A cura di: Elena Lanzanova

Un Guggenheim In Finlandia?

martedì 25 gennaio 2011

Ad Helsinki il turismo non decolla e i finlandesi stanno pensando a nuove iniziative per attrarre più visitatori nella città conosciuta per le renne, le betulle e per uno stile architettonico che unisce il classico con il moderno. Certo, qui ci sono anche la Finnish National Gallery, l’Espoo Museum of Modern Art e l’Helsinki Art Museum, ma sono istituzioni museali poco conosciute a livello internazionale. L’attività turistica, quindi, stenta a crescere ed ecco perché i finlandesi hanno meditato di rivolgersi al Guggenheim, un brand culturale che è da anni sinonimo di popolarità e successo.
La capitale finlandese, infatti, ha appena inoltrato alla Solomon R. Guggenheim Foundation di New York una richiesta ufficiale per valutare la possibilità di aprire un nuovo Guggenheim proprio a Helsinki, sottolineando la disponibilità di 2.5 milioni di dollari per finanziare il progetto. L’annuncio è avvenuto il 18 gennaio in una conferenza stampa, in cui il sindaco Jussi Pajunen e il vicesindaco Tuula Haatainen hanno incaricato la fondazione americana di condurre una serie di ricerche al fine di creare un nuovo istituto museale in Finlandia. Le indagini, che termineranno alla fine del 2011, prenderanno in esame la possibilità di realizzare una struttura innovativa e multidisciplinare, uno spazio che operi sinergicamente con le realtà artistiche presenti nel Paese dando vita a mostre e a programmi didattici all’avanguardia.
Al momento la reazione fa ben sperare, visto che Richard Armstrong, direttore della fondazione, ha dichiarato che “la Finlandia è senza dubbio sul punto di avere un ruolo più importante nella scena culturale mondiale”.
Ma queste sono solo parole, bisogna aspettare i fatti. Prima di esportare nel mondo il loro marchio e aprire spazi che ogni anno attirano oltre 3 milioni di visitatori, il Guggenheim valuta molto attentamente e con un criterio assolutamente selettivo: spesso risponde con parecchi “no” (come nella vicenda di Hong Kong) oppure tende a ritirare la candidatura a comitati di richiesta che non hanno abbastanza fondi (per esempio a Guadalajara, in Messico). Ci sono stati poi casi di fusione, come per il Guggenheim Hermitage al Venetian Resort e Casinò di Las Vegas, che aveva aperto nel 2001 per chiudere poi senza successo nel 2008.
Un brand culturale importante che si rivela per ogni città ospitante un business. Prendiamo in esame Venezia, dove lo spazio intitolato a Peggy Guggenheim ha chiuso il 2010 con risultati notevoli: 332.375 presenze durante i 312 giorni d’apertura del museo, con una media giornaliera di 1.065 ospiti. A questo numero si sommano 5.459 studenti e 417 insegnanti che hanno partecipato al programma di formazione del museo A scuola di Guggenheim, i 1.300 bambini dei laboratori domenicali dei Kids Day e 11.600 persone che hanno visitato la collezione in occasione di inaugurazioni, visite speciali, eventi istituzionali e privati, per un totale complessivo di oltre 350 mila visitatori.
Il marchio Guggenheim si è dimostrato forte anche a Bilbao, in Spagna. Il capolavoro architettonico di Frank O. Gehry, uno dei più spettacolari edifici del Decostruttivismo, lo scorso anno ha avuto 956.417 ospiti, in aumento del 6% rispetto al 2009 e con una crescita degli stranieri pari al 62%. Il progetto iberico fu approvato nel 1991, quando l’amministrazione basca garantì che avrebbe assegnato i 100 milioni di dollari per la costruzione. Secondo un’analisi del New York Times, inoltre, nei suoi primi cinque anni vita (1997-2002), il museo spagnolo ha fatto guadagnare alla regione basca circa un miliardo di dollari.
Anche il quotidiano Il Sole 24 Ore si è interessato degli ottimi risultati del Guggenheim, analizzando il museo- padre, quello di New York firmato da Frank Lloyd Wright che supera il milione di spettatori l’anno, e quello di Berlino che attrae, invece, circa 130 mila visitatori. Progettato dall’architetto statunitense Richard Gluckman e frutto di una partnership tra la Guggenheim Foundation e la Deutsche Bank, il museo tedesco, aperto nel 1997, è diventato fin da subito un rinomato spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea.
Attualmente la fondazione newyorchese è impegnata sul Guggenheim Abu Dhabi su Saadiyat Island che aprirà i battenti nel 2013 divenendo così uno dei musei più grandi al mondo e anche uno dei più esosi (il costo sarà di 800 milioni di dollari, stanziati dallo Stato arabo). Mentre non è ancora del tutto chiaro il progetto di Vilnius, in Lituania, firmato dall’architetto Zaha Hadid e presentato nel 2008 con un preventivo per i lavori di 117 milioni di dollari, dei quali il 15% finanziati dal governo lituano.

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