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Giuseppe Bonito

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(17071789 ) - Dipinti Wikipedia® - Giuseppe Bonito
BONITO Giuseppe Ritratto Di Cardinale

Finarte /29-mag-2008
25.000,00 - 30.000,00
187,00
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Giuseppe Bonito nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
105

Alcune opere di Giuseppe Bonito

Estratte tra le 105 opere nel catalogo di Arcadja
Giuseppe Bonito - Ritratto Di Maddalena Giordano De'tommasi Principessa Di Fiorino

Giuseppe Bonito - Ritratto Di Maddalena Giordano De'tommasi Principessa Di Fiorino

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 408
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
LOTTO N. 408 GIUSEPPE BONITO Castellammare di Stabia 1707 - Napoli1789 Ritratto di Maddalena Giordano de'Tommasi Principessa di Fiorino olio su tela, cm. 60x50; concornice d'epoca intagliata e dorata. Al retro etichetta della Mostra delRitratto Italiano , Firenze, marzo-luglio 1911. Provenienza Collezione Conte Giuseppe Caracciolo, Napoli.Collezione privata, Milano. L'opera, assegnata a GiuseppeBonito nel catalogo della Mostra del Ritratto Italiano (1911) e nelvolume Il ritratto italiano dal Caravaggio al Tiepolo alla mostradi Palazzo Vecchio nel MCMXI (1927), è stata esaminata, inoriginale, dal professore Nicola Spinosa che, in una comunicazioneorale, conferma l'attribuzione al pittore partenopeo. GiuseppeBonito, allievo di Francesco Solimena, fu un famoso ritrattista epittore di genere. Accademico di San Luca dal 1752 e pittore dicorte di Carlo III e poi di Ferdinando IV, ebbe vari incarichinella decorazione delle Regge di Portici e Caserta e dal 1755assunse la direzione dell'Accademia napoletana di Belle Arti,incarico che conservò fino al 1789, anno della sua morte. Ilritratto qui presentto proviene dalla raccolta napoletana delconte Giuseppe Caracciolo e raffigura Maddalena Giordano De'Tommasi, Principessa di Forino. La nobildonna, nata a Capua il 7aprile del 1740, sposò il duca don Gaetano Giordano e ben prestodivenne, per il suo fascino, bellezza ed eleganza, una delleprotagoniste nei salotti aristocratici e presso la cortenapoletana, dove godeva dell'amicizia della regina Carolinad'Austria. La Principessa di Forino morì il 2 giugno 1808 e fusepolta nella cappella gentilizia della chiesa dei Santi Severo eSozio a Napoli. Probabilmente nella sua cornice originale, ildipinto è stato realizzato, secondo il Professor Spinosa, nellatarda maturità dell'artista e più precisamente intorno al1780, quando il pittore napoletano rimodernava il suo stileattraverso la ritrattistica inglese e francese. Il ritratto èinfatti giocato su tonalità delicate e armoniose e la suaqualità è determinata dalla luce e dalla composizione coloristicasapientemente studiata che raggiunge uno straordinario effetto diluminosità. Sul fondo bruno risaltano i capelli biondi, raccolti eleggermente crespi, la pelle lievemente rosata del volto e ilbianchissimo collo. La carnagione d'avorio del petto è incorniciatada un abito di raso grigio bordato di pelliccia scura e completal'abbigliamento un mantello di raso azzurro foderato di seta rosanegligentemente abbandonato sulle spalle e guarnito da unosvolazzante nastrino verde. Il dipinto è particolarmenteinteressante anche per le soluzioni di ricercata eleganza formale,la piacevolezza pittorica e le garbate annotazioni di trascrizione"dal vero". L'assenza di astrazioni celebrative, al di là dellaimpostata aulicità della posa, rivela la profonda penetrazionepsicologica ottenuta dal Bonito in questo ritratto, brillantealternativa al ritratto "ufficiale". Bibliografia AA. VV.,Mostra del Ritratto Italiano , catalogo della mostra, Firenze,Palazzo Vecchio, marzo-luglio 1911, Firenze, 1911, pag. 139, n. 2N. Tarchiani, Giuseppe Bonito , in AA. VV., Il ritratto italianodal Caravaggio al Tiepolo alla mostra di Palazzo Vecchio nel MCMXIsotto gli auspici del Comune di Firenze , con prefazione di UgoOjetti, Bergamo, Istituto Italiano d'Arti Grafiche Editore,Bergamo, 1927, pp. 165-166, tav. V. Comunicazione verbaledel Professor Nicola Spinosa che conferma l'attribuzione STIMA 18.000-24.000
Giuseppe Bonito - Ritratto Di Una Dama Con Fiore Eventaglio, Con Un Prezioso Vaso Decorato Sullo Sfondo

Giuseppe Bonito - Ritratto Di Una Dama Con Fiore Eventaglio, Con Un Prezioso Vaso Decorato Sullo Sfondo

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 58
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Descrizione Giuseppe Bonito (Castellammare di Stabia 1707–Napoli1789) Ritratto di una dama con fiore e ventaglio, con un preziosovaso decorato sullo sfondo (principessa diBisignano?) olio su tela, cm 100x75 Il dipinto è accompagnato da una comunicazione scritta delprofessor Claudio Strinati, che dopo averlo esaminato dal vero, loritiene "opera certa ed in eccellente stato di conservazione diGiuseppe Bonito, grande e celeberrimo ritrattista di cui abbiamoqui un cospicuo esempio…E' possibile che il personaggio siaidentificabile con la Principessa di Bisignano, considerando che ladatazione dell'opera dovrebbe porsi intorno al 1734-35, quando ènoto e ben documentato il Ritratto del Principe. Bibligrafia: cfr. la riproduzione di un ritratto simile didama nel libro di Nicola Spinosa, Pittura napoletana delSettecento, 1993, pagina 373, tav. 363; un altro ritrattomolto simile, si trova nella Galleria Nazionale d'Arte Antica nel Palazzo Barberini a Roma
Giuseppe Bonito - Allegoria Della Musica 
Allegoria Dell'autunno

Giuseppe Bonito - Allegoria Della Musica Allegoria Dell'autunno

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 1177
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
LOT 1177 GIUSEPPE BONITO 1707 - 1789 ALLEGORIA DELLA MUSICA ALLEGORIA DELL'AUTUNNO 40,000—60,000 EUR measurements measurements note ciascuno 75 x 62.5 cm. Description olio su tela, una coppia a pair, both oil on canvas Quantity: 2 CATALOGUE NOTE Opulenta, sensuale, perfino seducente appare questa magnifica Allegoria dell'Autunno di Giuseppe Bonito (1707-1789), esempio altissimo della pittura florida e vitale del nostro artista. Formatosi a Napoli nella bottega di Francesco Solimena, Bonito divenne ben presto ricercato esecutore di ritratti per la corte borbonica, distinguendosi anche come interprete originale nell'arte di genere. Per quanto indubbiamente influenzata della lezione del maestro come dall'esempio del più anziano De Mura, l'opera di Bonito contiene in sè una presenza fisica, un senso della realtà, una vita, che affonda le proprie radici nella lezione del naturalismo napoletano. Ne è testimone nel nostro quadro, oltre alla bellezza verace della nostra contadina che ci guarda fissi negli occhi con fare provocante, anche la carnosità vibrante delle uve che ci vengono offerte e di tutta la natura morta che la giovane reca in grembo, che risente in maniera evidente della tradizione che da Luca Forte conduce ai Ruoppolo. L'Allegoria qui presentata è un'altra versione autografa del dipinto di medesimo soggetto conservato a Napoli presso la collezione Santangelo (cfr. N. Spinosa, Pittura napoletana del Settecento, dal Barocco al Rococò , Napoli 1988, p. 168 cat. 287, illustrato p. 152 tav. 71), rispetto alla quale si distingue per una più convinta maturità nel disegno e nell'uso del chiaroscuro.
Giuseppe Bonito - Ritratto Di Cardinale

Giuseppe Bonito - Ritratto Di Cardinale

Originale 1759
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 54
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Allievo di Francesco Solimena, Giuseppe Bonito seppe conquistarsi in breve tempo una solida considerazione, tanto che nel 1751 fu nominato Pittore di Camera della corte borbonica a Napoli e l’’’’anno seguente fu accettato nell’’’’Accademia di San Luca. Inoltre, dal 1755 fino alla morte, fu direttore dell’’’’Accademia di Belle Arti di Napoli, dapprima insieme a Francesco De Mura, poi da solo. Oltre alle pale d’’’’altare e alle scene di genere, Bonito deve la sua fama all’’’’intensa e felice attività di ritrattista, amato e ricercato sia dai membri della famiglia reale partenopea, sia dai più influenti esponenti dall’’’’antica e nuova nobiltà napoletana. In questa tela, importante e significativa aggiunta al catalogo dell’’’’artista campano, la resa dell’’’’incarnato e l’’’’attenzione alla caratterizzazione psicologica del personaggio raffigurato trovano precisi riscontri con il Ritratto di gentildonna , databile tra il 1750 ed il 1760, attualmente conservato presso la Galleria Nazionale di Arte Antica a Palazzo Corsini a Roma e con il Ritratto di Antonio Spinelli principe di Scalea, eseguito intorno al 1759, proposto in asta da Finarte a Roma il 23 novembre 1993 (lotto n. 128). Un altro utile confronto, che chiarisce alcuni interessanti aspetti della particolare abilità dell’’’’artista nella definizione del disegno, la distribuzione delle luci e la resa del chiaroscuro, può infine essere effettuato con l’’’’ Autoritratto , attualmente conservato nel Corridoio Vasariano del Museo degli Uffizi di Firenze.
Giuseppe Bonito - Il Riposo Dei Cacciatori

Giuseppe Bonito - Il Riposo Dei Cacciatori

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 15
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Olio su tela, cm 167x234 Questa splendida tela di grandi dimensioni è ben nota in letteratura per esser stata presentata da Nicola Spinosa (1998) alla mostra sulla scena di genere nella pittura italiana, tenutasi a Brescia una decina d’’anni fa. Si tratta del dipinto descritto dal De Dominici (1742-1745) nella biografia di Giuseppe Bonito ed esposto insieme al suo pendant raffigurante Lo studio del pittore - la cui ubicazione è tuttora ignota - alla festa del Corpus Domini, detta dei Quattro Altari, che si teneva ogni anno a Napoli al Largo di Palazzo (oggi piazza del Plebiscito). Assai dettagliata è la descrizione che ne offre il biografo napoletano, specificando come vi siano rappresentati “alcuni giovani con li schioppi in mano, e Cacciatori in campagna per divertirsi, che trovano delle Villanelle con le quali vezzosamente scherzano”. Come sottolineava Spinosa, l’’opera si pone “anche stilisticamente in perfetta contiguità con altri quattro dipinti con soggetti di genere esposti in coppia, sempre secondo la testimonianza del De Dominici, a due edizioni precedenti della stessa Festa dei Quattro Altari e recentemente identificate in raccolte private o sul mercato antiquario americano”: Il maestro di scuola e La maestra di cucito già a Madrid, nella collezione del marchese di Remisa (Christie’’s, Londra, 5 luglio 1996, lotto 69), e Il concerto e Il poeta – che il De Dominici erroneamente descriveva come un unico dipinto – passati separatamente dalla raccolta adrilena, rispettivamente a Norfolk (Chrysler Museum) e in una collezione privata americana, per essere poi nuovamente riuniti presso Didier Aaron a New York (C. Beddington, in Capolavori..., 1998, p. 185, n. 1.29). Se, in base a quanto affermato dal De Dominici, la coppia raffigurante Il maestro di scuola e La maestra di cucito va datata con ogni probabilità non oltre il 1736, anche in considerazione dei suoi legami stilistici con opere del Solimena eseguite intorno al 1730, quella con Il concerto e Il poeta, è, secondo Spinosa, da collocarsi nel periodo 1738-1739 “per un evidente avanzamento, come” avviene in “altri dipinti di Bonito di questo momento, verso soluzioni di maggior respiro compositivo e di accresciuta intensità cromatica, nel corso dei recenti esempi “neobarocchi” dello stesso Solimena alla metà degli anni trenta”. Su questa base, dunque, il dipinto con Il riposo dei cacciatori è da collocarsi cronologicamente non prima del 1740, anche in considerazione delle sue affinità stilistiche con opere degli inizi del quinto decennio: dalle due Ambascerie turca e tripolina alla corte di Napoli del 1741 (Madrid, Museo del Prado e Napoli, Palazzo Reale) alla Carità del 1742 (Napoli, chiesa del Monte di Pietà), ma soprattutto alla Visitazione e allegoria della Carità del 1744 (ex cappella privata della reggia di Portici), dove “compaiono peraltro inserti paesistici e soluzioni tipologiche che si ritrovano quasi identici” nella tela che qui si presenta. Questa si pone dunque non solo come significativa testimonianza dell’’arte di Bonito in una fase relativamente precoce della sua attività, ma riveste anche un notevole interesse per la conoscenza della pittura napoletana di metà Settecento, sia per la scelta dei contenuti, con l’’interesse per soggetti che alludono, sia pur fantasticamente, alla vita quotidiana, sia per le soluzioni stilistiche adottate, documentando “la fortuna che questo “genere” trovò a Napoli anche prima che maturasse... con altra intensità di percezione e resa visiva del dato umano” la diversa esperienza di Gaspare Traversi. Bibliografia: B. De Dominici, Vite dei Pittori, Scultori e Architetti napoletani, Napoli 1742-1745, rist. anastat., 1979, III, p. 714 N. Spinosa, in Da Caravaggio a Ceruti. La scena di genere e l’’immagine dei pitocchi nella pittura italiana, catalogo della mostra a cura di F. Porzio, Brescia 1998, p. 352, n. 50

LA BIOGRAFIA DI Giuseppe Bonito

BONITO Giuseppe Pittore italiano (Castellamare di Stabia 1707 - Napoli 1789).
Formatosi a Napoli, subì l'influenza della pittura di F.
Solimena e di L.
Giordano, per poi avvicinarsi in un secondo momento ai modi del classicismo romano.
Ottenne incarichi pubblici di un certo prestigio alla corte dei Borboni e dipinse opere di soggetto sacro sia su tela sia a fresco per le chiese napoletane: si ricorda lo Sposalizio della Vergine realizzato nella Cappella Reale di Caserta.
Dipinse anche numerose scene di genere, ambientate solitamente in interni oltre a soggetti storico-allegorici (Mascherata, Napoli, Galleria di Capodimonte).
La sua fama è però legata alla produzione ritrattistica, relativa a personaggi della corte e dell'aristocrazia: si ricorda Ambasciatore turco alla corte di Napoli (1741, Madrid, Prado).