - Corsia Dei Servi, Milano

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 28
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
LOT 28 GIUSEPPE CANELLA (VERONA 1788 - FIRENZE 1847) CORSIA DEI SERVI, MILANO 80,000—120,000 EUR measurements cm 81.5 x 64 Description firmato e datato sul palazzo in basso a sinistra CANELLA /1833 olio su tela PROVENANCE Collezione Francesco Peloso, Genova;Collezione Ernesto Bertollo, Genova;Collezione Paolo Ingegnoli, Milano;Galleria Pesaro, Milano, (1931, n. 20);Collezione Alberto Zanoletti, Milano. EXHIBITED Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Esposizione deigrandi e piccoli concorsi e delle opere degli artisti e deidilettanti nelle Gallerie della I. R. Accademia delle belleArti , 1833, n. 16 b, p. 13; Roma, Palazzo delle Esposizioni,Mostra dell'ottocento del centenario della Società Amatori ecultori di belle arti , 1930, Rotonda, n. 19 p. 5; Milano,Palazzo Reale, Il Cinquantanove, dal convegno di Plombièresall'armistizio di Villafranca. Mostra commemorativa , 1959, n.38111, p. 14; Milano, Società per le Belle Arti ed EsposizionePermanente, 1886-1986 La Permanente, un secolo d'arte aMilano, 1986, n. 171 pp. 381-382, ill. n. 177 p. 406. LITERATURE AND REFERENCES Atti della Cesarea Regia Accademia delle Belle Arti diMilano: discorsi letti nella grande aula del Regio Cesareo Palazzodelle Scienze e delle arti in Milano , Milano 1833, p. 51; I.Fumagalli, in Le glorie dell'Arti Belle esposte nel palazzo diBrera l'anno 1833, Milano 1833, pp.78-80; I. Fumagalli,Esposizione degli oggetti di belle arti nell'I. R. Palazzo diBrera , in "Biblioteca Italiana", agosto 1833, p. 278; F.Ambrosoli, Belle arti. Esposizione di opere di Belle Arti inBrera. VI. Paesaggi e pitture di prospettiva , in "L'Eco", 30settembre 1833, n. 117, p. 466; D. Sacchi, Le Belle Arti inMilano nell'anno 1833. Relazione di Defendente Sacchi , in "IlNuovo Ricoglitore", settembre 1833, n. 105, p. 616; BelleArti , in "Corriere delle dame", 5 ottobre 1833, n. 55, p. 435;F. Alizeri, Guida artistica per la città di Genova. Primagiornata , Genova 1846, p. 129; La Galleria Ingegnoli, acura di U. Ojetti, Milano 1931, n. 20 tav. 174; E. SioliLegnani, Poesia di Milano. Dipinti della Raccolta di AlbertoZanoletti , Milano 1940, p. 65, n. 24; R. Bassi Rathgeb, Ilpittore Giuseppe Canella (1788-1847) , Bergamo 1945, tav. XIX;E. Piceni -M. Cinotti, La pittura a Milano dal 1815 al 1915, in "Storia di Milano" , vol. XV, Milano 1962, p. 481; M. C.Gozzoli, Giuseppe Canella , in Mostra dei maestri di Brera(1776-1859) , catalogo della mostra, Milano 1975, p. 227; M. C.Gozzoli - M. Rosci, Il volto della Lombardia. Da Carlo Porta aCarlo Cattaneo, Paesaggi e Vedute 1800-1859 , Milano 1975, p.183, fig. 136 p. 196; L. Gambi – M. C. Gozzoli, Le città nellastoria di Italia, Milano, Roma 1982, p. 256, n. 102; G. L.Mellini, Francesco Peloso collezionista di contemporanei , in"Labyrinthos", III, 5/6, 1984; M. Rosci, Le accademie:dall'avanguardia alla conservazione , in AA.VV., La Lombardiadelle riforme , Milano 1987, p. 244; P. Nicholls, I Canella eil gioco della committenza , in "Ottocento. Cronache dell'arteitaliana dell'Ottocento", n. 20, Milano 1991, p. 96; G. L. Mellini,Francesco Peloso collezionista di contemporanei , in NottiRomane e altre congiunture tra Sette e Ottocento , Firenze 1992,p. 400; F. Pesci, Da Verona all'Europa. Giovanni, Giuseppe eCarlo Canella nella paesaggistica dell'Ottocento , in S.Marinelli, L'Ottocento a Verona , Verona 2001, p. 59;V.Scrima, Riflessi di cielo e d'acqua nell'età romantica , inR. Guerri - P. Zatti, Museo di Milano Palazzo Morando AttendoloBolognini , Milano 2009, p. 103. CATALOGUE NOTE Reca etichetta sul retro della cornice con il n. 1721 Commissionata a Giuseppe Canella dal banchiere genoveseFrancesco Peloso e presentata all'esposizione di Belle Arti diBrera del 1833, insieme ad altre dodici vedute "urbane e di paese",La Corsia dei servi a Milano , accolta favorevolmente dalpubblico, ottiene larghi consensi anche dalla critica la quale,individuando nella pittura del suo autore la prima vera alternativad'avanguardia alla pittura prospettica di Giovanni Migliara,accende tra i due artisti una vera e propria rivalità. Rivalità,peraltro, quella con Migliara, avvertita da Canella già all'iniziodegli anni venti, quando, come avrebbe ricordato il pittoreveronese nell'autobiografia, resosi conto che la propria "capacitànon era sufficiente per competere coi pittori del paese",risolvette "su due piedi di partire per" luoghi "ove sapeva che nonvi erano pittori del mio genere". (cfr. Canella,Autobiografia , in R. Bassi Rathgeb, 1945, p. 13). Ricerca di fortuna commerciale e di identità artistica, quindi,le motivazioni che hanno spinto Canella ad intraprendere, nel 1821,il viaggio che lo avrebbe condotto dapprima in Spagna, aBarcellona, Valenza, Alicante e Madrid, e nel 1823, in Francia, aParigi, città dove il pittore avrebbe vissuto fino al suo rientro aMilano, nel 1832, intervallando, tuttavia, il proprio soggiorno conviaggi in Alsazia, nel Baden e in Olanda, viaggi che gli avrebberopermesso di avvicinarsi alle diverse culture figurative d'oltralpee di plasmare e rifinire il proprio stile "maritando quanto avevaappreso dai capolavori d'arte da lui studiati colla vera natura".(cfr. P. A. Curti, Biografia di Giuseppe Canella , inAlbum Esposizione di Belle Arti in Milano , Milano 1850, p.29.) Nell'anno del suo rientro a Milano, quindi, Giuseppe Canella,vincitore nel 1830 di una medaglia d'oro al Salon parigino,è un artista internazionalmente affermato e la vendita di tutti idipinti presentati alla rassegna braidense, oltre a decretarne ilsuccesso anche in patria, gli frutta molte commissioni. Tra le piùprestigiose c'è quella di Francesco Peloso, attento collezionistad'arte antica e contemporanea, il quale, oltre a La Corsia deiservi in oggetto, commissiona al pittore anche una Veduta diPiazza delle Erbe in Verona, dipinti presentati a Milano nellostesso anno e ricordati da Federico Alizeri nella Guidaartistica per la città di Genova nel salotto grande di palazzoPeloso, esposti, peraltro, accanto a Pietro l'eremita chepredica la prima crociata e agli Abitanti di Parga diHayez, al Cristoforo Colombo di ritorno dalla scoperta del nuovomondo di Palagi, al Ritorno del viatico alla Chiesa deiSanti Giovanni e Paolo in Venezia e alla Piazza Cavalli inPiacenza del Migliara. (cfr. Alizeri, 1846) Rispetto alla pittura urbana di Migliara, una pittura a metàstrada tra la veduta prospettica e la pittura di genere conmacchiette, quella di Canella affascina i milanesi anche per ladimensione maggiore delle macchiette, figure particolarmentecaratterizzate nell'abbigliamento e nei modi, veri e propripersonaggi con i quali il pubblico si identifica e condivide luoghie momenti di una realtà cittadina che il pittore coglie erappresenta brillantemente. E quando La Corsia dei servi viene esposta nelle sale di Brera, benché se ne mettano in lucequalità essenziali della veduta urbana quali "la bontà diprospettiva che vedeasi dilungare dinanzi la contrada e aggirarvisicocchi, cavalli e pedoni" (cfr. D. Sacchi, 1833), ciò che catturamaggiormente l'interesse, rileva il critico anonimo del "Corrieredelle dame", è che il lavoro del Canella, grazie anche allafluidità della stesura cromatica e "ai toni di tinte giusti, [...]ha l'impronta del vero. Le molte macchiette che popolano le suevariate vedute, vi sono poste e tocche con tale e tanta malizia,che a certa distanza, prendono vita e moto, e ti fanno credere discorgervi, come in uno specchio ripercossi i confusi movimenti diuna via frequentata" (cfr. "Corriere delle dame", 1833). Giudiziosimile è espresso anche da Ignazio Fumagalli che definisce Canellail pittore dell'evidenza, il pittore che "ritrae con verità edesempio de' migliori artefici fiamminghi e sa imprimere le tintelocali e far scostare i suoi piani con tale evidenza chel'osservatore vi passeggia, e per rispetto agli orizzonti, l'occhione misura la distanza", verità, continua il critico, che si rivelaappieno nelle "sue macchiette, toccate con brio e con una facilitàsì inimitabile, che avvicinandoti ti paion create con pochi mezzi;e siano esse uomini, donne, animali, siano esse in movimento, fermeo aggruppate, ne distingui chiaramente le loro azioni dalla piùvicina alla più lontana, per quanto minutissima ella sia", al puntoche "non faceva quindi meraviglia se avendo egli ritratti in questisuoi quadri prospettici tutti i particolari che si offersero a'suoi sguardi, ciascuno li riscontrasse identici e li additasse conentusiasmo al vicino" (cfr. Fumagalli, in "Le Glorie", 1833).Attrattiva, quella esercitata dal dipinto qui presentato,determinata anche dallo scorcio scelto per la veduta, la Corsiadei Servi appunto, via "che la maggior parte della popolazioneha giornalmente sotto gli occhi per essere il luogo più frequentatodella città", scrive ancora Fumagalli, colta dal pittore"dirimpetto alla Galleria de Cristoforis ed il prospetto dellachiesa di Santo Stefano veduto dalla contrada di San Clemente, sitoadiacente al Verziere ed al maggior mercato de' commestibili diMilano". Sulla destra del dipinto infatti, arretrato rispetto allastrada, si scorge parte dell'arco della Galleria de Cristoforis, laprima galleria cittadina, costruita abbattendo palazzo Serbelloni,edificio di cui Canella mostra le tracce rimaste sul muro delconvento della Chiesa di Santa Maria dei Servi al quale il palazzoappoggiava, chiesa della quale si intravede anche il campanile eche sarebbe stata abbattuta, da lì a poco, per far spazio alcomplesso di San Carlo al Corso. Dell'altra parte della corsia il pittore immortala ivecchi caseggiati, modesti edifici sovrastati dalla mole del Duomo,caseggiati dalle facciate strette e disuguali, con i pluviali adimbuto, i balconi e i poggioli in ferro battuto, e sul muro delpalazzo all'angolo con la contrada della Passarella, proprioaccanto alla tenda da sole del caffè Bella Venezia, uno dei primicaffè cittadini, Canella firma e data il proprio lavoro a guisa ditarga stradale. Nel 1834, incalzato dalle richieste, Canella dipinge altrisoggetti meneghini tra i quali una Veduta del Corso di PortaOrientale in Milano, su commissione del governatore delleprovince lombarde Franz von Hartig, una Veduta del Navigliopreso sul ponte di San Marco eseguita in risposta allaVeduta della chiesa di San Marco e della sottoposta conca delNaviglio esposta l'anno prima da Migliara e per GiuseppeBeretta, il biografo di Andrea Appiani, una variante de LaCorsia dei servi qui presentata, oggi di proprietà del Museo diMilano ed esposta nelle sale di Palazzo Morando AttendoloBolognini. Elisabetta Chiodini

LA BIOGRAFIA DI Giuseppe I Canella

Giuseppe CANELLA , artista italiano, nasce a Verona a 1788.Fu dapprima pittore scenografo; intraprese poi lunghi viaggi in Europa, lavorando e studiando.
Operò a Parigi per il duca d’Orléans e per il re Luigi Filippo; ma centro della sua maggiore attività fu Milano, dove acquistò fama di buon paesista.Sue opere si conservano nella Galleria d'Arte Moderna a Milano, nel Museo di Brescia ed in quello di Verona.
Di proprietà del barone E.
Trèves de' Bonfigli: Parigi di notte.
Insegnò all'Accademia di Venezia.
Anche suo fratello Carlo trattò il paesaggio e marine, con una certa personalità.
Cenni biografici dei Canella troviamo nei Pittori italiani dell'Ottocento del Comanducci.
Muore a Firenze nel 1847.