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A cura di: Elena Lanzanova
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Nel Castello Di Sudeley, La Selling-Exhibition Firmata Sotheby’s
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martedì 6 settembre 2011
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Negli incantevoli e romantici giardini del Sudeley Castle, nel Gloucestershire (contea dell’Inghilterra sud-occidentale), la natura accoglie l’arte. Pietra miliare della storia britannica – qui visse a lungo Catherine Parr, la sesta e ultima moglie di Enrico VIII, mentre altri personaggi importanti vi soggiornarono (Anna Bolena, Lady Jane Grey, Elisabetta I e Carlo I) – oggi questo castello di epoca Tudor è la dimora privata di Lady Ashcombe che, dal 2005, ha organizzato diverse rassegne d’arte contemporanea. Un successo espositivo maturato negli anni e che ormai vanta una notevole collaborazione con Sotheby’s.
Per il secondo anno consecutivo infatti la casa d’aste inglese presenta, nella prestigiosa residenza tudoriana, una selling exhibition a cielo aperto in cui l’aspetto curatoriale si fonda sul contrasto fra la struttura architettonica del Sudeley Castle e gli elementi contemporanei offerti da un gruppo di artisti e designer internazionali, fra i quali molti emergenti. E così, mentre si attende la ripresa del secondo semestre del mercato dell’arte, Sotheby’s offre la sua “mostra-vendita”, intitolata Material Worlds, che chiuderà i battenti il 30 settembre 2011, concludendo la rassegna con l’incanto dei lavori esposti: anche se – sottolinea la curatrice Janice Blackburn – l’obiettivo dell’esposizione è l’aspetto promozionale piuttosto che quello commerciale. Sfogliando il catalogo della Material Worlds, Sotheby’s at Sudeley Castle: a Selling Exhibition, infatti, non vengono nemmeno dichiarate le stime delle diciassette opere (i prezzi, appresi dal comunicato stampa, vanno complessivamente da 2.2 mila a 216 mila sterline) allestite nel magico giardino, ma solamente i lavori – unici o in edizione limitata – eseguiti dagli undici artisti invitati ad esporre nella kermesse estiva.
Attraversando quindi il suggestivo parco, lo spettatore si trova partecipe di una “caccia al tesoro” che lo conduce, passo dopo passo, a scoprire opere giganti che delizieranno i suoi occhi. Gironzolando in questo contesto fiabesco, inoltre, il visitatore ha la possibilità di osservare i lavori da differenti angolazioni e prospettive, circondato da una meravigliosa natura che si pone come un contesto in continua evoluzione. In questo modo, l’appassionato d’arte può godere dell’alchemica fusione fra tradizione ed innovazione, ma anche acquistare opere di eccezionale valore e soprattutto di dimensioni extra-large. Tra queste spiccano, infatti, tre splendidi pezzi della serie Now Isn’t That Lovely di Stephen Johnson, sculture irreali animate da creature argentate (ad esempio Winnie The Pooh o una dama d’altri tempi) che rasentano un gusto pop-kitsch, riflettendo l’interesse dell’artista inglese per il Barocco e il Rococò.
Un’altra produzione artistica interessante, inoltre, viene offerta da Bokja Textile & Design, marchio ormai acclamato dalle pagine patinate di Vogue, Elle e Sunday Times Style, ma anche molto apprezzato dallo stilista Christian Louboutin e da parecchie star hollywoodiane. Per Material Worlds, Hoda Baroudi e Maria Hibri – la coppia libanese che c’è dietro il concetto di Bokja – presentano tre lavori della serie Bee, sculture realizzate con metallo riciclato e tessuti vintage che raffigurano enormi api.
Proseguendo nel percorso espositivo, poi, troviamo due straordinari lavori di Paul Fryer, artista britannico spesso contestato per il suo connubio arte e religione (indimenticabile la sua scultura Pietà raffigurante il Cristo morto su una sedia elettrica, esposta nella Cattedrale di Gap, in Francia, in occasione delle festività pasquali del 2009) che per i giardini del Sudeley Castle propone The Kingdom, un enorme diapason in alluminio alto quasi 5 metri riproducente un suono simile alla vibrazione dello strumento, e Weighed, Counted, Divided, un’installazione in cui una mano indica delle parole ebraiche illuminate a neon.
Tra le diciassette opere selezionate da Sotheby’s, inoltre, troviamo una panchina in cemento dell’architetto Amanda Levete, 19’s di Omer Arbel, un set di tavolo e sedie da giardino di Tord Boontje, ma anche un tavolo a led e una lampada progettati, nel 2011, dal tedesco Ingo Maurer (il designer più anziano in mostra). E ancora: una scultura metallica dalle linee eleganti, intitolata Gate, realizzata nel 2011 da Ambrose Burne; un lavoro di Laura Ellen Bacon titolato Form Intrigue, appunto forme intricate create da una composizione di quasi 6 metri per 3 in rami di salice, intrecciati come se fossero un nido sospeso; una panchina a forma monolitica in granito, dal nome Giza, di David Adjaye e infine un’installazione realizzata dallo scultore padovano Andrea Salvetti – unico italiano incluso nella mostra – intitolata Mazzolin di Fiori (in onore della leggenda di Santa Zita a Lucca), una sorta di padiglione abitabile, alto 5 metri e dalla base di circonferenza simile, composto da 1.500 fiori stilizzati in alluminio.
Fino al 30 settembre 2011
MATERIAL WORLDS
Sudeley Castle
Winchcombe, Nr Cheltenham, Gloucestershire, GL54 5JD
Tel: 01242 602308 o 01242 604244
Web: www.sudeleycastle.co.uk www.sothebys.com
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Tag:Amanda Levete, Ambrose Burne, Andrea Salvetti, Bokja Textile & Design, David Adjaye, Gloucestershire, Ingo Maurer, Janice Blackburn, Laura Ellen Bacon, Material Worlds, Omer Arbel, Paul Fryer, selling exhibition, Sotheby's, Stephen Johnson, Sudeley Castle, Tord Boontje
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