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Roma. Il 24 febbraio, alle 18.30, vengono presentati al MaXXI un libro e una mostra dallo stesso titolo, «Il confine evanescente». A cambiare è il sottotitolo, che per il libro curato da Gabriele Guercio e Anna Mattirolo, con saggi di 14 autori (da Ester Coen e Giorgio Verzotti a Elio Grazioli e Stefano Chiodi) è «Arte italiana 1960-2010», mentre per la mostra è «Immagini italiane dalla pittura al digitale». In esposizione la seconda tranche della collezione permanente del museo. «La mostra, come il libro, vogliono offrire spunti di riflessione sull’arte recente», asserisce Anna Mattirolo, direttrice di MaXXI Arte, «gli ultimi 40-50 anni dell’arte sono ancora tutti da ricollocare, a partire dalla considerazione degli effetti di tanta arte del recente passato sulle giovani generazioni di oggi». «Il rapporto tra mostra e libro è indiretto», chiarisce Monia Trombetta, dello staff curatoriale interno al museo, «ma entrambi vogliono tentare di individuare alcune delle linee fondamentali dell’arte degli ultimi decenni». La linea in mostra al MaXXI prende avvio dalla Transvanguardia (opere di Cucchi, Chia, De Maria, Paladino e un dipinto di Clemente di 10 metri), per dipanarsi nelle molteplici soluzioni del cosiddetto «figurativo», o dissoluzioni, considerando l’evanescenza dei confini tra i linguaggi tutti. Si vedranno così, tra altre, opere di Margherita Manzelli, Eva Marisaldi, Francesco Vezzoli, Cristiano Pintaldi, Alessandra Tesi, Vincenzo Arena, Massimo Bartolini e Adrian Paci. Dalla pittura al disegno alla videoarte, nel rispetto di una linea che si moltiplica nei tentacoli del grande polipo dell’arte d’oggi.
Il volume sarà presentato, in una tavola rotonda dei due curatori con Andrea Cortellessa, nella sala polifunzionale al MaXXI BASE (Biblioteca, Archivi, Studi, Editoria), il nuovo centro di ricerca del MaXXI, diretto per l’arte da Carolina Italiano. MaXXI BASE si occuperà di tutto ciò che in un museo non è esposizione di opere, ma approfondimento dei motivi e raccolta della documentazione storica che definiscono radici e contesti delle opere esposte. «La ricerca è tutto, e MaXXI BASE sarà il cuore del museo», dichiara ancora Anna Mattirolo, che prosegue: «Dopo l’effetto di novità dovuto all’apertura, il MaXXI vuole definire oggi un suo posizionamento all’interno dell’offerta culturale. Ci tengo molto al MaXXI BASE, perché contribuirà a rendere il MaXXI indispensabile: è questa la mia mira, rendere il MaXXI un’istituzione di cui non poter fare più a meno, perché luogo dove poter discutere e insieme crescere».(Il Giornale dell’Arte)
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