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Una fotografia scattata dalla statunitense Cindy Sherman (Glen Ridge, 1954) nel 1981, intitolata Untitled #96, è stata recentemente battuta da Christie’s come lo scatto più costoso al mondo. La raffinata istantanea, infatti, è stata acquistata per 3.89 milioni di dollari dal collezionista Philippe Segalot, superando così il primato precedente appartenuto a 99 Cent II Diptychon di Andreas Gursky (aggiudicato a 2.25 milioni di dollari, da Sotheby’s a New Yorl nel 2006). La preziosa immagine, che fa parte della serie intitolata Centerfolds, ritrae l’artista sdraiata sul pavimento di una cucina, in t-shirt arancio con scollo a “v” e con una gonna a scacchi.
Cindy Sherman realizzò questa serie, composta da dieci fotografie, su commissione per il mensile d’arte contemporanea Artforum, immortalando se stessa in una varietà di posizioni e scorci. L’opera inoltre è una dei lavori più contestati della fotografa americana, in quanto ripropone i codici visivi utilizzati dalle riviste porno soft, in cui l’illustrazione della donna risulta fragile e mortificata da inquadrature orizzontali e riprese dall’alto. La Sherman elude l’aspettativa di chi guarda: non rappresenta donne nude, ma riproduce figure angosciate, vestite, sdraiate e in attesa. Sebbene l’artista non consideri il proprio lavoro femminista, molte delle sue immagini richiamano l’attenzione sullo stereotipo del gentil sesso come appare nella cinematografia, nella televisione e sulle riviste patinate degli anni Cinquanta e Sessanta.
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