Pietro Angeletti

(17371798 ) - Dipinti
ANGELETTI Pietro Ritratto Del Cardinale Marco Antonio Marcolini

Babuino /19-set-2011
1.800,00 - 2.200,00
Non Divulgato

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Pietro Angeletti - Apollo E Dafne; Apollo E Clizia

Pietro Angeletti - Apollo E Dafne; Apollo E Clizia

Originale
Stima:

Prezzo:

Prezzo Netto
Numero di lotto: 45
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Pietro Angeletti (Bologna 173 ca. - Roma 1798) Apollo e Dafne; Apollo e Clizia, quadri pendant , olio su tavola, ciascuno cm 60 x 54, in cornice, (2), (Wo) Provenienza: collezione privata europea Ringraziamo la professoressa Elisa Debenedetti per aver suggerito l’’’’attribuzione. La coppia di dipinti può essere riferita all’’’’ambito di Pietro Angeletti, allievo di Stefano Pozzi e attivo nei grandi cicli pittorici destinati ad aggiornare le decorazioni di alcuni palazzi romani nell’’’’ultimo quarto del XVIII secolo. Fonte di ispirazione diretta per la composizione raffigurante Apollo e Dafne è il quadro dello stesso soggetto eseguito dal pittore come centrale della volta nella sala omonima del casino della Villa Borghese (1779 - 1780). L’’’’episodio mitologico è rappresentato sullo sfondo di un paesaggio campestre fluviale, la scena si concentra sui due protagonisti della vicenda, eliminando figure secondarie ad eccezione del dio fluviale rappresentato di spalle in primo piano, in cui forse è possibile riconoscere Peneo, padre di Dafne, cui la fanciulla rivolge la sua disperata richiesta di aiuto. L’’’’artista rappresenta dunque il momento culminante dell’’’’azione, la metamorfosi in atto della ninfa in pianta di alloro, ma senza quel pathos e quella intensità drammatica che caratterizza la maggior parte delle interpretazioni del tema nel Sei-Settecento. Apollo, anzichè abbracciare la ninfa, rimane infatti ad una certa distanza, non l’’’’ha raggiunta o, più probabilmente, l’’’’ha lasciata andare. Il pendant raffigura il mito di Apollo e Clizia (Ovidio, Metamorfosi, IV, 234-237; 254270), piuttosto raro nella tradizione figurativa (?). Abbandonata da Apollo, che era già passato ad un nuovo amore, Clizia disperata segue ogni giorno il percorso del dio del sole che attraversa il cielo con il suo carro finchè, consumata dal dolore, si trasforma nel fiore “che si volge verso il sole e anche così trasformata gli serba amore”.
Pietro Angeletti - Ritratto Del Cardinale Marco Antonio Marcolini

Pietro Angeletti - Ritratto Del Cardinale Marco Antonio Marcolini

Attribuito 1777
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 165
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
PIETRO ANGELETTI, att. a (Bologna 1737 - Roma 1798) Ritratto del Cardinale Marco Antonio Marcolini (?) Olio su tela, cm. 46 x 37 Probabilmente realizzato nel 1777, anno in cui Marco Antonio Marcolini ricevette la porpora cardinalizia. Il personaggio nacque nel 1721, nel 1777 aveva cinquantasei anni e quindi considerando la fisionomia del ritratto, l'et� dovrebbe corrispondere. In relazione al personaggio, � noto un ritratto a tre quarti realizzato da Sebastiano Ceccarini e oggi conservato nel Museo del Barocco Romano al Palazzo Chigi in Ariccia. Bench� la fisionomia del cardinale, nel ritratto del Ceccarini, appaia molto pi� in carne, l'espressione rivela comunque delle affinit� con il personaggio effigiato nell'opera qui presentata. Per quanto concerne l'aspetto stilistico, il ductus pittorico non trova rispondenze con quello del maestro di Fano. Anche se il nostro ritratto mostrerebbe analogie costruttive con qualche suo ritratto a mezzo busto come il 'Ritratto di Cardinale' ad olio su tela, passato nel mercato antiquario internazionale nel 1978 ed oggi di ubicazione ignota. Nel ritratto qui presentato, il ductus pittorico dagli effetti smaltati e i raffinati passaggi cromatici, come si evince sia negli incarnati e sia nel raso dell'abito, suggerisce analogie con lo stile ritrattistico del pittore Pietro Angeletti, noto soprattutto per le imprese decorative realizzate in Palazzo Doria Pamphilj, Palazzo Borghese, nella palazzina di villa Borghese e in un ambiente di Palazzo Ruspoli, a Roma. La finezza disegnativa e cromatica del maestro si esalta anche nei pochi ritratti emersi. Tra questi ricordiamo le due versioni di Papa Pio VI, conservate rispettivamente nella collezione Sir Brinsley Ford e nel Museo del Barocco Romano al Palazzo Chigi, Ariccia. Il nostro ritratto trova rispondenze stilistiche e di impostazione in particolar modo con l'effige di Pio VI al Museo di Ariccia. Ci� si pu� evincere attraverso il medesimo descrittivismo delle fibre dei capelli, dall'ombreggiatura della barba appena rasa e dalla cura dei particolari che impreziosiscono l'abito. � da notare, inoltre al riguardo, la croce tempestata da pietre preziose, legata ad una fine catena in oro Rintelo novecentesco. Alcuni piccoli punti di restauro sotto il mento Cornice in legno ebanizzato e dorato, scolpita a baccelli e nastrino arrotolato, di vecchia manifattura
Pietro Angeletti - Ritratto Del Cardinale Marco Antonio Marcolini

Pietro Angeletti - Ritratto Del Cardinale Marco Antonio Marcolini

Attribuito -
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 375
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
PIETRO ANGELETTI, att.a (Bologna 1737 - Roma 1798) Ritratto del Cardinale Marco Antonio Marcolini (?) Olio su tela, cm. 46 x 37 Provenienza Collezione privata romana Probabilmente realizzato nel 1777, anno in cui Marco AntonioMarcolini ricevette la porpora cardinalizia. Il personaggio nacquenel 1721, nel 1777 aveva cinquantasei anni e quindi considerando lafisionomia del ritratto, l'età dovrebbe corrispondere. In relazione al personaggio, è noto un ritratto a tre quartirealizzato da Sebastiano Ceccarini e oggi conservato nel Museo delBarocco Romano al Palazzo Chigi in Ariccia. Benchè la fisionomia del cardinale, nel ritratto del Ceccarini,appaia molto più in carne, l'espressione rivela comunque delleaffinità con il personaggio effigiato nell'opera quipresentata. Per quanto concerne l'aspetto stilistico, il ductus pittorico nontrova rispondenze con quello del maestro di Fano. Anche se ilnostro ritratto mostrerebbe analogie costruttive con qualche suoritratto a mezzo busto come il 'Ritratto di Cardinale' ad olio sutela di cm. 55 x 51, passato nel mercato antiquario internazionalenel 1978 ed oggi di ubicazione ignota. Nel ritratto qui presentato, il ductus pittorico dagli effettismaltati e i raffinati passaggi cromatici, come si evince sia negliincarnati e sia nel raso dell'abito, suggerisce analogie con lostile ritrattistico del pittore Pietro Angeletti, noto soprattuttoper le imprese decorative realizzate in Palazzo Doria Pamphilj,Palazzo Borghese, nella palazzina di villa Borghese e in unambiente di Palazzo Ruspoli, a Roma. La finezza disegnativa e cromatica del maestro si esalta anche neipochi ritratti emersi. Tra questi ricordiamo le due versioni diPapa Pio VI, conservate rispettivamente nella collezione SirBrinsley Ford e nel Museo del Barocco Romano al Palazzo Chigi,Ariccia. Il nostro ritratto trova rispondenze stilistiche e di impostazionein particolar modo con l'effige di Pio VI al Museo di Ariccia. Ciòsi può evincere attraverso il medesimo descrittivismo delle fibredei capelli, dall'ombreggiatura della barba appena rasa e dallacura dei particolari che impreziosiscono l'abito. È da notare,inoltre al riguardo, la croce tempestata da pietre preziose, legataad una fine catena in oro Rintelo novecentesco. Alcuni piccoli punti di restauro sotto ilmento Cornice in legno ebanizzato e dorato, scolpita a baccelli enastrino arrotolato, di vecchia manifattura
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