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Alla Quadriennale continua l’interessante iniziativa «Artista chiama artista» per accreditare la ricerca più recente: a segnalare un giovane (fra i 20-30 anni) è ogni volta un artista affermato che interviene in veste di critico o tutor. Ora tocca a Loris Cecchini che ha scelto Margherita Moscardini, trentenne più volte premiata, presente in importanti collettive e con alle spalle apprezzate personali.
Meditazioni sul tempo, riflessioni sull’erosione e i diversi significati del fenomeno sul paesaggio, riprogettazione dello spazio e studio delle sue geometrie, questo e altro confluisce nella coinvolgente rivisitazione della Sala della Colonne di Villa Carpegna che la Moscardini offre in mostra. La giovane artista propone nell’installazione-ambiente alcune sottili considerazioni sui legami che uniscono immagine, visione, architettura, in base alla storia della Sala e alle possibili evoluzioni nel trascorrere degli anni.
Variando le geometrie spaziali ne ha riproposto una diversa sistemazione e assemblamento per una nuova stratificazione. Al centro, fra le colonne, dispone elementi architettonici destrutturati, due pannellature esistenti; per conservarne le dimensioni d’origine i piani risultano inclinati, spezzati o sovrapposti. Sfiorano le colonne sostenuti da tubi innocenti che li collegano alle pareti modello. Il nuovo «paesaggio» con richiami all’esterno (come il minuscolo lampione in argento), tende a trasformarsi nel tempo, a erodersi per effetto dell’umidità. Sapiente l’uso della luce naturale, dal lampione di cemento recuperato, nella stanza vicina, alla preziosa striscia luminosa, un taglio, sul pannello di fondo, che all’insieme offre un’indubbia magia.(La Stampa)
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