 Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione fra gli antropologi e l’artista, la triade cromatica che caratterizza l’arte africana tradizionale, sono i colori che ricorrono nell’allestimento fin dall’inizio, utilizzando l’accostamento dei muri bianchi dello spazio espositivo con la presenza di opere dello stesso Arienti: tappeti tinti di rosso o di nero che rimang ono comunque sempre separati dalle opere africane. Mentre libri manipolati, piume, ombre…introducono interferenze ed evocazioni che tessono una complessa serie di rapporti fra le opere, i loro doppi, le nostre ossessioni, aiutando a creare i riferimenti utili a di oggetti specifici.
Ivan Bargna e Giovanna Parodi da Passano con la collaborazione di Marc Augé, lamostra raccoglie un insieme notevole, per quantità (più di 300 pezzi) e valore estetico, di opere di arte africana tradizionale (prevalentemente maschere e statuette lignee), in gran parte inedite, provenienti da importanti collezioni private italiane. Stefano Arienti. Costruito su più scenari che si intersecano - quello della presenza forte degli oggetti, quello delle loro molteplici esistenze, quello dei fantasmi e desideri che suscitano in noi maschere e feticci - l’allestimento pone l’accento sulla materialità e la tattilità degli oggetti d’arte africani, creando un’ambientazione di massima immediatezza e rinunciando dove possibile a vetrine o apparati che diminuiscono l’intimità con le opere.
SCHEDA EVENTO
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