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A cura di: Elena Lanzanova
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It’s Not Only Rock’n'roll, Baby!
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mercoledì 7 luglio 2010
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It’s not only rock’n’roll, baby!, il titolo della mostra in corso fino al 26 settembre alla Triennale Bovisa di Milano, è un esplicito riferimento al titolo di una celebre canzone dei Rolling Stones. Una curiosa panoramica sul mondo della musica rock dal punto di vista di chi non ha solo bisogno di una chitarra per essere un eroe del rock, ma necessita anche di un pennello, una pellicola fotografica o di altri mezzi artistici. Insomma, sesso, droga, rock’n'roll e pure arte nell’esposizione milanese che vede come protagonisti dodici musicisti che adorano sperimentare le vie delle arti visive come una componente forte, e per nulla secondaria o amatoriale, della loro carriera creativa.
Una collettiva di star del rock che arriva da Parigi e Bruxelles e che finalmente approda in Italia, con il contributo di Andy dei Bluvertigo. A firmare la cura Jérôme Sans, fondatore ed ex-direttore del Palais de Tokyo di Parigi, oggi direttore del Centro Ullens per l’Arte Contemporanea di Pechino e non certo estraneo al mondo musicale: insieme alla cantante Audrey Mascina, infatti, ha formato il duo elettro-rock Liquid Architecture.
Un progetto curatoriale non facile, visto che unisce dipinti, fotografie, sculture e audiovisivi di artisti molto diversi fra loro per stile e poetica, ma il risultato ottenuto da Sans è magnifico nel suo connubio art-rock. Presenti in mostra It’s not only Rock’n'Roll, Baby! i disegni di Casey Spooner dei Fischerspooner, duo electro-pop americano, che per dirla alla Jérôme Sans, hanno teso “i limiti dell’arte e della musica per fornire puro, imperturbabile divertimento”. Vengono esposte, poi, le opere di Bianca Casady del duo musicale CocoRosie, che realizza disegni, pitture e installazioni sulla scia di ricordi e suggestioni legati alla sua infanzia, trascorsa in una riserva di nativi americani.
Negli spazi della Triennale Bovisa il cantante degli Antony & The Johnsons, famoso per la voce carismatica, porta in rassegna opere nate in collaborazione con il fotografo e musicista Don Felix Cervantes: collage di tessuti, stampe e immagini, assemblage di pezzi di carta strappata e cucita. Mentre Kyle Field, figura eclettica che si potrebbe definire un mix tra artista, surfista e musicista, firma disegni come luoghi della memoria, animati da linee leggere e colori delicati.
Straordinarie le fotografie dei The Kills, esponenti di primo piano del nuovo pop-rock inglese: sono scatti fatti in tournée in cui raccontano la loro vita quotidiana, i loro amici, le persone intraviste per strada. Un murales enorme contiene le centinaia di fotografie scattate dai membri della band, una esplosione di entusiasmo, vitalità e di realismo.
Continuando nel percorso ci si imbatte in una lunga serie di piccoli ritratti, volti coperti di righe, schizzi nervosi e affaticati, frutto della mano di Alan Vega, fantasioso esponente della New Wave newyorchese e leader del gruppo punk Suicide. E se i divertenti disegni del santone del neo folk Devendra Banhart ritraggono l’universo incantato e magico delle sue canzoni, le fotografie della sacerdotessa del rock Patti Smith sono intime e regalano un viaggio nei suoi oggetti e luoghi che le ispirano la vita creativa. Cimiteri, la tomba di Walt Whtiman, una mano che delicatamente stringe un fiore. Dei bambini, una macchina da scrivere e lenzuola ricamate che mostrano una grande croce. E ancora: campi bagnati, fangosi, il senso del cammino che diventa metafora di quello della vita, duro ma sempre illuminato da una profonda speranza.
Interessanti, poi, i lavori di Pete Doherthy, frontman dei Libertines e dei Babyshambles, emblema degli eccessi e salito all’onore delle cronache anche per la travagliata relazione con la modella Kate Moss. Nel suo mondo popolato di elementi rock, punk, ska e jazz, fluttua anche una poetica crepuscolare in bilico tra Blake, Buadelaire e Wilde, che si traduce in arte nei famigerati disegni fatti con il suo stesso sangue, che molte volte fungono da note a piè di pagina nei suoi scritti. Presenti in mostra anche i Chicks on Speeds – al secolo Alex Murray Leslie e Melissa Logan - che si muovono tra video, fotografia, collage, banner in tessuto e poesia, e Herman Dune che condensa nei suoi disegni frammenti di storie tra canzoni e ricordi. Tra i dodici artisti di It’s not only Rock’n'Roll, Baby!, anche il già citato Andy, noto tastierista dei Bluvertigo, scelto personalmente dal curatore Jérôme Sans. L’artista/musicista italiano propone una serie di grandi ritratti di icone del rock – Jim Morrison, The Kiss, The Cure – e della moda, realizzanti con tinte fluorescenti a cui le luci al neon donano un aspetto allucinato.
“A lato” della mostra, diverse e interessanti iniziative collaterali. Oltre ai concerti, tra cui quello tanto atteso di Patti Smith (12 settembre), anche una rassegna cinematografica, dal titolo Rock’n'Roll Life, che si svolge tutti i martedì alle ore 22.00.
Fino al 26 settembre 2010
IT’S NOT ONLY ROCK’N'ROLL, BABY!
Triennale Bovisa
via R. Lambruschini 31 – Milano
Web: www.triennale.org
Tel. 02 36577801
Orari: martedì-domenica dalle 11.00 alle 21.00: giovedì dalle 11.00 alle 23.00; Lunedì Chiuso.
Ingresso: 6/5/4 euro
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Tag:Alan Vega, Andy, Antony & The Johnsons, Casey Spooner, Chicks on Speeds, Devendra Banhart, Jérôme Sans, Kyle Field, Patti Smith, Pete Doherthy, The Kills, Triennale Bovisa
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