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Francesco Albotto

(1721 -  1753 ) Wikipedia® : Francesco Albotto
ALBOTTO Francesco L’’isola Di Sangiorgio Con La Punta Della Giudecca

Palais Dorotheum
21-apr-2010
Trova opere d’arte, risultati d’asta e prezzi di vendita dell’artista Francesco Albotto nelle aste italiane ed internazionali.
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Opere in Arcadja
67

Alcune opere di Francesco Albotto

Estratte tra le 67 opere nel catalogo di Arcadja
Francesco Albotto - Paesaggio Marino Con Due Torri

Francesco Albotto - Paesaggio Marino Con Due Torri

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 235
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
ALBOTTO FRANCESCO - Venezia, 1721 circa-1757. Dipinto olio su tela raff. ''PAESAGGIO MARINO CON DUE TORRI''. In cornice dorata. Rintelato. Con expertise del Prof. Dario Succi.
Risulta iscritto alla Fraglia dei pittori veneziani dal 1750 al 1756. Allievo di Michele Marieschi, alla morte di questi (1743) ne sposò la vedova, Angela Fontana. Diversamente dal Marieschi, dalla pennellata disinvolta e dalla fantasia prorompente, Albotto non potè quasi mai fare a meno di modelli creati da altri, utilizzando spesso sia le stampe dell'album 'Magnificentioris Selectioresque Venetiarum Prospectus', incise dal Marieschi, e di cui si preoccupò di curare la ristampa, sia quelle dell' 'Urbis Venetiarum Prospectus celebriores', incise da Antonio Visentini. Mis. Lung. cm. 45 Alt. cm. 37 ca.
Francesco Albotto - Il Ponte Di Rialto Visto Da Sud Con La Riva Del Carbone A Destra E Quella Del Vino A Sinistra

Francesco Albotto - Il Ponte Di Rialto Visto Da Sud Con La Riva Del Carbone A Destra E Quella Del Vino A Sinistra

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 98
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Descrizione
Francesco Albotto
(Venezia 1723 - 1758)
Il Ponte di Rialto visto da Sud con la Riva del Carbone a destrae quella del Vino a sinistra
olio su tela, cm 47x66
Il dipinto è accompagnato da una comunicazione scritta deldottor Ralph Toledano del 2 marzo 2010, nella quale sostiene che:"il taglio compositivo del dipinto studiato si riferisce a quellodi un'opera di Marieschi conservata al bristol Museum and ArtGallery (…). Esistono altre versioni della stessa composizione dimano di Marieschi.
Michele Marieschi morì a Venezia il 16gennaio 1743 all'età di trentadue anni (…). Il geniale vedutistalasciò una vedova, Angela Fontana, una filgia e una bottega inpiena espansione.
Il 29 ottobre 1744 la vedova sposòFrancesco Albotto, aiutante prediletto di Marieschi (…).Indubbiamente Albotto conosceva i segreti di bottega e il modo ditracciare le prospettive spesso secondo le incisioni del Maestro.(...)
Le opere di Albotto si contraddistiguono per lasicurezza del loro disegno, la dimestichezza con i taglicompositivi di Marieschi e la ricca materi a grumi dei loroimpasti. (…)
Nel presente dipinto tutte le qualitàsopracitate sono riunite. Come lo studio della materia pittoricadel Ponte di Rialto e della Riva del Carbon a destra non lascianodubbi sulla paternità albottiana dell'opera studiata."
Francesco Albotto - Capriccio Con Figure, Ruderi Classici,corso D'acqua E Un Villaggio Sullo Sfondo

Francesco Albotto - Capriccio Con Figure, Ruderi Classici,corso D'acqua E Un Villaggio Sullo Sfondo

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 32
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
LOTTO N. 32
FRANCESCO ALBOTTO
Venezia 1721 - 1757

Capriccio con figure, ruderi classici,corso d'acqua e un villaggio sullo sfondo
olio su tela, cm. 96x150
La coppia di sontuosi Capricci enpendant che qui si presenta (lotti 32-33) si colloca in modoevidente in quello snodo cruciale nella cultura figurativa venetadel XVIII secolo nel quale si incontrano i generi del paesaggio,della veduta, della veduta fantastica (o ideata) e del capriccio.Tale fase trae energia propulsiva in primis all\\’\\’\\’\\’arte potentementeinventiva di Marco Ricci e in subordine di Luca Carlevarijs, perriverberarsi poi in Marieschi, Canaletto, Francesco Guardi, Zais,per limitarsi solo ai capiscuola. Anche nelle nostre magnifichetele di grande formato tali punti di riferimento si rivelano intutta evidenza, a partire proprio dalla dipendenza liberamenteelaborata dalla studiata combinazione di architetture e rovineclassiche, figure e scenari rustici che costituirono il \\“marchio difabbrica\\” di Marco Ricci, capace di calibrare con ineguagliatafinezza e sottile evocazione d\\’\\’\\’\\’atmosfera l\\’\\’\\’\\’impaginazionecompositiva delle sue scene di fantasia. Sullo sfondo dei duedipinti qui in oggetto rivive adeguatamente trasfigurata lacampagna dell\\’\\’\\’\\’entroterra veneto, con le sue colline lontane a farda quinta, i suoi corsi d\\’\\’\\’\\’acqua, la sua quiete armoniosasovrastata dai ruderi possenti. La sbrigliata fantasiaarchitettonica dell\\’\\’\\’\\’autore mette insieme, come si conviene,classici elementi di repertorio come il Colosseo (ripreso nellacanonica inquadratura \\“rovinistica\\” di scorcio), obelischi,monumenti funebri, ruderi di templi romani, che rimandano, oltreche al Ricci, all\\’\\’\\’\\’arte estrosamente pittorica di MicheleMarieschi. Rispetto a quest\\’\\’\\’\\’ultimo, nondimeno, i nostri dipintiesibiscono una maggiore chiarezza d\\’\\’\\’\\’impianto e di colori, nonchéuna nettezza e precisione nella resa dei monumenti che fannopensare piuttosto al suo migliore allievo e seguace, FrancescoAlbotto, il quale ne sposò la vedova e presumibilmente ne ereditòla bottega. Questi si dedicò a sua volta alle Vedute di Venezia eai Capricci, recuperando senz\\’\\’\\’\\’altro il repertorio del maestro maaltresì dirigendo nel tempo verso la trasparenza e luminosità delCanaletto. A rendere stringente tale ipotesi attributiva si pone l\\’\\’\\’\\’eloquente confronto con una coppia di tele en pendant in collezioneprivata bolognese (vedi Marco Ricci e il paesaggio veneto delSettecento , cat. della mostra, Bellluno, 1993, a cura di DarioSucci e Annalia Delneri, Milano 1993, nn. 93-94, pp. 277 e280-282), la prima delle quali ripropone con piccole varianti d\\’\\’\\’\\’inquadratura la medesima veduta ideata, che deve di certo la suaispirazione alla dolce campagna del Brenta. Il dipinto èaccompagnato da una comunicazione scritta del Prof. FerdinandoBologna in cui si colloca l\\’\\’\\’\\’opera nel contesto della grandetradizione veneziana delle vedute e dei capricci del XVIII secolo,e si sottolinea la sua stretta implicazione con l\\’\\’\\’\\’opera di MarcoRicci e con gli sviluppi che si determinano nella pittura diMichele Marieschi.

Francesco Albotto - L’’isola Di Sangiorgio Con La Punta Della Giudecca

Francesco Albotto - L’’isola Di Sangiorgio Con La Punta Della Giudecca

Originale
Stima:

Prezzo:

Numero di lotto: 86
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
Francesco Albotto
(Venedig 1721–1757) In Venedig, L\’\’\’\’isola di SanGiorgio con la punta della Giudecca, Öl auf Leinwand, 76 x 91 cm,gerahmt
Gutachten: Dario Succi, Gorizia. FrancescoAlbotto, über den bis vor einigen Jahrzehnten nur wenig bekanntwar, war Schüler und Nachfolger von Michele Marieschi. 1744heiratete er die Witwe seines Lehrmeisters. 1972 wurde erstmaligein signiertes Gemälde Albottos bei Sotheby\’\’\’\’s, London,versteigert. Rodolfo Pallucchini publizierte dieses Bild in \“ArteVeneta\”, was zur Folge hatte, dass Albottos Werk nach und nach ausdem Schatten Marieschis hervortrat. Dario Succi führt in seinemGutachten aus, dass unser Bild auf eine Komposition Marieschis von1738 zurückgeht (Castle Howard, Yorkshire). Succi schreibt: \“Ilnostro dipinto presenta le caratteristiche tecniche e stilistichetipiche dell\’\’\’\’arte di Francesco Albotto, evidenziate dallapennellata a grumi materici maculati che rende con naturalezza iltrascolorare della luce sulle facciate delle architetture. Lespigliate figure variamente atteggiate animano la veduta econtribuiscono a sottolineare la profondità dell\’\’\’\’ intelaiaturaprospettica con la vivacità cromatico dell\’\’\’\’ abbigliamento. Ildipinto si caratterizza per la brillante tecnica esecutiva assaiprossima al fare del maestro, per la finezza di tocco, evidenziatadalla accurata resa degli elementi architettonici in piena luce,per il morbido viraggio chiaroscurale e per la diffusa luminositàche fonde coerentemente i vari elementi compositivi...\”. Succidatiert unser Bild auf die 2. Hälfte der Fünfzigerjahre des 18.Jahrhunderts, also in Albottos Spätwerk.
Francesco Albotto - Veduta Di San Giorgio In Isola E Delbacino Di San Marco

Francesco Albotto - Veduta Di San Giorgio In Isola E Delbacino Di San Marco

Originale
Stima:

Prezzo: Non Divulgato
Numero di lotto: 292
Altre OPERE IN ASTA
Descrizione:
LOTTO N. 292
FRANCESCO ALBOTTO
Venezia 1721 - 1757

Veduta di San Giorgio in Isola e delBacino di San Marco
olio su tela, cm. 61x96; con cornicedorata.
Provenienza Collezione privata,Venezia. L'attribuzione é confermata dai Professori EgidioMartini e Filippo Pedrocco, come da comunicazioni scritte allegate. La luminosa veduta qui presentata é stata brillantementeassegnata con sicurezza a Francesco Albotto da Egidio Martini e daFilippo Pedrocco. Allievo di Michele Marieschi, Albotto ne ereditòbottega e clientela, riprendendo il suo stile compositivo e i suoimodelli più celebri. Se il fare pittorico e la pennellata diAlbotto tendono evidentemente a esser più sintetici e minimalistirispetto a quelli del maestro, in questa tela alcune parti"sembrano quasi di mano del Marieschi", come scrive Egidio Martininella perizia che a essa si riferisce: in particolar modo il cielo,che mostra un tocco leggero, fresco e d'immediato fascino. Dallealtre versioni conosciute di questa veduta di una delle zone piùbelle di Venezia, il nostro dipinto si distingue per alcunesignificative varianti: diversi sono il numero e la disposizionedelle imbarcazioni, le macchiette che affollano la riva presso SanGiorgio Maggiore e l'intensità coloristica dell'acqua

LA BIOGRAFIA DI Francesco Albotto

ALBOTTO Francesco Pittore e incisore italiano (Venezia 1721 ca.
- 1758).
Allievo di M.
Marieschi, fu anch'egli pittore di vedute e capricci riprendendo non solo il genere, ma anche lo stile del maestro, al punto che spesso l'attribuzione all'uno o all'altro artista risulta difficoltosa.
A.
si dedicò al genere della veduta rifacendosi alla consolidata tradizione veneta di Canaletto; le sue opere, rispetto ai modelli, sono caratterizzate da una certa rigidità dei dettagli architettonici e dalla ripetizione dei personaggi in varie composizioni; dal punto di vista cromatico i paesaggi di A.
si caratterizzano soprattutto per le tinte fredde e per la pennellata piuttosto rigida.

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