A cura di: Silvia Bosi

Spunta Un Velázquez A Yale

martedì 13 luglio 2010

Nell’Università di Yale era custodito un capolavoro nel seminterrato e nessuno ne era al corrente. Incredibile ma vero. La notizia ha fatto il giro del mondo nei giorni scorsi, l’ipotesi è ancora da confermare, ma sembra che un americano esperto di arte europea abbia riconosciuto la mano di Diego Velázquez (1599-1660) dietro un quadro lasciato a deperire in un insignificante ripostiglio dell’Art Gallery all’Università di Yale. Il dipinto L’educazione della Vergine, finora considerato un pezzo di un ignoto artista di Siviglia del XVII secolo, è privo di firma e purtroppo si trova in un cattivo stato di conservazione. Ora la teoria di John Marciari sembra gettare nuova luce sulla dubbia paternità dell’opera. L’attuale curatore di arte europea del San Diego Museum of Art ed ex direttore della Galleria di Yale, infatti, ha giustificato la propria sorprendente ipotesi in un dettagliato articolo, pubblicato sulla rivista d’arte spagnola Ars Magazine di questo mese.
Secondo il racconto di  Marciari il quadro fu donato all’Università di Yale nel 1925 da due ex studenti di una ricca famiglia – Henry Townshend Hotchkiss ed il fratello Raynham Townshend – che plausibilmente l’avrebbe acquistato a cavallo del XIX secolo. In seguito il quadro venne abbandonato nell’angolo buio di un ripostiglio ed ignorato per diverso tempo. Solo tra il 2002 e il 2003, durante alcuni lavori di ristrutturazione a Yale, il dipinto fu spostato in una stanza più luminosa dove, per qualche motivo, attirò l’attenzione del suo attuale pigmalione. L’altissima qualità dell’opera, lunghe pennellate, la gestualità delle mani e un sofisticato naturalismo portavano verso l’identificazione di un solo grande artista:  Diego Velázquez.
Eppure quell’idea sembrava così assurda – troppo grande per un quadro così compromesso e dimenticato – che Marciari persino tentò di togliersela dalla testa e provò a convincersi del contrario per settimane prima di esprimere a qualcuno le sue perplessità. Ma ad ogni sguardo quel dipinto sembrava riportare Marciari sempre alla solita considerazione e a concludere: “Non avrebbe potuto essere più ovvio. Questo è un Velázquez del primo periodo”.
Così lo studioso, assillato dal dubbio, inviò una foto dell’opera via email ad un conoscente esperto del maestro spagnolo, Salvador Salort-Pons, e ricevette senza esitazioni una risposta immediata: “sto tremando”.  A quel primo passo sono seguiti vari studi tecnici ed accademici, che ora potrebbero essere avvalorati o confutati da un’analisi condotta dal Museo del Prado di Madrid che ospita circa 50 dipinti del pittore sivigliano, tra cui il famosissimo Las Meninas.
La tesi di Marciari si basa, almeno in parte, sulle somiglianze riscontrate tra l’Immacolata Concezione del primo Velázquez e la new entry L’educazione della Vergine. Sia i pigmenti utilizzati che i problemi legati al deterioramento della tela, collimano con l’ipotesi di paternità di Marciari: durante gli esordi a Siviglia l’artista mescolava ancora i colori blu e giallo per ottenere il verde, mentre più tardi è passato al solo utilizzo del pigmento verde; inoltre la tela datata 1617 risulta danneggiata dall’acqua, un dato compatibile con le inondazioni che colpirono la città andalusa nel 1626.
Laurence Kanter, attuale curatore di arte europea presso l’Art Gallery dell’Università di Yale, pronostica che l’opera possa essere pronta per il pubblico nell’arco di due anni, ma prima deve sottoporsi a controlli da parte di studiosi d’arte di tutto il mondo e del Museo del Prado. Al momento, infatti, gli esperti della National Gallery di Londra e del museo madrileno non si sbilanciano: “è una notizia interessante, ma non possiamo commentare fino a quando non vedremo il dipinto di persona”.
Se venisse confermata l’autenticazione del “sospetto” Velázquez, il suo valore potrebbe salire alle stelle arrivando oltre gli 8 milioni di sterline, pari a 12 milioni di dollari. Infatti, se Santa Rufina del maestro spagnolo è stata battuta nel luglio 2007 da Sotheby’s a Londra per quasi 17 milioni di dollari, anche un’opera come L’educazione della Vergine potrebbe capitanare un’asta per un valore non molto distante.  Sia Marciari che Kanter preferiscono, però, non contemplare questa eventualità, ma anzi sostengono e desiderano che ciò non si avveri e che la prestigiosa pala d’altare rimanga sempre a Yale.
Ad ogni modo un esemplare presente alla mostra, attualmente in corso presso la National Gallery di Londra, invita alla prudenza: in “Close Examination, falsi, errori e scoperte” – l’esposizione dedicata alla contestata patermità e ai problemi di autenticità nell’arte – compare un dipinto un tempo attribuito a Velázquez, ma successivamente smentito da un’attenta analisi e la cui paternità resta tutt’oggi sconosciuta.

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