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Andrea Appiani

(1754 -  1817 ) Wikipedia® : Andrea Appiani
APPIANI Andrea Ritratto Maschile

Wannenes Art Auctions
12-mag-2009
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Andrea Appiani nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
120

Alcune opere di Andrea Appiani

Estratte tra le 120 opere nel catalogo di Arcadja
Andrea Appiani - Testa Femminile

Andrea Appiani - Testa Femminile

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Lordo
Numero di lotto: 8
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Andrea Appiani (Milano 1754-1817)
Testa femminile
matita nera, bianca e rossa su carta bruna, ritagliata e incollata su montatura
200x140 mm; altri quattro studi di figura, di Appiani e di altri autori; soggetti, tecniche e misure diverse
allegato, un frammento di stampa iscritto"La Sig. Contessa/Martinetti/Bologna/A. Appiani 1806" (5)
Andrea Appiani - Ritratto Del Musicista Bonifacio Asioli

Andrea Appiani - Ritratto Del Musicista Bonifacio Asioli

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 609
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
"Ritratto del musicista Bonifacio Asioli", olio su tela, (cm
44,5x31). Bonifacio Asioli apparteneva ad una celebre famiglia di
musicisti, fece una splendida carriera nella Milano napoleonica,
dove giunse nel 1799 per poi essere nominato nel 1805 dal Vicer�
Eugenio Beuharnais maestro di camera e direttore della Cappella
Imperiale. Dal 1808 al 1814, quando lasci� Milano, fu direttore del
Conservatorio. Questo piccolo ritratto dalla stesura raffinata � da
porsi in relazione a quello di maggiori dimensioni (cm 60x46) di
propriet� della Pinacoteca di Brera, ma in deposito alla Civica
Galleria d'Arte Moderna di Milano. (F. Frangi in "Pinacoteca di
Brera. Dipinti dell'Ottocento e del Novecento. Collezioni
dell'Accademia e della Pinacoteca" a cura di F. Mazzocca, Milano,
1993, pag. 32-33, n. 18). Da collocarsi all'inizio dell'Ottocento,
dovrebbe essere una sorta di studio del ritratto di Brera, del
quale condivide la freschezza e l'espressivit�, ad un grado di
ancora minore definizione, di una stesura veloce determinato dal
gusto tipicamente neoclassico ed in particolar modo utilizzato da
Appiani, del non finito. Scheda redatta dal Prof. Fernando
Mazzocca.
Valutazione: € 8.000,00 / € 10.000,00

Asta: 22/10/2009 ore 15.00
Appiani Andrea, Milano 1754 1817

"Ritratto del musicista Bonifacio Asioli", olio su tela, (cm
44,5x31). Bonifacio Asioli apparteneva ad una celebre famiglia di
musicisti, fece una splendida carriera nella Milano napoleonica,
dove giunse nel 1799 per poi essere nominato nel 1805 dal Vicer�
Eugenio Beuharnais maestro di camera e direttore della Cappella
Imperiale. Dal 1808 al 1814, quando lasci� Milano, fu direttore del
Conservatorio. Questo piccolo ritratto dalla stesura raffinata � da
porsi in relazione a quello di maggiori dimensioni (cm 60x46) di
propriet� della Pinacoteca di Brera, ma in deposito alla Civica
Galleria d'Arte Moderna di Milano. (F. Frangi in "Pinacoteca di
Brera. Dipinti dell'Ottocento e del Novecento. Collezioni
dell'Accademia e della Pinacoteca" a cura di F. Mazzocca, Milano,
1993, pag. 32-33, n. 18). Da collocarsi all'inizio dell'Ottocento,
dovrebbe essere una sorta di studio del ritratto di Brera, del
quale condivide la freschezza e l'espressivit�, ad un grado di
ancora minore definizione, di una stesura veloce determinato dal
gusto tipicamente neoclassico ed in particolar modo utilizzato da
Appiani, del non finito. Scheda redatta dal Prof. Fernando
Mazzocca.

Valutazione: € 8.000,00 / € 10.000,00

Asta: 22/10/2009 ore 15.00

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Andrea Appiani - Ritratto Del Musicista Bonifacio Asioli

Andrea Appiani - Ritratto Del Musicista Bonifacio Asioli

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 118
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Appiani Andrea, Milano 1754 - 1817

"Ritratto del musicista Bonifacio Asioli", olio su tela, (cm 44,5x31). Bonifacio Asioli apparteneva ad una celebre famiglia di musicisti, fece una splendida carriera nella Milano napoleonica, dove giunse nel 1799 per poi essere nominato nel 1805 dal Vicer� Eugenio Beuharnais maestro di camera e direttore della Cappella Imperiale. Dal 1808 al 1814, quando lasci� Milano, fu direttore del Conservatorio. Questo piccolo ritratto dalla stesura raffinata � da porsi in relazione a quello di maggiori dimensioni (cm 60x46) di propriet� della Pinacoteca di Brera, ma in deposito alla Civica Galleria d'Arte Moderna di Milano. (F. Frangi in "Pinacoteca di Brera. Dipinti dell'Ottocento e del Novecento. Collezioni dell'Accademia e della Pinacoteca" a cura di F. Mazzocca, Milano, 1993, pag. 32-33, n. 18). Da collocarsi all'inizio dell'Ottocento, dovrebbe essere una sorta di studio del ritratto di Brera, del quale condivide la freschezza e l'espressivit�, ad un grado di ancora minore definizione, di una stesura veloce determinato dal gusto tipicamente neoclassico ed in particolar modo utilizzato da Appiani, del non finito. Scheda redatta dal Prof. Fernando Mazzocca.

Valutazione:Asta: 09/06/2009 ore 15.00

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Andrea Appiani - Ritratto Maschile

Andrea Appiani - Ritratto Maschile

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 4
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
4.
ANDREA APPIANI
(Milano, 1754 – 1817)
Ritratto maschile
Olio su tavola, cm 20,3 × 14

Approfondimento dell\\’\\’opera

Riconosciuto come opera autografa da Fernando Mazzocca (comunicazione scritta del 23 ottobre 2003), il dipinto in esame rappresenta il versante in qualche misura più privato della ritrattistica appianesca, caratterizzato da questi ritratti di piccolo formato, in particolare su tavola, di cui il pittore ci ha dato un primo esempio nell\\’\\’

Autoritratto

conservato a partire dal 1823 nella Pinacoteca dell\\’\\’Accademia di Brera (

Pinacoteca di Brera. Dipinti dell\\’\\’Ottocento e del Novecento. Collezioni dell\\’\\’Accademia e della Pinacoteca

, a cura di F. Mazzocca, Milano 1993, vol. I, pp. 27-28, n. 10). Come in questo caso, si tratta di immagini caratterizzate da un taglio compositivo essenziale e da una stesura veloce, decisamente moderna, dove sono ancora ben visibili i colpi di pennello condotti con grande maestria. Il volto girato di tre quarti si stacca dal fondo uniforme, emergendo in forza dei soli valori della luce e della grande espressività con cui è resa la fisionomia. Si notino infatti la porzione sinistra del volto tenuta in controluce e l\\’\\’altra come sovraesposta, in modo da creare un deciso contrasto che anima la piccola tavola. Mentre il volume soffice della capigliatura appare reso come a colpi di biacca, dando ulteriore prova di una grande sensibilità cromatica. Una fattura più nervosa rispetto all\\’\\’

Autoritratto

di Brera, ma anche la foggia dell\\’\\’abito, il taglio dei capelli e i folti basettoni dell\\’\\’effigiato, suggeriscono una datazione più avanzata, verso il primo decennio dell\\’\\’Ottocento.

Bibliografia di riferimento:

G. Beretta,
Le opere di Andrea Appiani

.

Commentario

, Milano 1848.

Andrea Appiani pittore di Napoleone

, catalogo della mostra di Milano (Milano, Galleria d\\’\\’arte Moderna), a cura di M. Precerutti Garberi, Cinisello Balsamo 1969.

F. Mazzocca,
Appiani ritrattista tra la Milano dei lumi e la corte napoleonica

, in F. Mazzocca,

L\\’\\’ideale classico. Arte in Italia tra Neoclassicismo e Romanticismo

, Vicenza 2002, pp. 158-189
Andrea Appiani - Bozzetto Di Soffitto

Andrea Appiani - Bozzetto Di Soffitto

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 62
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Bozzetto di soffitto
matita ed inchiostro grigio acquerellato su carta, mm 208x144
Si tratta di un modello per la decorazione di soffitto eseguita dalpittore milanese Andrea Appiani nella sala detta “Rotonda” dellavilla Reale di Monza, costruita nel 1790 su progetto dall’amicoGiuseppe Piermarini.
La decorazione, che prevedeva la rappresentazione delle Storie diAmore e Psiche e che valse all’Appiani da parte del Parini iltitolo di «pittore delle Grazie», ben si inserisce nel filone diopere a carattere profano e mitologico cui appartiene anche il notoParnaso della Villa Reale di Milano. Lo schizzo, poco più cheabbozzato ma di una grande freschezza, rende bene l’idea, sia dalpunto di vista stilistico che compositivo, di neoclassicismo fattapropria dal pittore, concepita come ideale proseguimento dell’operadi Raffaello e dell’antico attraverso il classicismoemiliano.

LA BIOGRAFIA DI Andrea Appiani

APPIANI Andrea Pittore italiano (Milano 1754 - 1817).
Ebbe come suo primo maestro il pittore e scultore C.
M.
Giudici, che lo indirizzò verso la pittura del Cinquecento lombardo.
Fu poi allievo di A.
di Giorgi all'Accademia Ambrosiana, il quale lo avviò allo studio di Leonardo, B.
Luini e Raffaello.
Lavorò anche come scenografo per il teatro alla Scala, ed eseguì i suoi primi affreschi nel 1776 per la chiesa di Caglio (Ss.
Vitale e Valeria, Ss.
Gervasio e Protasio e i Quattro Evangelisti).
Sempre nel 1776 frequentò all'Accademia di Belle Arti di Milano i corsi di G.
Traballesi, che lo iniziò a una visione classicheggiante.
Ma fu soprattutto il rapporto diretto con gli intellettuali dell'epoca, come G.
Parini, U.
Foscolo, V.
Monti, A.
Verri e l'architetto G.
Piermarini, a indirizzare A.
verso una pittura classicista innervata dalle idee dell'Illuminismo.
Nelle sue opere A.
rappresentò infatti, come nessun altro in pittura, i caratteri del neoclassicismo italiano.
Nel 1778 iniziò per il conte E.
Silva il ciclo, costituito da quattro tempere, del Mito d'Europa, dove è ancora visibile il pacato naturalismo della tradizione lombarda.
Nel 1779, su incarico dell'arciduca Ferdinando d'Austria, iniziò gli affreschi alla villa reale di Monza con le Storie di Psiche.
Dipinse inoltre alcune tele di soggetto sacro, tra cui la Cena in Emmaus (Milano, Galleria d'Arte Moderna) e l'Incontro di Giacobbe con Rachele per la basilica di S.
Martino ad Alzano Maggiore.
Fu a Parma, a Bologna e a Firenze, e nel 1791 si stabilì a Roma, dove entrò in contatto forse con F.
Giani, studiò le pitture di A.
R.
Mengs e ammirò le opere della tradizione cinque e seicentesca.
Fu questo un viaggio di studio che lo preparò ai lavori che lo attendevano a Milano, dove tra il 1792 e il 1795 nella chiesa di S.
Maria presso S.
Celso dipinse i Quattro Evangelisti e i Dottori della Chiesa.
Quest'opera gli diede molta fama e gli fu apportatrice di nuove commissioni.
La maggior notorietà gli venne però da Napoleone Bonaparte che, entrato nel 1796 come trionfatore nella città di Milano, gli diede importanti incarichi nell'ambito della Repubblica Cisalpina.
A., oltre ad allestire le scenografie per le feste repubblicane, disegnò diverse allegorie in onore di Bonaparte, fra le quali quella che servì per la carta ufficiale del Direttorio e della Repubblica Cisalpina, con l'Italia e la Libertà che si stringono la mano.
Divenne soprattutto il ritrattista ufficiale della classe dirigente: uno dei primi esempi è costituito dal dipinto Napoleone dopo la battaglia di Lodi del 1796, seguito da Napoleone primo console.
L'opera più importante è in onore di Napoleone ed è costituita dagli affreschi di palazzo Reale a Milano, con i Fasti di Napoleone, un lungo fregio monocromo, dipinto tra il 1803 e il 1807 nella sala delle Cariatidi, oggi quasi del tutto distrutto, e l'Apoteosi di Napoleone, per la sala del Trono.
Nel 1811 nella villa reale di Milano terminò l'affresco raffigurante il Parnaso.
Fu anche ritrattista, e accanto ai modelli napoleonici sono da ricordare i notevoli risultati, ricchi di accurata indagine psicologica e attraversati da un sottile calore umano, raggiunti nella ritrattistica femminile, come nel Ritratto della contessa Francesca Lechi-Ghirardi (1808-1810, Milano, coll.
Trivulzio) e in quello della Contessa Anna Maria Porro Lambertenghi Serbelloni (1811, Milano, Galleria d'Arte Moderna).

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