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Marco Bigio

Italy XVI Secolo - 
BIGIO Marco Sacra Famiglia Con San Giovannino

Pandolfini
18-ott-2012
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Marco Bigio nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
3

Alcune opere di Marco Bigio

Estratte tra le 3 opere nel catalogo di Arcadja
Marco Bigio - Sacra Famiglia Con San Giovannino

Marco Bigio - Sacra Famiglia Con San Giovannino

Originale -
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 30
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
30
Marco Bigio
(Siena, attivo nel 1540)
SACRA FAMIGLIA CON SAN GIOVANNINO
olio su tavola, cm 49x33
Corredato da attestato di avvenuta spedizione in Italia
L'opera è accompagnata da parere scritto di Marco Ciampolini, Siena, 3 luglio 2012, del quale si riportano di seguito alcune parti
salienti.
Lo studioso, rilevando i caratteri stilistici propriamente senesi dell'ambito di Domenico Beccafumi, attribuisce l'opera a Marco Bigio
su base di stringenti affinità stilistiche. In particolare propone confronti con la Madonna che allatta il Bambino con i Santi Sabastiano e
Giacomo Maggiore, museo diocesano di Chianciano e con la Pietà, chiesa dell'Osservanza, Montalcino. Il Bambino raffigurato nel dipinto
qui in esame viene messo in stretta relazione con il putto che mangia la frutta nell'Allegoria della pinacoteca senese, opera assegnata
al Bigio dalle fonti, mentre la Vergine nel tondo del Museo di Arte Sacra di Pienza \“sembra la sorella del san Giuseppe della nostra
tavola\”.
Cfr: Da Sodomia a Marco Pino. Pittori a Siena nella prima metà del Cinquecento, catalogo della mostra a cura di F. Sricchia Santoro, Siena,
Palazzo Chigi Saracini, Firenze 1988)
6.000/8.000
Marco Bigio - Madonna Col Bambino E Santa Maria Maddalena

Marco Bigio - Madonna Col Bambino E Santa Maria Maddalena

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 147
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
147 MARCO BIGIO Attivo a Siena nella prima metà del XVI secolo Madonna col Bambino e santa Maria Maddalena Olio su tavola, d. cm 80 Personalità enigmatica ancora poco chiara attorno alla quale è stata avviata una ipotetica ricostruzione, Marco Bigio è pittore poco indagato. E\\’\\’ sempre ricordato dalle fonti assieme ad Anton Maria Lari, detto \\“il Tozzo\\” e discepolo di Baldassarre Peruzzi, del quale è documentata l\\’\\’attività di architetto: furono così vicini nel modo di dipingere \\“onde alcuni quadretti che si vedono non si sa distinguere se siano del Tozzo o del Bigio\\” (Mancini, 1617-21 c.a). Già alle soglie del Seicento, tuttavia, il ricordo dei due pittori, \\“uomini bassi, che di lor vita non ve n\\’\\’è più discendenza\\” (Mancini, 1617-21 c.a), si era quasi completamente perso se Ugurgieri e lo stesso Baldinucci annotano di non conoscere alcuna opera dei due artisti. La letteratura successiva poco aggiunge: il Della Valle (1738) ricorda eseguita dai due una Venere in casa Ciani e una tavola con le Tre Parche nella collezione Pieri a Siena. Romagnoli nella vita di Marco Bigio elenca anche una Sacra Famiglia nella cappella di Villa Sani a Monistero, una Pietà nella chiesa dell\\’\\’Osservanza a Montalcino, un Corteo di Angeli nella sacrestia del duomo senese, il cataletto della compagnia di San Rocco nella sacrestia di San Sebastiano in Camollia, il ritratto di Filippo Malavolti in casa Pecci, una Madonna e santi nella villa Certano e un Ecce Homo nella Pinacoteca di Siena. La Sricchia Santoro, che oggi aggiunge al catalogo altre due opere, una in collezione Cini Saracini e l\\’\\’altra al Museo di Chianciano, sostiene la predominanza del Bigio sull\\’\\’altro pittore in considerazione del fatto che il Lari è prevalentemente conosciuto come architetto a partire dal quarto decennio e che la Natività di Monistero è datata 1540. Bisogna osservare tuttavia come ancora non siano stati rintracciati documenti certi che provino l\\’\\’esistenza del Bigio e che del Tozzo, invece, rettore dell\\’\\’Arte dei Pittori nel 1533, esistono numerosi documenti dove amava definirsi pittore. Non è neppure provato che Marco Bigio sia da identificare con il Marchionne aiuto del Sodoma, trail 1506 e il 1508, a Monte Oliveto Maggiore. Il dipinto qui presentato è preziosa aggiunta al catalogo del misconosciuto pittore Marco Bigio, la cui cifra stilistica evidentemente riconduce alla cultura artistica senese della prima metà del Cinquecento e, nello specifico, all\\’\\’ambito di pittori della precedente generazione come il Sodoma, il Beccafumi e, soprattutto, Bartolomeo Neroni, detto il Riccio. Opere un tempo attribuite ai tre grandi maestri solo di recente sono state infatti restituite al catalogo del Bigio e del Tozzo; fra queste la Sacra Famiglia con san Giovannino già data al Neroni, del Museo dell\\’\\’Opera del Duomo di Siena. Una conferma dell\\’\\’ascendenza che quest\\’\\’ultimo artista dovette avere sui due pittori più giovani che lavoravano a quattro mani la da l\\’\\’Ugurgieri nelle sue Pompe sanesi o vero relazione delli uomini e donne illustri di Siena e suo stato (1649), quando narra come il Bigio e Anton Maria Lari \\“furono coetanei compagni, domestici di M. Riccio\\”; nonostante questa affermazione, non siamo a conoscenza sulla esatta natura di quei rapporti. La nostra tavola, come del resto tutta la produzione del Bigio, è una gustosa riduzione del repertorio del Riccio, con asprezze, accenti naturalistici e caratterizzazioni tipologiche dei volti di gusto nordico, probabilmente filtrate attraverso le incisioni di Durer. Evidenti i richiami alla Madonna col Bambino, san Giovannino, san Bernardino e santa Caterina da Siena del Riccio della collezione Cini Saracini per il somigliante Gesù Bambino, erculeo nel corpicino muscoloso e seduto ignudo sulle ginocchia della madre. La sua posa articolata e scomposta richiama quella del piccolo del dipinto di collezione privata newyorchese (riprodotto in F. Sricchia Santoro (a cura di), Da Sodoma a Marco Pino, Siena 1991, fig. 15), ove Bartolomeo Neroni aveva tratteggiato anche una simile Vergine, e quello alla Sacra Famiglia con san Giovannino della Pinacoteca di Siena, sempre del Riccio. La testa ruotata, volta a guardare in alto, è elemento che conferisce al Bambino un tono vivacemente espressionistico e che il Bigio applica anche al soggetto della tavola centrale di San Sebastiano in Camollia; i capelli scriminati sulla fronte e pettinati a lasciare le orecchie ben in vista, incorniciano il volto della Maddalena, così vicino a quello della stessa santa e a quello del san Giovanni che sorregge il Cristo esanime di Montalcino.
Marco Bigio - Senza Titolo

Marco Bigio - Senza Titolo

Originale 1540
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 7
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Marco Bigio
(Siena, attivo nel 1540)
olio su tavola, cm 49x33
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