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Antonio Canal Canaletto

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Italy ( 1697 1768 ) -  Opere
CANALETTO Antonio Canal La Torre Di Malghera

Finarte / 26-mag-2010
8.000,00 - 12.000,00
Non Divulgato
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Canaletto Giovanni Antonio

Canal Antonio Canaletto

 

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632

Alcune opere di Antonio Canal Canaletto

Estratte tra le 632 opere nel catalogo di Arcadja

Antonio Canal Canaletto - Frontespizio Per Le Vedute

Originale 1750
 
Stima:
Base d'asta:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 26
Altre OPERE IN ASTADescrizione:
Antonio (detto Il Canaletto) Canal (Venezia 1697 - 1768) Frontespizio per le Vedute. 1750 ca. Acquaforte. mm 299x428. De Vesme , 1. Bromberg , 1. Montecuccoli , 1. Frontespizio per le Vedute con dedica al console Smith. II stato su 2 secondo Bromberg (che considera come I stato le prove avanti lettera, conosciute in due esemplari, una delle quali conservata al Kupferstichkabinett di Berlino), II stato su 4 secondo Montecuccoli , dopo la bisellatura della lastra. Ottima prova impressa con segno brillante ed uniforme su carta vergellata con filigrane "Stemma con due stelle" e "Stemma con lettere AHF" ( Bromberg (filigrane) , 1 e 2. Montecuccoli (filigrane) , 9) tipiche della II edizione coeva. Grandi margini di 49/55 mm, piega verticale centrale visibile quasi esclusivamente al verso , alcune tracce di fioriture, un piccolo strappo senza lacune restaurato in basso al centro largamente fuori dalla parte incisa, per il resto ottima conservazione.

Antonio Canal Canaletto - Venezia, Veduta Del Canal Grande Da Santa Croce Verso Gli Scalzi

Originale
 
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 219
Altre OPERE IN ASTADescrizione:
LOT 219 GIOVANNI ANTONIO CANAL, DETTO CANALETTO VENEZIA 1697-1768 VENEZIA, VEDUTA DEL CANAL GRANDE DA SANTA CROCE VERSO GLISCALZI VENEZIA, VEDUTA DI CAMPO SAN GEREMIA 4,500,000—5,500,000 EUR ciascuno 47 x 78 cm. each 47 x 78 cm. olio su tela, una coppiaa pair, both oil on canvas PROVENANCE Commissionate (con altre 19 vedute) da Charles Spencer(1706-1758), terzo Duca di Marlborough, Langley Park, vicino aSlough, Buckinghamshire;Passate in eredità al figlio maggiore, George Spencer (1739-1817),quarto Duca di Marlborough;Acquistate nel 1788 da Robert Bateson (c. 1747-1825), con la casadi Langley Park e tutto il suo contenuto, che assunse il titolo diSir Bateson-Harvey nel 1789;Ereditate dal figlio naturale Robert Harvey (nato nel 1791);Ereditate da Sir Robert Grenville Harvey (1856-1931), 2nd Bart.,Langley Park;Ereditate dalla vedova Lady Emily Grenville Harvey (1872-1935),Langley Park;Vendute con altri quadri dell''Harvey Series' dai Harvey Trusteesnel 1957. EXHIBITED Windsor, Loan Exhibition, 1881;Oxford, Ashmolean Museum, 1936-38;Birmingham, City of Birmingham Museum and Art Gallery, AnExhibition of Treasures from Midland Homes , 2 novembre – 2dicembre 1938, n. 155 e 157 (prestate dagli 'Executors of SirRobert Grenville Harvey');Birmingham, City of Birmingham Museum and Art Gallery, in prestitodal 1938 al 1957. LITERATURE AND REFERENCES Venezia, Veduta del Canal Grande da Santa Croce verso gliScalzi: An Exhibition of Treasures from Midland Homes, catalogo mostra,Birmingham, City of Birmingham Museum and Art Gallery, 2 novembre –2 dicembre 1938, p, 42, n. 155;K.T. Parker, The Drawings of Antonio Canaletto in the Collection ofHis Majesty the King at Windsor Castle, Oxford e Londra, 1948, p.32, sotto il n. 16;W.G. Constable, Canaletto. Giovanni Antonio Canal,1697-1768 , London 1962, vol. II, p. 299, n. 262, illus. vol. I,fig. 262;L. Puppi, L'opera completa di Canaletto , Milano 1968, p.101, n. 114, illus.;W.G. Constable, ed J.G. Links, Canaletto. Giovanni AntonioCanal, 1697-1768 , Oxford 1976, vol. II, p. 319, n. 262, illus.vol. I, tavola 52, fig. 262;J.G. Links, Canaletto: The Complete Paintings, London, 1981, sottoil n. 102;A. Corboz, Canaletto. Una Venezia immaginaria , Milano 1985,vol. II, illus. a p. 612, n. P 156;D. Succi, in Canaletto & Visentini, Venezia & Londra,catalogo della mostra, Cà Pesaro, Venezia, 1986-1987, p. 237;W.G. Constable, ed J.G. Links, Canaletto. Giovanni AntonioCanal, 1697-1768 , Oxford 1989, vol. II, p. 319, n. 262, illus.vol. I, tavola 52, fig. 262 (come già in collezione dei Trustees ofSir Robert Grenville Harvey, con provenienza sbagliata dei Duca diBuckingham e Chandos);K.T. Parker, The Drawings of Antonio Canaletto in the Collection ofHer Majesty the Queen at Windsor Castle, Bologna, 1990, p. 32,sotto il n. 16 e p. 168;M. Clayton, Canaletto in Venice, catalogo della mostra, The Queen'sGallery, London e The Queen's Gallery, Palace of Holyroodhouse,Edinburgh, 2005-2007, p. 125;B.A. Kowalczyk, Canaletto e Bellotto: L'arte della veduta, catalogodella mostra, Palazzo Bricherasio, Torino, 2008, p. 98.INCISO:Antonio Visentini, in Urbis Venetiarum ProspectusCelebriores , 1742, II, 2. Venezia, Veduta di Campo San Geremia: An Exhibition of Treasures from Midland Homes , catalogomostra, Birmingham, City of Birmingham Museum and Art Gallery, 2novembre – 2 dicembre 1938, p, 42, n. 157;W.G. Constable, Canaletto. Giovanni Antonio Canal,1697-1768 , Londra 1962, vol. II, p. 306, n. 275, illus. vol. I,fig. 275;L. Puppi, L'opera completa di Canaletto , Milano 1968, p.101, n. 123, illus.;W.G. Constable, ed J.G. Links, Canaletto. Giovanni AntonioCanal, 1697-1768 , Oxford 1976, vol. II, p. 326, n. 275, illus.vol. I, tavola 54, fig. 275;J.G. Links, Canaletto: The Complete Paintings, Londra, 1981, n.123, illustrato;A. Corboz, Canaletto. Una Venezia immaginaria , Milano 1985,vol. II, illustrato a p. 616, n. P 165;W.G. Constable, ed. J.G. Links, Canaletto. Giovanni AntonioCanal, 1697-1768 , Oxford 1989, vol. II, p. 326, n. 275, illus.vol. I, tavola 54, fig. 275. CATALOGUE NOTE Venezia, Veduta del Canal Grande da Santa Croce verso gliScalzi: La magnifica tela che illustra una veduta diVenezia, il Canal Grande da Santa Croce verso gli Scalzi ,come anche il suo pendant, Venezia, il Campo di San Geremia ,sono una stupefacente prova dell'abilità di Canaletto nella resafedele e limpida del paesaggio della città lagunare. La loroaltissima qualità e il perfetto stato di conservazione consentonodi apprezzare in ogni passaggio l'attenzione rigorosa posta dalpittore nella resa topografica di Venezia, fornendo al tempo stessoun'interpretazione lirica della città. Grazie alla loro precisionee all'uso sapiente della luce, che scorre fluida sulle superficidei monumenti, sugli intonaci, sui tetti, sulle vesti deipersonaggi descrivendoli ad uno ad uno, fino a riflettersisull'acqua con mille incantevoli effetti, le vedute di Canalettodivennero ben presto apprezzatissime oltremanica, tanto che JosephSmith - principale agente e intermediario dell'artista sin daiprimi anni Trenta e poi console inglese a Venezia dal 1744 al 1760- fece realizzare da Antonio Visentini nel 1735 un ProspectusMagni Canalis Venetiarum che ne raccoglieva quattordici,riprese dalla sua collezione personale. Nel 1742 la raccolta venneristampata come Urbis Venetiarum Prospectus Celebriores conl'aggiunta di ventiquattro incisioni in cui vennero copiatifedelmente, tra gli altri, nove dei dipinti della cosiddetta'Harvey Series', utilizzata dal futuro console come una sorta dicatalogo da mostrare ai potenziali acquirenti. Il quadro di Santa Croce verso gli Scalzi è una dellenove tele dell''Harvey Series' incluse nella seconda edizione delProspectus (Fig. 1).1 Essa andrà perciò datata -come anche il quadro compagno con Campo S. Geremia noninciso da Visentini - tra il 1735 e il 1742 e più probabilmenteentro il 1738, come suggerito da Charles Beddington.2Uno schizzo preparatorio dello stesso Visentini, senza alcunaombreggiatura, si conserva al Museo Correr diVenezia.3 La presente veduta è tanto più preziosa in quanto rappresentauno scorcio del Canal Grande ormai sparito: si tratta del primotratto del canale verso la terraferma e più esattamente del luogoin cui si decise di costruire nel 1860 la stazione ferroviaria diSanta Lucia. Sul lato sinistro della tela vediamo appunto, oltre ilmuro del convento del Corpus Domini, la caratteristica facciataaffiancata da due campaniletti della chiesa di Santa Lucia,demolita tra il 1861 e il 1863 per lasciar posto alla stazioneomonima. Poco oltre, sullo stesso lato del Canal Grande, appare lafacciata barocca della chiesa degli Scalzi, tuttora esistente(benché l'edificio sia stato sventrato da un bombardamento nel1915). Sullo sfondo si scorge il campanile di San Geremia, lastessa chiesa dipinta da una diversa angolazione nell'altra teladell''Harvey Series' qui presentata. Sul lato destro del CanalGrande si vede la cupola della chiesa di San Simeon Piccolo,compiuta nel 1738, e in primo piano la facciata della chiesa diSanta Croce, demolita all'inizio dell'Ottocento per lasciar posto aun'area verde pubblica (Giardini Papadopoli). Le acque del canalesono solcate, in primissimo piano da sinistra a destra, da unburchiello, una gondola e un sandolo, tipiche imbarcazioniveneziane. Un disegno del Canaletto per questa veduta, con lievidifferenze, si trova nella Royal Library di Windsor, ove confluì laraccolta grafica del console Smith.4 Altri schizzirelativi a singoli edifici qui ritratti fanno parte di un taccuinooggi conservato nelle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Un dipinto con veduta simile, ma non identica, esiste nellacollezione del Duca di Bedford a Woburn Abbey e fu realizzato,probabilmente, poco prima del nostro. L'importanza del dipinto quidiscusso è testimoniato dall'esistenza di numerose copie: una, oliosu tela (62 per 98 cm.), venduta nell'asta Crespi, Parigi, Petit, 4giugno 1914, lotto 66, e poi con Trotti a Parigi; un'altra, olio sutela (61 per 98 cm.) venduta dalla collezione di G. van Gerhardt,Budapest, in asta a Berlino, Lepke, 10 novembre 1991, lotto 84; unaterza, olio su tela (41 per 59 cm.), nella collezione del Master ofKinnaird, Rossie Priory (annotazione alla Witt Library); eun'ultima copia, certamente più tarda, in olio su tela (61.6 per97.2 cm.), venduta presso Christie's, New York, 17 June 2004, lotto57. 1. D. Succi, Canaletto & Visentini, tra Venezia &Londra , catalogo mostra, Castello di Gorizia, 7 giugno – 21settembre 1986, p. 237, n. 20, illus..2. Comunicazione orale.3. I Rami di Visentini per le Vedute di Venezia delCanaletto , catalogo mostra, Venezia, Museo Correr, settembre –novembre 1990, n. 18, stampa e disegno illustrati.4. K.T. Parker, The Drawings of Canaletto at Windsor Castle ,Oxford & London 1948, n. 16, illus. tavola 25. Venezia, Veduta di Campo San Geremia: Come il dipintoprecedente, anche la veduta di Campo San Geremia è una delleventi tele dell''Harvey Series', acquistate da Charles Spencer,terzo Duca di Marlborough (1706-1758) intorno alla metà degli anniTrenta del Settecento (si veda l'introduzione sulla 'HarveySeries'). La sua datazione andrà perciò stabilita tra il 1735 e il1742 e più probabilmente entro il 1738, come suggerito da CharlesBeddington.1 Questa rara veduta è unica nell'opera di Canaletto e illustra loslargo di Campo San Geremia, nel sestiere veneziano di Cannaregio.Non si conoscono, infatti, altre versioni di questa immagine, cosìda confermare la ricerca dell'artista nell'individuare semprescorci inediti, al di là delle più note vedute del Canal Grande. Ilpittore non amava replicarsi, cercava sempre varianti e nuoviscorci da illustrare, diverse atmosfere del cielo, ma anche diversitagli topografici. Sullo sfondo vediamo il portico sul lato sinistro della chiesadi San Geremia, eretta nel Medioevo ma ricostruita poco dopo lametà del Settecento e pertanto oggi completamente diversa dallastruttura qui ritratta dal Canaletto. Del tutto integra è invece lafacciata sulla terraferma del barocco palazzo Labia, che rivolgealtri due lati sul Canal Grande e sul canale di Cannaregio. Lafacciata 'interna' fu ridisegnata intorno al 1730, ovvero pochianni prima dell'esecuzione di questa tela. Dietro la facciata dipalazzo Labia spunta il campanile di San Geremia, visibile anchenello sfondo dell'altra tela presentata in queste sale. 1. Comunicazione orale.Siamo estremamente grati a Charles Beddington per il suo aiutonella redazione di queste schede.

Antonio Canal Canaletto - Capriccio Con Motivi Di Padova

Originale
 
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 131
Altre OPERE IN ASTADescrizione:
Antonio Canal (Canaletto) (Venezia 1697-1768) e aiuti Capriccio con motivi di Padova olio su tela 96,5x85 cm. Lord O'Hagen; Londra, Christie's, 19 maggio 1939, n. 16; LadyDupree Literature W.G. Constable-J.G. Links, Canaletto. Giovanni Antonio Canal1697-1768, II edizione, Oxford 1989, II, p. 457, n. 496a. Lot Notes La grande fortuna di questa invenzione è testimoniata dal numeroelevato di repliche, in alcuni casi in gran parte autografe, piùspesso dovute alla bottega di Antonio Canal. Del tutto superata èinvece l'ipotesi di Michael Levey, secondo il quale alcune tra leversioni note e l'invenzione stessa spetterebbero al Bellotto (siveda in proposito S. Kozakievicz, Bernardo Bellotto, Londra 1972,II, pp. 490-94). I motivi di rovine gotiche a destra compaiono ineffetti in un disegno di Canaletto (Windsor, n. 7526); nel"Capriccio" dipinto sono combinati con elementi architettonicidella città di Padova: le cupole e il campanile della chiesa diSanta Giustina e la porta Ponte Corvo. Solitamente realizzata in formato orizzontale e accompagnata da unaltro "capriccio", l'invenzione compare qui in verticale ed è privadi pendant conosciuto. E' catalogata da Constable-Links tra lerarissime versioni autografe.

Antonio Canal Canaletto - La Torre Di Malghera

Originale
 
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 678
Altre OPERE IN ASTADescrizione:
LOTTO N. 678 GIOVANNI ANTONIO CANAL, DETTOCANALETTO Venezia 1697 - 1768 La torre di Malghera acquaforte, mm. 299x428, foglio mm.410x560. Titolo e firma in lastra. Filigana nonidentificata. Carta gommata incollata ai quattro lati. Due piccolibuchi, in alto al centro: uno nel margine e uno nella parte incisa.Piccole macchie di umidità. Bibliografia: De Vesme n. 2;Pallucchini n. 8; Bromberg n. 2 STIMA 8.000-12.000

Antonio Canal Canaletto - Partenza Del Doge Sul Bucintoro

Originale
 
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 287
Altre OPERE IN ASTADescrizione:
"Partenza del Doge sul Bucintoro". Da Canaletto. Tavola proveniente dalla serie delle feste ducali pubblicata dal Furlanetto nel 1766. Acquaforte, II� stato di quattro, numerato in basso a destra entro il rame. Dimensioni al rame mm. 450x567. Segni di piega al solo verso ma buona prova, piccolo margine presente su tre lati, quello inferiore rifilato entro il rame per ca. 4 mm. Grandiosa e animatissima veduta. Valutazione: € 700,00 / € 800,00 Asta: 21/10/2009 ore 15.00 Brustolon Incise Da Canal A., "Partenza del Doge sul Bucintoro". Da Canaletto. Tavola proveniente dalla serie delle feste ducali pubblicata dal Furlanetto nel 1766. Acquaforte, II� stato di quattro, numerato in basso a destra entro il rame. Dimensioni al rame mm. 450x567. Segni di piega al solo verso ma buona prova, piccolo margine presente su tre lati, quello inferiore rifilato entro il rame per ca. 4 mm. Grandiosa e animatissima veduta. Valutazione: € 700,00 / € 800,00 Asta: 21/10/2009 ore 15.00 Ingrandisci immagine

LA BIOGRAFIA DI Antonio Canal Canaletto

Giovanni Antonio Canal , detto CANALETTO, nasce a Venezia il 17 ottobre 1697 da una famiglia della buona borghesia veneziana.
Nell’atelier del padre Bernardo (1675-1744), specializzato in pittura di scenografie teatrali, l’artista impara a dipingere decorazioni sceniche, collaborando con il padre e con il fratello Cristoforo per gli allestimenti di varie opere teatrali rappresentate a Venezia.
Di questa attività tuttavia nulla si conserva.Canaletto fu ispirato dal vedutista romano Giovanni Paolo Pannini e incominciò a dipingere nel suo famoso stile topografico dopo una visita a Roma nel 1719.
Il suo primo lavoro firmato e datato conosciuto è Capriccio architettonico.
Una delle sue opere migliori è The Stonemason's Yard che descrive un semplice luogo di lavoro della città.
Canaletto, tuttavia, è meglio conosciuto per le sue grandi scene dei canali di Venezia e del palazzo Ducale.L’iconografia delle prime opere testimonia che ha conosciuto a Roma la pittura di rovine di Viviano Codazzi e di Giovanni Ghisolfi, quella dei bamboccianti, Sweerts, van Laer, Miel, Cerquozzi, probabilmente anche del contemporaneo Panini e il vedutismo di Gaspar van Wittel.
Per le tonalità brunacee e l'intenso chiaroscuro delle sue prime opere, Canaletto s’inserisce subito nell’ambiente artistico veneziano del momento, con Piazzetta, il giovane Tiepolo, Bencovich e soprattutto Marco Ricci, interpretandolo tuttavia con una personale drammaticità e sensibilità atmosferica ed una maggiore cura dei particolari e della resa luministica.
Fino al 1725 non esistono notizie documentate sulla sua attività.
Un punto fermo è la data 1723 apposta, con la firma, su uno dei due grandi Capricci architettonici per i fratelli Giovanelli a Noventa Padovana (collezione privata).
Con le lettere che il pittore veronese Alessandro Marchesini invia da Venezia per un anno, a partire dal luglio 1725, a Stefano Conti, di cui era agente, iniziano le notizie – lettere, carteggi, diari – che accompagnano lo svolgimento della sua attività.Nel 1725 l’artista ha già la fama di un genio che supera ampiamente la tradizione di pittura topografica di Luca Carlevarijs.
Inizia anche ad essere apprezzato dai collezionisti veneziani e stranieri in missione diplomatica a Venezia.
Il soprannome di “Canaletto” – confidenziale, come quello di “Tiepoletto”, tipicamente veneziano – compare nelle lettere del 1726 e designa l’artista in tutti i documenti successivi, anche se egli stesso inizia a servirsene solo negli anni quaranta.
Già a partire dal 1722-23 lavora per il futuro console e mecenate inglese Joseph Smith, per il quale esegue una serie di disegni di San Marco, elaborata poi in sei tele destinate a decorare la sua casa, e la serie di vedute del Canal Grande.
Nel 1725-26 è ingaggiato dall'impresario irlandese Owen McSwiney per la serie di "tombeaux des princes" destinata alla sala da pranzo del Duca di Richmond, in collaborazione con Piazzetta, Pittoni e Cimaroli.
Il contatto col mondo anglosassone è decisivo per Canaletto, sia per la nuova destinazione delle sue opere sia per la partecipazione alla svolta rococò nell’ambiente artistico veneziano.I primi mediatori con il mondo anglosassone, McSwiney e Anton Maria Zanetti il Vecchio, vengono sostituiti – probabilmente all’inizio degli anni trenta – da Joseph Smith, che diviene l’agente esclusivo di Canaletto.
Il collezionismo anglosassone del momento richiede all’artista immagini “topografiche” di Venezia, secondo il repertorio ideato per lo Smith nelle dodici vedute del Canal Grande, di dimensioni contenute, contraddistinte da nuove e rigorose impostazioni prospettiche, una luminosità chiara e diffusa, una ricerca dei mezzi descrittivi adatti a ricreare il carattere dei luoghi.
Ad Antonio Visentini è affidato il compito di inciderle ad acquaforte nell’album Prospectus Magni Canalis Venetiarum.
Nel 1742, quando appare la seconda edizione dell’opera, il successo del vedutismo canalettiano e il collezionismo delle sue opere da parte dei viaggiatori del Grand Tour è nella fase culminante.
Richiedono infatti suoi quadri il Duca di Bedford, il Duca di Leeds, il Conte di Carlisle, il Duca di Buccleuch, il Duca di Northumberland, il Conte di Fitzwilliam.A partire dal 1735 circa entra nell’atelier il nipote Bernardo Bellotto , impegnato a preparare abbozzi e composizioni prospettiche, a riprendere schizzi dal vero e quelli di figure.
Canaletto è considerato uno dei più brillanti disegnatori di tutti i tempi; molti dei migliori fogli da collezione vengono realizzati a cavallo del 1740 per lo Smith e introducono nuovi motivi lagunari, di collina, di Mestre, Dolo, Padova e dei dintorni, vedute romane e capricci con rovine.
Nello stesso tempo egli inizia a incidere all’acquaforte, sotto l’impressione dei pittori-incisori, Rembrandt e Castiglione, come provano le tavole delle Vedute altre prese da i Luoghi altre ideate da Antonio Canal e da esso intagliate poste in prospettiva, che presentano una poetica percezione del paesaggio, vero o inventato, ricreato con attenzione ai più sottili effetti atmosferici.
Alla fine di maggio del 1746 Canaletto si reca a Londra, con una lettera di presentazione per il Duca di Richmond.
Per dissipare l’iniziale diffidenza è tuttavia costretto a pubblicare un annuncio sul Daily Advertiser, il 25 luglio 1749 e il 30 luglio 1751.
Alla fine riceve numerose commissioni, soprattutto da parte degli aristocratici che conoscevano la sua fama a Venezia: il Duca di Northumberland, Francis Greville, Lord Brooke; il Duca di Beaufort; il principe Lobkowicz e l’intellettuale Thomas Hollis.In Inghilterra l’artista ricrea con nuovi mezzi stilistici le atmosfere locali e interpreta una civiltà diversa da quella veneziana.
Si rendono pienamente evidenti le sue capacità compositive, che riescono a dominare vedute dagli orizzonti sconfinati, e descrittive, che rendono le complesse scene urbane e dei castelli con una delicata minuzia e un autentico interesse per le architetture inglesi.
E' di questi ultimi anni la rivalutazione del periodo inglese, finora considerato inizio della sua decadenza.
Il soggiorno in Inghilterra, interrotto da due brevi ritorni in patria nel 1750-51 e nel 1753, si conclude prima del dicembre 1755.
Rientrato a Venezia, mentre Francesco Guardi inizia a conquistare il tradizionale collezionismo inglese del Grand Tour, Canaletto continua a lavorare, ma in scala minore e intima.
Disegna molto, soprattutto a capriccio, creando alcuni capolavori, come la Fantasia architettonica per l’ormai anziano Joseph Smith; continua a indagare, in una serie di piccole tele, effetti luministici e prospettici degli stessi luoghi e edifici veneziani già molte volte ritratti nella maturità.
La morte lo coglie il 18 ottobre 1768 nella sua casa a San Lio.