Alcune opere di Francis Bacon
Estratte tra le 935 opere nel catalogo di ArcadjaLA BIOGRAFIA DI Francis Bacon
BACON Francis Pittore inglese d'origine irlandese nato a Dublino nel 1909 e morto a Madrid nel 1992.
Abbandonata la famiglia, non ricevette una formazione artistica specifica.
Si trasferì nel 1925 a Londra e negli anni successivi soggiornò a Berlino (1926), dove venne a contatto con la pittura espressionista e con quella della nuova oggettività.Si trasferì in seguito a Parigi dal 1927 e qui fu colpito profondamente dalle opere del periodo surrealista di P.
Picasso.
Stabilitosi in seguito definitivamente a Londra nel 1930, lavorò come decoratore e disegnatore di arredi in tubo metallico d'ispirazione razionalista.
Le prime opere degli anni Trenta (Crocifissione, 1933, Figure in giardino, 1936) risentono indubbiamente del Cubismo e del Surrealismo, componenti che, insieme alle suggestioni provenienti dalle cronofotografie di E.
Muybridge, dal cinema di S.
Eiaenstein, nonché della lezione di Michelangelo e Van Gogh, costituiranno le costanti stilistiche della sua pittura, volta sempre alla riproduzione del corpo umano che, reso attraverso forme deformate,vuole essere l'espressione di una concezione drammatica della condizione dell'uomo.
A rivelare questo sconcertante approdo della pittura di B.
furono, nel 1944 i Tre studi di figure ai piedi di una crocifissione (Londra, Tate Gallery), in cui l'artista rappresenta figure mostruose dichiaratamente ispirate alle Furie della mitologia greca.
Nei quadri dello stesso periodo, quali Figura in un paesaggio (1945, Londra, Tate Gallery), i due Studi di figura (1945-46) e il celebre Pittura (1946, New York, Museum of Modern Art) la figura umana è resa mostruosa dalla distorsione della bocca, e collocata all'interno di una gabbia metallica a cui quarti di bue appesi fanno da impressionante quinta scenografica.
Dipinse anche numerosi ritratti - molti hanno come modello il pittore L.
Freud, con i quali, attraverso espressive deformazioni anatomiche e raffinate stesure cromatiche, esaltò la bellezza crudele della percezione sensoriale.
Famoso il suo studio del ritratto di Papa Innocenzo X (una delle prime versioni è del 1953), con il quale B.
concentrò l'attenzione sul significato universale insito nel capolavoro del maestro spagnolo, al di là dello specifico del modello scelto.
Negli anni Sessanta il corpo umano, che pur essendo considerato il suo soggetto preferito, sempre più distorto e raffigurato in pose insolite, venne da B.
posto su pedane o racchiuso dentro gabbie prospettiche che, analiticamente definite, ne valorizzarono la connaturata solitudine.
Su questa linea sostanzialmente aliena alle contemporanee tracce di sviluppo delle avanguardie artistiche del secondo dopoguerra, B.
si pose come il punto di riferimento di tutte quelle ricerche e sperimentazioni concentrate sullo specifico della rappresentazione pittorica del reale.








