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It is, it isn’t ( è, non è), così si intitola la mostra dello scultore inglese Tony Cragg che è iniziata domenica 26 giugno a Lucca e resterà aperta fino al 10 settembre. Un evento culturale importante che vede 15 sculture esposte nella chiesa di San Cristoforo e altre tre posizionate all’aperto in due piazze della città, all’Anfiteatro e in piazza San Giglio.
L’evento promosso e organizzato dalla Associazione San Cristoforo Art-Philosophy-Scienze-Spiritualy è stato ideato e coordinato da Stefania Trolli e Arturo Nardini, come un percorso artistico all’interno delle mura cittadine di uno dei massimi artisti contemporanei, non per niente Cragg è l’unico scultore al mondo che abbia alcune opere esposte al Louvre.
Attualmente è direttore dell’Accademia dei Belle Arti di Dusseldorf e nel 2007 ha ricevuto il Premium Imperiale per la scultura e all’inaugurazione della mostra di Lucca gli è stato consegnato l’Alto riconoscimento delle Presidenza del Senato della Repubblica Italiana per la genialità del suo lavoro. Coinvolti nel patrocinio il Ministero dei Beni Culturali, la Diocesi, il Comune e la Provincia di Lucca, la Regione Toscana, la Confcommercio e l’Assindustria di Lucca.
La mostra è stata curata da Jon Wood che dirige il programma di ricerca e cura le mostre dell’ Henry Moore Istitute e ha un interesse profondo per la scultura di Tony Cragg. La materia per lo scultore anglosassone non ha confini, gesso, legno, vetro, marmo, metalli, tutto può essere fonte di operazione artistica, filtrata e consolidata dalla stratificazione fino ad ottenere tutte le forme possibili anche quelle che non esistono nel mondo reale, ma solo nel pensiero.
Sculture dunque che portano alla riflessione e che la collocazione all’aperto in luoghi di passaggio come le piazze diventa provocazione artistica e richiesta di attenzione. L’arte non più solo rinchiusa tra le mura prestigiose e protettive di un museo, ma alla portata di tutti nella sua essenza espressiva. Alcune delle sue sculture scaturite da uno sviluppo verticalizzato, strato su strato, linea su linea sono figurative, volti e corpi che sembrano modellati dal vento e dal tempo.
In questa mostra di Lucca però c’è molto di più e lo ha spiegato l’artista stesso durante la conferenza stampa, dichiarando che la città lo ha colpito e affascinato per la presenza di numerose “pietre” di origine romana ricche di iscrizioni che lo hanno portato a pensare che anche le parole possono essere non solo poesia, ma parte della materia e per trasposizione anche la materia scolpita può diventare poesia. Il concetto “it is, it isn’t” ha trovato a Lucca la sua vetrina ideale.(Il Sole 24 Ore)
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