Jan Ii Brueghel
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Belgium (1601 - 1678 ) - Dipinti Wikipedia® - Jan Ii Brueghel

Palais Dorotheum /31-mar-2009
€ 30.000,00 - € 34.000,00
€ 36.900,00
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Opere in Arcadja
595Alcune opere di Jan Ii Brueghel
Estratte tra le 595 opere nel catalogo di ArcadjaJan Ii Brueghel - Allegoria Dell'estate
Originale
Numero di lotto:
485
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto n.
485
Jan Brueghel il Giovane e Hendrickvan Balen
Anversa 1604 - 1678 e Anversa 1575 - 1632
Allegoriadell'Estate
Olio su tela,
cm.80x107
Comunicazione scritta di MarinaMarinelli.
Il dipinto fa parte di un gruppo di quattro teledi Alle-
gorie delle Stagioni assegnate da Marina Marinellia Jan
Brueghel il Giovane,
quale autore dellenature morte e
del paesaggio,
in collaborazione aHendrick van Balen,
come autore delle figure.
Lequattro tele sarebbero ispirate a quelle dimedesimo
soggetto di Jan Brueghel il Vecchio (1568 - 1625)conser-
vate presso il Neues Schloss di Bayereuth,
e si differen-
ziano da quelle nei gruppi delle figuree nei dettagli; in
particolare,
nell'Estate,
è stata riveduta la figura femmi-
nile stanteall'estrema sinistra.
La Marinelli segnala che "Il livelloallegorico del ciclo
è assai complesso,
secondouna linea culturale,
come
quella nordica,
che ha favorito l'immissione di strutture
simboliche iniconografie ampiamente sperimentate nel-
latradizione".
Jan Ii Brueghel - Le Quattro Stagioni
Originale
Numero di lotto:
113
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
JAN BRUEGHEL IL GIOVANE
Anversa 1601 - 1678
e
HENDRIK VAN BALEN
Anversa 1575 - 1632
LE QUATTRO STAGIONI
Quattro dipinti ad olio su tela, cm. 80 x 106,5
PROVENIENZA
Gia collezione privata, Germania occidentale
Collezione palazzo di famiglia fiorentina
Queste quattro allegorie delle stagioni sono accompagnate da una perizia della dott.ssa Marina Marinelli, la quale le assegna ai due importanti maestri fiamminghi, Jan Brueghel il giovane e Hendrik Van Balen. La studiosa ritiene che i dipinti derivano da prototipi di Jan Brueghel il vecchio, eseguiti nel 1616 e conservati presso il Neues Schloss di Bayreuth. Inoltre queste quattro allegorie si differenziano dai prototipi del padre di Breughel il giovane per formato e per una differente collocazione dei personaggi.
È da puntualizzare che anche Brueghel il giovane aveva dipinto autonomamente, sempre in collaborazione con Hendrik Van Balen, soggetti allegorici e paesaggi, con particolare attenzione descrittiva verso il dato naturalistico. Tematiche, queste, molto richieste al tempo, dall'aristocrazia e dalla borghesia locale e italiana. A conferma di ciò è doveroso citare la splendida collezione di soggetti allegorici sui quattro elementi di Jan Brueghel il vecchio e Hendrik Van Balen, oggi conservati presso la Galleria Doria Pamphilij di Roma.
Dal diario di Brueghel il giovane, risulta che nel 1627 e nel 1628 il pittore aveva realizzato alcune stagioni, tra queste 'L'allegoria dell'estate' e
della 'Virtù', in collaborazione con Hendrik Van Balen. Queste opere sono oggi rispettivamente custodite a Los Angeles al Paul Getty Museum, e all'Ermitage.
Inoltre nel periodo antecedente alla sua collaborazione con il Van Balen, sempre Brueghel il giovane aveva soggiornato alcuni anni in Italia, spostandosi tra Milano, Roma e Palermo e solo nel 1625 ritorna ad Anversa. Del periodo italiano dovrebbe risultare un bellissimo 'Paradiso terrestre' datato al 1620, custodito a Berlino alla Gemaldegalerie.
In virtù di questi dati cronologici a riguardo degli spostamenti del pittore e delle sue collaborazioni con il maestro di figure, appare sconcertante la datazione MDCXVI (1616), che compare su una delle pagine dell'almanacco raffigurato a terra in primo piano nell'allegoria dell'inverno, qui presentata.
Tale anno corrisponderebbe alla datazione delle allegorie dipinte da Jan Bruegel il vecchio ed anche alla cronologia relativa alla collaborazione del maestro con Hendrik Van Balen. Quindi ciò potrebbe aprire una ipotesi attributiva delle opere qui presentate alla mano di Jan Breughel il Vecchio
CONDIZIONI DEI DIPINTI
Rinteli novecenteschi in tutte le tele.
Nel dipinto dell'Inverno, punti di restauro nel cielo a sinistra. Restauri sulla cesta sopra la testa della donna più a sinistra e nei contorni del volto di quella al suo fianco. Due piccole linee orizzontali di restauro sopra e sotto i pappagalli alla colonna, sulla gonna della donna di fronte alla colonna ed in basso a destra nei contorni del brano di natura morta.
Nel dipinto della Primavera, alcuni punti di restauro nella parte alta degli alberi. Piccoli restauri fra le figure delle due donne al centro della composizione, a destra della donna con la cesta sulla testa ed, in basso a sinistra, nei contorni degli amorini.
Nel dipinto dell'Estate, zona di restauro quasi ossidata sull'angolo in alto a sinistra del cielo. Ulteriori punti di restauro ossidati in basso a sinistra nel terrapieno. Punti restauro fra le fronde degli alberi al centro, e nei contorni delle gruppo di figure vicino al bordo destro.
Nel dipinto dell'Autunno, alcuni punti di restauro in alto a sinistra sulle fronde degli alberi. Restauri sul braccio di una delle donne sul circolo di tre donne sedute verso sinistra, sulla cesta sopra la testa della donna al centro del dipinto ed, in basso a destra, nel terrapieno fra le figure dei putti.
I quattro dipinti, in considerazione della loro epoca, sono in buono stato di conservazione.
CORNICI
Cornici novecentesche in legno laccato a finta radica con bordi in oro
Jan Ii Brueghel - Jan Quellinus Maria Maddalena In Una Ghirlanda Di Fiori
Originale
Numero di lotto:
36
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Jan Brueghel il Giovane
( Anversa 1601-1678) e Jan Quellinus ( Anversa
1607-1678) Maria Maddalena in una ghirlanda di fiori, olio su
tavola, cm 64 x 49,2, in cornice
Perizia del dott. Klaus Ertz, Lingen (29
agosto 2008). In una magnifica ghirlanda di fiori, eseguita da Jan
Brueghel il Giovane in delicate velature con la perfezione tecnica
che lo rese famoso, è raffigurata in un ovale sporgente la
Maddalena penitente. Anche in lei sono eseguiti con grande finezza
i dettagli, e colpisce la profondità plastica di alcuni elementi
compositivi quasi a mo’’’’ di natura morta, come il teschio sotto le
sue mani giunte. Alla ghirlanda di fiori debordante, che si staglia
sullo sfondo nero come un gioiello variopinto, Erasmus Quellinus
contrappone una scena la cui severità evoca le suggestioni del
barocco anversano. Il presente dipinto è un documento importante
della collaborazione fra Brueghel ed i suoi colleghi pittori di
Anversa. L’’’’enorme apprezzamento di cui godeva la sua abilità nel
raffigurare i fiori e i paesaggi persino ad Anversa, città in cui
certo non mancavano simili “’’’’specialisti” del talento di un Peter
Paul Rubens, sottolinea l’’’’importanza di questo pittore. La tavola
in oggetto è uno dei rari esempi della collaborazione fra Brueghel
ed Erasmus Quellinus il quale, fortemente influenzato da Rubens e
van Dyck, si annovera fra i maggiori pittori di storie della città,
come personalità artistica autonoma. Poiché le fonti ci danno poche
indicazioni sull’’’’intensità della collaborazione fra i due maestri,
il presente dipinto è un’’’’importante testimonianza di questa
collegialità fra i grandi maestri fiamminghi. A proposito di
datazione:: Quellinus divenne maestro della gilda di San Luca di
Anversa soltanto nel 1632, per cui è inverosimile che già in
precedenza collaborasse con Brueghel, decano della gilda sin dal
1630. Per questa ragione e per motivi stilistici il dottor Ertz
colloca il nostro dipinto nel periodo intorno al 1632.
Jan Ii Brueghel - Frans Francken Iii Ghirlanda Di Fiori Che Cinge Il Medaglione Di Bernardo Da Clairvaux
Originale 1667
Numero di lotto:
58
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Jan Brueghel il Giovane (1601 - Anversa 1678) e
Frans Francken III (Anversa 1607 - 1667) Ghirlanda di fiori che cinge il medaglione di Bernardo da Clairvaux, olio su tavola, cm 26,7 x 18,7, in cornice, (Wo)
In questo raro esempio di collaborazione tra Frans Franckens III e Jan Brueghel il Giovane viene raffigurato un medaglione con il monaco orante dell’’’’ordine dei Cistercensi, davanti a uno sfondo monocromo nero che esalta ancor più la magnificenza dei colori della corona di fiori descritta con dovizia di dettagli, a mo’’’’ di gioiello. La magnificenza e la gioia di vivere che promana dai vari fiori, legati a formare una ghirlanda ornamentale, è in apparente e netto contrasto con la raffigurazione scarna dell’’’’eremita al centro. Simili raffigurazioni erano però molto amate nell'Anversa del Seicento. Frans Francken, con la cui famiglia i Brueghel collaborarono soprattutto nella realizzazione di scene mitologiche o cristiane, si rivela un degno erede di suo padre nella composizione compatta e concentrata in uno spazio minuscolo ed eppure minuziosissima. Un esempio di collaborazione simile al presente si trova in una collezione privata, Spagna (L’’’’incontro fra Maria ed Elisabetta; olio su tavola, cm 36 x 45, dott. Ertz 10 dicembre 2008) Per la grande affinità stilistica, il dottor Ertz data il presente dipinto al terzo decennio del Seicento. Il deliberato contrasto iconografico rappresenta un’’’’eccellente testimonianza della collaborazione fra i due artisti.
Perizia: perizia scritta del dott. Klaus Ertz, Lingen, 10 dicembre 2008.
Provenienza: collezione della famiglia Tower, XIX secolo
Jan Ii Brueghel - Cristo E L'adultera
Originale
Numero di lotto:
271
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
JAN BRUEGHEL IL GIOVANE
Anversa 1601 - 1678
Firmato in basso a sinistra: BRUEGEL. M. D. LXV. Provenienza Collezione privata, Piacenza. Il presente dipinto, in ottime condizioni di conservazione, è una replica di poco posteriore e di alta qualità del Cristo e l'adultera di Pieter Bruegel il vecchio, una nota e copiata tavola a grisaille del pittore fiammingo, firmata e datata 1565. Nella composizione Cristo sta scrivendo in lingua fiamminga la frase riportata dal Vangelo nell'omonimo passo, mentre l'adultera lo osserva. L'originale, a cui sembra che il maestro fosse particolarmente affezionato a causa del soggetto, tanto da conservarlo fino alla morte, fu lasciato in eredità al figlio Jan, che secondo alcuni lo avrebbe portato a Milano e ceduto al cardinale Federico Borromeo. Dapprima l'originale fu creduto disperso, ma infine fu identificato nell'esemplare già nella collezione Seilern, poi acquistato dal Courtauld Instutute di Londra (cm. 24x34). Questa composizione di Pieter Bruegel fu diffusa anche tramite stampe (incisione di Perret), ma la qualità e la precisione di questa replica (nettamente superiore per esempio a quella, del medesimo formato, dell'Accademia Carrara di Bergamo), fa pensare a un dipinto eseguito direttamente sull'originale, forse dallo stesso Jan Bruegel
STIMA 25.000-35.000





