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Arcadja Auctions

Giacinto Brandi

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(16231691 ) - Dipinti
BRANDI Giacinto Madonna Con Bambino

CapitoliumArt Casa D'aste /20-giu-2009
20.000,00 - 24.000,00
Non aggiudicato
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Giacinto Brandi nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
72

Alcune opere di Giacinto Brandi

Estratte tra le 72 opere nel catalogo di Arcadja
Giacinto Brandi - Compianto Su Cristo Morto

Giacinto Brandi - Compianto Su Cristo Morto

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 892
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
892.GIACINTO BRANDI Poli 1621 - Roma 1691 Compianto su Cristo morto olio su tela, cm. 127x109 Si acclude perizia del prof. Emilio Negro il quale sostiene: ''...In riferimento ai caratteri stilistici dell'opera � indispensabile rimarcare che ci troviamo dinanzi ad una conturbante composizione eseguita da un buon pittore di scuola centroitaliana che fu attivo durante il Seicento, un'artista valente in grado di attuare una raffigurazione di singolare rigore formale eppure di disinvolta scioltezza esecutiva; spunti acuti e variegati vi affiorano con evidenza e vanno dai sapienti contrasti luminosi derivati dalle opere di Correggio e di Giovanni Lanfranco, alla reinterpretazione del tenebrismo di Caravaggio, del neovenetismo di Annibale Carracci (che si appalesa nello schema compositivo) e di Pier Francesco Mola: caratteri di stile assai edotti che rendono questo Compianto su Cristo morto drammaticamente tenebroso e tuttavia di avvenente bellezza. N� va taciuto che il tracciato sicuro delle pennellate, quasi disegnate e fortemente chiaroscurate, rivela una condotta grafica e pittorica colta e composita, impregnata di sapide citazioni dall'ultima stagione del ricordato Caravagggio e non di meno ispirata al lumeggiare potente che fu caratteristico di Guercino a Roma; ma nel singolare quadro in esame si evidenziano pure un ricco panneggiare ed uno schema compositivo entrambi di origine emiliana, derivati soprattutto dalla conoscenza delle opere di Giovanni Lanfranco. Tali ragioni convincono a ricollegare il nostro Compianto su Cristo morto al catalogo dei dipinti migliori eseguiti da Giacinto Brandi, il grande artista che fu probabilmente alunno del padre Giovanni (decoratore e ricamatore) e poi entr� nelle botteghe attive e creative dello scultore Alessandro Algardi e dei pittori Gian Giacomo Sementi e del menzionato Lanfranco cosicch�, divenuto egli stesso maestro assai affermato, fu affiliato alle potenti Accademie romane di S.Luca e dei Virtuosi al Pantheon che gli consentirono di lavorare alacremente, soprattutto nell'Urbe, nell'ambito della committenza pi� prestigiosa legata alla Corte Pontificia, ma anche per le chiese pi� importanti della provincia, nonch� per Milano (chiesa di S.Maria della Vittoria) e Torino (Palazzo Reale). Per avere conferma dell'attribuzione avanzata baster� confrontare il nostro dipinto con altre opere del Brandi come, ad esempio, le Nozze mistiche di S.Caterina alla presenza di un angelo e il Lot e le figlie (entrambe a Roma, rispettivamente nella collezione Ducrot e nella Galleria Corsini), oppure il Martirio di S.Andrea (Roma, chiesa di S.Maria in Via Lata); in tutte queste tele, come in quella in esame, si evidenziano un equilibrato compromesso tra le sollecitazioni pi� vivamente barocche e le simpatie per le correnti pittoriche d'indirizzo classico, oltre ad un fare elegante, cupo e tenebroso di derivazione caravaggesca: stilemi inconfondibili che sono tipici delle opere migliori realizzate da Giacinto Brandi negli anni fecondi della sua piena maturit� artistica.'' Stima: € 8000/12000 Fai un'offerta per questo lotto !!
Giacinto Brandi - Compianto Su Cristo Morto

Giacinto Brandi - Compianto Su Cristo Morto

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 435
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto n. 435 Giacinto Brandi Roma 1621 - 1691 Compianto su Cristo morto Olio su tela, cm. 127x109 Reca una periziascritta di Emilio Negro, senza data. SecondoEmilio Negro, l'opera è da assegnare "al cata- logo dei dipinti migliori eseguiti da Giacinto Brandi", ed è ricollegabile stilisticamente alle Nozze mistichedi Santa Caterina alla presenza di un Angelo, eal Lot e le figlie (en- trambe a Roma, nellacollezione Duckot e nellaGalleria Corsini).
Giacinto Brandi - San Gerolamo In Meditazione

Giacinto Brandi - San Gerolamo In Meditazione

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 21
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
GIACINTO BRANDI (Poli, Roma 1623 - Roma, 1691) San Gerolamo in meditazione Olio su tela, cm 92X125,3 Stima € 15.000 - 18.000 Bibliografia: A. Brejon de Lavargnée, in Mola e il suo tempo , catalogo della mostra a cura di F. Petrucci,Milano 2005, pp. 196 - 197, n. 43. Il dipinto raffigura San Gerolamo, Padre della Chiesa e traduttore dell’antico testamento, ritratto nei panni d’emaciato anacoreta e abbigliato in ruvida tela di sacco. Nel XVII Secolo il dotto penitente ispirò immagini dal forte carattere naturalista, esortando gli artisti caravaggeschi e tenebrosi a dipingere con crudo realismo le sofferenze del corpo e il rapimento dell’estasi. La tela in esame appartiene a pieno titolo a questo filone di ricerca ed è stata assegnata a Giacinto Brandi da A. Brejon de Lavargnée, risaltandone la forza espressiva e la peculiare interpretazione, ispirata ai modelli di Giovanni Lanfranco rivisti attraverso il chiaroscuro diMattia Preti. La personale esegesi barocca dell’artista, giunge con quest’opera a circoscrivere i molteplici indirizzi pittorici della Roma seicentesca, coniugando la visione naturalistica con la solidità d’impianto marattesco e grazie a questa sintesi, ottiene attorno alla metà del Secolo un indubbio consenso critico, inducendo Francesco Scanelli ad enunciare che: “sono di non ordinaria aspettatione, anche in giovanile età Pierfrancesco Mola, Frabitio
Giacinto Brandi - Madonna Con Bambino

Giacinto Brandi - Madonna Con Bambino

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 157
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
GIACINTO BRANDI (ROMA 1621-1691) Madonna con Bambino Olio su tela cm 91x66 base d'asta: 12000 Nella delicata “Madonna con Bambino” confluisce una duplice matrice stilistica ed espositiva. Infatti, in questo dipinto, che costituisce un tipico “capoletto” della seconda metà del secolo XVII, si può evidenziare un chiaro ascendente della corrente barocca, imperniata in tal caso sul Lanfranco e sulla scuola napoletana, disciplinato però da un ordine e un essenzialità compositive, che denunciano una chiara fruizione della lezione del Maratti. In effetti esso è opera, a mio giudizio, di uno dei più qualificati ed affermati maestri romani dell'ambito marattesco, cioè Giacinto Brandi, operoso con vivo successo in vita, con importanti committenze tanto ecclesiastiche che laiche, e spesso con rappresentativi cicli dipinti. Quindi un artista impegnato sia in soggetti profani che sacri, e che non disdegnò di dedicarsi anche al formato ridotto da quadreria, secondo le richieste e il gusto del collezionismo del tempo, allargato a più larghe cerchie di privati. Impegni che egli seppe estrinsecare con una viva e spontanea versatilità, che muove da un'iniziale dipendenza del citato Lanfranchi, del quale fu considerato un diretto seguace, ma che fu affiancato da una particolare attenzione per M. Preti, del quale riprese il gusto di un contrastato luministico e di una drammaticità espressiva, seppure da lui principalmente assimilata solo con effetti esteriori. Impostazioni poi opportunamente inquadrate in quella confluenza classicistico-barocca, affermata dal Maratti a Roma; senza tuttavia mai scadere in passivi ripiegamenti, grazie alla sua forte personalità, segnata anche da inconfondibili tipologie. Peculiarità che si ritrovano felicemente armonizzate nella presente “Madonna con Bambino”, cioè in una delle tematiche più usuali del tempo, quale diffuso esempio di “devozione privata”; e che appunto fu interpretata dal Brandi, addolcendo la sua matrice primitiva, più severa, d'inizio 600, secondo i nuovi gusti estetici, maturati lungo il secolo. Si ringrazia Giancarlo Sestieri per la scheda dell'opera.
Giacinto Brandi - Maddalena Penitente

Giacinto Brandi - Maddalena Penitente

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 1054
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Poli 1623 – Roma 1691 Maddalena penitente olio su tela, cm. 90,5x65,5. Opera della piena maturità del pittore, qui vicino alla lezione di sapore caravaggesco di Mattia Preti, viene confrontata da U.Ruggeri, cui spetta l’’’’attribuzione, alle opere di questo periodo, in particolare alla “Matematica” già Withfield di Londra (G.SESTIERI, Repertorio della pittura romana della fine del Seicento e del Settecento, Torino 1994, II, fig.163) e al “Loth e le figlie” della collezione Lemme, ora al Museo del Barocco romano di Ariccia ( Il Museo del Barocco romano, Roma 2007, p.19). Da segnalare inoltre i rapporti stilistici con analoghe prove di Daniel Seiter (Il Museo del Barocco cit., p.27).

LA BIOGRAFIA DI Giacinto Brandi

Pittore italiano (Poli 1623 - Roma 1691).
La sua formazione avvenne prima presso A.
Algardi e poi presso G.
G.
Sementi, dal 1638 fu allievo di G.
Lanfranco, grazie al quale si avvicinò al classicismo della pittura emiliana.
Fu particolarmente influenzato dal Guercino e da M.
Preti oltre che da Caravaggio e dalla pittura napoletana.
Ammirato per la sua abilità e rapidità di esecuzione, fu membro dell'Accademia dei Virtuosi e Principe dell'Accademia di San Luca.
Dal 1646 lavorò alla decorazione di Palazzo Pamphilij di piazza Navona e le Scene mitologiche da lui dipinte riscossero la grande ammirazione di Innocenzo X, al punto da valergli il titolo di cavaliere.
Tra le opere della maturità si ricorda il dipinto realizzato per la chiesa delle Stimmate raffigurante i Santi Quaranta Martiri (1660).
Durante un soggiorno a Gaeta (1660-1666) decorò la cripta del duomo e dipinse una Madonna col Bambino per la chiesa della SS.
Annunziata.
Tornato a Roma, diresse i lavori di decorazione della chiesa di S.
Carlo al Corso, dove introdusse soluzioni di illusionismo prospettico.
Per il duca di Savoia Amedeo II realizzò la tela centrale del soffitto della sala delle Cameriste nel Palazzo Reale di Torino raffigurante Il trionfo della Fede sull'eresia (1687-1688).
Tra le ultime opere possiamo ricordare le 7 tele di soggetto mitologico realizzate per Palazzo Taverna.