Alessandro Magnasco E Antonio Francesco Puruzzini
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Dipinti

Beaussant-Lefèvre /5-dic-2008
€ 6.000,00 - € 8.000,00
€ 5.500,00
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Opere in Arcadja
5Alcune opere di Alessandro Magnasco E Antonio Francesco Puruzzini
Estratte tra le 5 opere nel catalogo di ArcadjaAlessandro Magnasco E Antonio Francesco Puruzzini - Gnasco (attr. A)
Originale 1994
Numero di lotto:
372
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Lotto n.
372
Antonio Francesco Peruzzini e Alessandro Ma-
gnasco (attr. a)
Ancona 1643-Milano 1724 e Genova 1667-1749
Paesaggio con frati in preghiera
Olio su tela, cm. 53x71,5
Alla complessa attività paesaggistica di Magnasco e Peruz-
zini appartengono molti dipinti che la critica più recente
ha restituito come opere di collaborazione, con esiti estesi
anche alla bottega, al cosiddetto Amico del Lissandrino e
a A. Visoni.
Il nostro dipinto, che denota ancora forti memorie classi-
ciste nel paesaggio, quasi alla Marco Ricci, antecedenti il
"romanticismo tempestoso" della fase matura, appartiene
al gruppo dei paesaggi con frati, anteriori al 1716, come
il Paesaggio con monaci in preghiera di Lisbona, Museo
Nazionale di Arte Antica, il Paesaggio con viandanti, del
Museo Poldi Pezzoli di Milano, e la Scena campestre, della
Collezione Gallarati Scotti di Milano, opera di Magnasco e
collaboratore.
Bibliografia di riferimento:
Laura Muti, Daniele De Sarno Prignano, con la collabora-
zione di Egidio Martini, Magnasco, Edit, Faenza, 1994, tavv.
VIII, IX, fig. 155.
Alessandro Magnasco E Antonio Francesco Puruzzini - Paesaggio Lacustre Con Contadini E Viandanti In Riposo Paesaggio Fluviale Con Contadini E Viandanti In Riposo
Originale
Numero di lotto:
36
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Paesaggio lacustre con contadini e viandanti in riposo
Olio su tela, cm 117x175
Paesaggio fluviale con contadini e viandanti in riposo
Olio su tela, cm 117x175
Questi due splendidi paesaggi di grandi dimensioni, che si presentano in buono stato di conservazione e che risultano identici per cifra stilistica e misure, costituivano certo in origine la decorazione pittorica di un grande ambiente, probabilmente un salotto, di un palazzo signorile settecentesco.
La loro assegnazione al Magnasco – già indicata al proprietario dalla prof.ssa Franchini Guelfi (com. orale), che propone di collocare le due tele tra l’’ultimo decennio del Seicento e il primo delSettecento – pare indiscutibile, per quel che riguarda le bellissime figure dei viandanti, delle lavandaie e dei pastori, colte in pose diversificate e assai vivaci, che animano i primi piani dei paesaggi, rese con l’’abituale segno nervoso e con l’’abituale cromatismo vivacissimo, frutto della profonda conoscenza da parte del pittore genovese del mondo veneziano, avvenuta tramite gli insegnamenti avuti in età giovanile dal suo primo maestro, Filippo Abbiati, e rafforzata dagli stretti rapporti che il pittore genovese intrattenne con Sebastiano Ricci, con cui venne a contatto già alla fine del Seicento, quando entrambi gli artisti – e con essi, probabilmente, anche il nipote di Sebastiano, Marco Ricci – erano presenti a Milano, per poi continuare, nel primo decennio del secolo successivo, quando tutti i tre pittori si incontrarono nuovamente alla corte medicea.
Come noto, la critica più recente (si veda al proposito: L. Muti e D. de Sarno Prignano, Alessandro Magnasco, Faenza 1994) tende a limitare il ruolo avuto dal Magnasco in questo genere di opere, ritenendole concordemente frutto della stretta collaborazione tra due diversi specialisti, il “figurista” (il Magnasco, appunto) e il pittore di paesaggi. Molti diversi pittori si sono succeduti nel ruolo di collaboratore del Magnasco, da Clemente Spera al Tavella e in qualche occasione lo stesso Marco Ricci, oltre ad altri artisti rimasti finora senza nome; ma il suo collaboratore più assiduo fu indubbiamente l’’anconetano Antonio Francesco Peruzzini, che lavorò con il Lissandrino per un lunghissimo periodo, dapprima a Milano alla fine del Seicento, poi a Firenze nel decennio successivo e poi ancora a Milano, dove il Peruzzini, di almeno un decennio più anziano del Magnasco, si spense nei primi anni Venti. Frutto di questa intensa collaborazione sono le opere più celebri di soggetto paesaggistico in passato ritenute di mano del solo Magnasco, in cui le sue vivacissime figure si inseriscono all’’interno di splendidi e aerei paesaggi, ricchi di colore, di luce e di senso del movimento, come quelli che connotano i dipinti che qui si presentano, da ritenere tra i frutti più significativi di questa fortunatissima collaborazione.
Provenienza:
Successione ereditaria milanese
Alessandro Magnasco E Antonio Francesco Puruzzini - Paysage Animé
Attribuito
Numero di lotto:
66
Altre OPERE IN ASTA
Alessandro Magnasco E Antonio Francesco Puruzzini - Sant'onofrio E L'angelo
Seguace
Numero di lotto:
572
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Seguace di Antonio Magnasco
Sant'Onofrio e l'angelo
olio su tela, senza cornice
cm 49x37





