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Umberto Boccioni

Italy (Reggio Calabria 1882 -  Verona 1916 ) Wikipedia® : Umberto Boccioni
BOCCIONI Umberto Figura Distesa (mario Sironi)

Gonnelli
4-feb-2019
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Umberto Boccioni nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
185

Alcune opere di Umberto Boccioni

Estratte tra le 185 opere nel catalogo di Arcadja
Umberto Boccioni - Copertina Per Musica Futurista Di Balilla Pratella

Umberto Boccioni - Copertina Per Musica Futurista Di Balilla Pratella

Originale 1912
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 222
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Copertina per musica futurista di Balilla Pratella, 1912 Umberto Boccioni (1882-1916) tempera e inchiostro su carta, cm 53x39 firmato in basso a sinistra Etichetta al retro della XXXIII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, 1966 Etichetta al retro della Galleria dello Scudo, Verona Etichetta al retro della Galleria d’Arte Moderna, Bologna L’opera per la sua importanza storico artistica è stata notificata dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali di Ravenna in data 9 agosto 1969 Provenienza: Collezione Eredi Pratella, Ravenna Esposizioni: XXXIII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, 1966, n. 366 Exhibition of Italian Futurism (1909-1919), Hatton Gallery, University of Newcastle, 4 novembre - 9 dicembre 1972 Exhibition of Italian Futurism (1909-1919), Royal Scottisch Academy, Edimburgh, 17 dicembre 1972 - 14 gennaio 1973 Boccioni e il suo tempo, Milano, Palazzo Reale, dicembre 1973 - febbraio 1974 Apollinaire e l’Avanguardia, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, novembre 1980 - gennaio 1981 Morandi e il suo tempo, Galleria Comunale d’Arte Moderna, Bologna, novembre 1985- febbraio 1986 Boccioni 1912 Materia, Galleria dello Scudo, Verona, 8 dicembre 1991 - 31 gennaio 1992 Boccioni’s Materia: A Futurist Masterpiece and the Avant-garde in Milan and Paris, The Solomon R. Guggenheim Foundation, New York, 2004 Bibliografia: Guido Ballo, Boccioni la vita e l’opera, Il Saggiatore, Milano, 1964, n. 158 Aldo Palazzeschi, L’opera completa di Boccioni, Rizzoli Editore, Milano, 1969, p. 85 AA.VV., Apollinaire e l’Avanguardia, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, De Luca, Roma, 1980 AA.VV., Morandi e il suo tempo. Catalogo della Mostra di Bologna, Galleria Comunale d’Arte Moderna, Mazzotta, Milano, 1985 Boccioni’s Materia: A Futurist Masterpiece and the Avant-garde in Milan and Paris, The Solomon R. Guggenheim Foundation, New York, Guggenheim Museum Publications, 2004, p. 40, fig. 32 ripr. a colori M. Calvesi, A. Dambruoso, Umberto Boccioni. Catalogo generale delle opere, Allemandi, 2016, n. 408
Umberto Boccioni - Figura Distesa (mario Sironi)

Umberto Boccioni - Figura Distesa (mario Sironi)

Originale 1907
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 309
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Umberto Boccioni (Reggio Calabria, 1882 - Verona, 1916) [ Antonio Paolo Antony De Witt (Livorno, 1876 - Firenze, 1967) ] Figura distesa (Mario Sironi). 1907. Acquaforte e puntasecca. mm 148x235. Foglio: mm 320x460. Taylor, 301; Ballo, 41; Bellini (Boccioni), 9. Stato unico, variante d-e/f. In basso a destra si trova una firma apocrifa a matita eseguita dalla sorella di Boccioni, Amelia. Al verso, a matita: "dono della sorella di Boccioni a De Witt / Luglio 1933". L'esemplare proposto fa parte di una delle due tirature postume note a Bellini, effettuate da Amelia Boccioni. Il soggetto della stampa è stato identificato con Mario Sironi, ipotesi supportata dapprima da Luigi Bartolini (1976) e poi dal fratello dello stesso Sironi, Ettore. Leggerissima fioritura nella carta ma buone condizioni generali.
Umberto Boccioni - La Madre Di Profilo

Umberto Boccioni - La Madre Di Profilo

Originale 1908
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Numero di lotto: 8
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Umberto Boccioni (1982 - 1916) La madre di profilo, 1907-1908 matita su carta cm 10x17,3 Siglato in basso a destra: UB Al verso Studio di cavallo ProvenienzaCollezione privata. Bibliografia M. Calvesi, Umberto Boccioni. Catalogo generale delleopere, Umberto Allemandi, Torino 2016, pag. 326, n. 375 (riprodotto). Opera accompagnata da autentica su fotografia a cura di M. Calvesi
Umberto Boccioni - Studio Per Campagna Lombarda

Umberto Boccioni - Studio Per Campagna Lombarda

Originale 1908
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 221
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Studio per Campagna Lombarda, 1908 Umberto Boccioni (1882-1916) matita su carta, cm 10,8x15,9 firmato in basso a destra Provenienza: Museum of Modern Art, New York Collezione Winston Malbin Collezione privata, Milano Bibliografia: Taylor, The Grafic Works of Umberto Boccioni, 1961, n. 7 (1907 circa) Archivi del Futurismo, 1962, n. 177 G. Ballo, Boccioni, 1964, n. 132 Calvesi-Coen, Boccioni l’opera completa, Ed. Electa, 1983, n. 325
Umberto Boccioni - Studio Di Cavallo

Umberto Boccioni - Studio Di Cavallo

Originale 1909
Stima:
Base d'asta:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 408
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
UMBERTO BOCCIONI 1882-1916 Studio di Cavallo 1909 Matita su carta, firmato al recto in basso a sinistra. Al verso etichetta della Galleria La Scaletta, S. Polo di Reggio Emilia. 12 x 17,5 cm Un cavallo in movimento non è un cavallo fermo che si muove, ma è un cavallo in movimento, cioè un'altra cosa che va concepita ed espressa come un'altra cosa completamente diversa... Le sedici persone che avete intorno a voi in un tram che corre sono una, dieci, quattro, tre; stanno ferme e su muovono; vanno e vengono, rimbalzano sulla strada, divorate da una zona di sole, indi tornano a sedersi. E, talvolta, sulla guancia della persona con cui parliamo nella via noi vediamo il cavallo che passa lontano. I nostri corpi entrano nei divani su cui sediamo, e i divani entrano in noi, così come il tram che passa entra nelle case, le quali a loro volta si scaraventano sul tram e con esso si amalgamano. U. Boccioni in R. Carrieri, Il disegno italiano contemporaneo, Ed. Damiani, Milano, 1945. Bibliografia/Literature M. Drudi, T. Fiori, Archivi del Futurismo, De Luca Ed., Roma, 1962, n. 209. G. Ballo, Boccioni, Il Saggiatore, Milano, 1964, n. 212. Z. Birolli, Umberto Boccioni gli scritti editi ed inediti, Feltrinelli, Milano, 1971, p. XI della prefazione. M. Calvesi, E. Coen, Boccioni l'opera completa, Electa, Milano, 1983, n. 538, p. 336. L. Mattioli Rossi, Boccioni 1912 Materia, Galleria dello Scudo, Mazzotta, Milano, 1995, p. 19. Provenienza/Provenance Galleria La scaletta, S. Polo di Reggio Emilia. Raccolta Gianni Mattioli, Milano. Collezione privata, Torino.

LA BIOGRAFIA DI Umberto Boccioni

BOCCIONI Umberto Pittore e scultore italiano (Reggio di Calabria 1882 - Sorte di Verona 1916).
Dopo la prima infanzia trascorsa in diverse città italiane (Forlì, Genova, Padova, Catania), dal 1899 decise di trasferirsi a Roma dove si iscrisse alla scuola libera del nudo.
Durante gli anni romani, frequentando lo studio del cartellonista G.
Mataloni, B.
si impegnò soprattutto nell'acquisizione di una più solida pratica pittorica, alla quale contribuì soprattutto la frequentazione, in compagnia di G.
Severini, dello studio di G.
Balla dal quale apprese i principi della tecnica divisionista (Campagna romana, 1903; Chiostro, 1904).
Nel 1906, dopo aver soggiornato per alcuni mesi a Parigi, raggiunse la Russia e durante il viaggio di ritorno visitò Varsavia e Vienna.
Nel mese di aprile del 1907 fu a Venezia, per trasferirsi stabilmente a Milano.
I primi anni milanesi furono fondamentali per la sua maturazione artistica: nel capoluogo lombardo approfondì, dopo l'incontro a Parigi con l'opera di Cèzanne, Toulouse-Lautrec e Van Gogh, la conoscenza di autori come K.
Kollwitz, E.
Munch e A.
Beardsley, importanti per la genesi dei numerosi disegni a matita e a penna che B.
eseguì in questi anni (Beata solitudo, sola beatitudo, 1908).
L'attenzione verso le infinite declinazioni del simbolismo spinse B.
nel 1908 a incontrare G.
Previati, dopo avere attentamente meditato La tecnica della pittura e I principi scientifici del divisionismo, pubblicati dall'artista ferrarese nel 1905 e nel 1906.
Testimonianza diretta dell'influenza di Previati, dal quale B.
prese il caratteristico divisionismo dalle pennellate filamentose, è costituita da numerose opere, in particolare da Il sogno di Paolo e Francesca (1908-09).
Contemporaneamente B.
appare molto attratto dalle tematiche di ordine sociale, dalla trasformazione della città in metropoli moderna e industriale.
Realizzate ancora secondo la tecnica divisionista appaiono opere come Officine a Porta Romana (1908), Rissa in galleria (1910) e il celebre La città che sale (1910-11, New York, The Museum of Modern Art).
Sono queste le prime opere che partecipano chiaramente alle tematiche del futurismo, al quale B.
nel gennaio del 1910, dopo l'incontro con F.
T.
Marinetti, aderì e di cui divenne l'artista più significativo e il teorico più lucido.
Nel febbraio dello stesso anno comparve il Manifesto dei pittori futuristi e nel mese successivo il Manifesto tecnico della pittura futurista, ai quali, anche se firmati da altri artisti, B.
diede il contributo principale con alcune tesi che costituirono i capisaldi della pittura futurista: attenzione alla vita moderna e agli aspetti dinamici di essa, esaltazione del movimento, inteso come l'elemento generatore della realtà stessa ed espresso sulla tela attraverso l'evidenziazione delle linee-forze che caratterizzano l'oggetto, coinvolgimento diretto dello spettatore.
Quello che ancora manca a B.
è un linguaggio compositivo, fino a quasi tutto il 1911 sostanzialmente ancora legato al divisionismo, in grado di esprimere compiutamente le sue idee.
A tale scopo risultò decisivo l'incontro con il cubismo, avvenuto a Parigi nell'autunno del 1911, che permise a B.
e agli altri pittori futuristi di assumere da esso il principio della scomposizione pittorica.
Una testimonianza diretta dell'apporto fondamentale del cubismo è costituita dalla seconda versione della trilogia degli stati d'animo (Gli addii, Quelli che vanno, Quelli che restano) del 1911, rispetto alla prima, di qualche mese precedente e ancora basata su una stesura pittorica simbolista.
Ciò che distingue nettamente i quadri di B.
da quelli cubisti, oltre alle diverse tematiche affrontate, è l'utilizzo di una tavolozza più accesa, molto vicina a quella espressionista, e una forte accentuazione degli elementi dinamici della composizione.
Proprio con i dipinti Visioni simultanee, La strada entra nella casa, Le forze di una strada, Idolo moderno, Dinamismo di un ciclista, Materia, Elasticità, Antigrazioso B.
iniziò a elaborare il concetto di dinamismo plastico, che definirà ulteriormente nel suo libro Pittura scultura futurista (Dinamismo plastico) pubblicato nel 1914.
Nel frattempo B.
si dedicò anche alla scultura, definendone nel 1912 i caratteri operativi con il Manifesto tecnico della scultura futurista.
Nel 1915 partecipò come interventista alla prima guerra mondiale e il 16 agosto 1916 morì dopo essere stato disarcionato da un cavallo imbizzarrito.
Negli ultimi mesi della sua attività, nel pieno della guerra, B.
sembrava avere avviato un parziale ripensamento della sua pittura che, evidenziato nel Ritratto del maestro Ferruccio Busoni (Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) e nel secondo studio del Ritratto della signora Busoni (Milano, Galleria d'Arte Moderna), indica un parziale recupero della tradizione impressionista e in particolare una attenzione verso la pittura di Paul Cèzanne.

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