A cura di: Elena Lanzanova

A Genova Una Retrospettiva Su Daniel Spoerri: Dai Tableaux Pièges Agli Idoli Di Prillwitz

martedì 20 aprile 2010

Il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce di Genova presenta -  fino al 20 giugno 2010 -l’interessante e singolare retrospettiva Danien Spoerri: Dai Tableuax-pièges agli idoli di Prillwitz, una lettura critica complessiva della straordinaria carriera di uno dei protagonisti dell’arte contemporanea, a partire dalla sua adesione al gruppo dei Nouveaux Rèalistes, avvenuta nell’ottobre del 1960, sino ai giorni nostri. La mostra, organizzata in occasione degli ottant’anni dell’artista, si inserisce nel ciclo delle esposizioni di Villa Croce dedicate ai grandi maestri dell’arte del secondo Novecento, da Marcel Duchamp a Joseph Beuys e ad Allan Kaprow.
Un’occasione unica per il pubblico italiano che nell’elegante edificio ottocentesco potrà ammirare le originali creazioni di Daniel Spoerri, l’artista d’origine rumena ma di adozione svizzera che ha reiventato l’arte attraverso una forma espressiva legata alle situazioni, agli eventi. Sviluppando una produzione artistica attorno agli oggetti, li ha trasformati e sottratti, per integrarli nelle sue opere. Dal 1960  Spoerri ha “riversato” intere realtà nei Tableuax-piège (i “quadri trappola”, creati fissando su tavole oggetti trovati, avanzi di pasti o rifiuti), nei quali ha fatto coincidere il reale e la sua immagine negando ogni valore alla realizzazione artistica individuale. Sui Tableuax-piège appaiono i resti di lunghe cene che lasciano immaginare il tempo trascorso dai commensali a consumare cibo e parole. Mozziconi di sigarette, carcasse di animali fagocitati, forchette sporche e tappi abbandonati sono distesi sul piano. A seconda della disposizione dei piatti e dei residui sulla mensa si possono intuire rapporti e contrasti. La durata viene catturata nella staticità del quadro. Appesi alle pareti verticalmente, come pitture, i Tableuax-piège sfidano la gravità e le leggi della fisica, trattenendo gli oggetti dal cadere. Se l’intervento dell’artista sembra voler fermare la fluidità del tempo e dello spazio, è il caso a decidere la disposizione degli elementi sulla tavola. Spoerri si limita a registrare una situazione, con una forma di realismo nuovo che non si basa sulla rappresentazione della realtà ma sulla sua presentazione.
L’impatto di questa idea all’inizio degli anni Sessanta è stato così potente da rischiare di cancellare il lavoro di ricerca svolto dall’artista nei decenni successivi, lavoro prezioso che la retrospettiva Danien Spoerri: Dai Tableuax-pièges agli idoli di Prillwitz di Genova cerca invece di presentare con chiarezza, ripercorrendone le tappe con criterio espositivo che intreccia cronologia e raggruppamento tematico. Di sala in sala, il visitatore si confronta anche con fasi meno note del percorso artistico di Spoerri.
La mostra inizia nella stanza del Camino, al piano terra della Villa, con alcune recenti sculture della serie Idoli di Prillwitz: Il guerriero, Il palombaro, Il mostro-granchio. Realizzate tra il 2006 e il 2008, segnano una definitiva traduzione nella materia del bronzo dei consueti assemblaggi di oggetti e generano figure aberranti quanto fantastiche.
Una selezione da La catena genetica del mercato delle pulci (2000), collocata sulle pareti dello scalone d’accesso al piano nobile, accompagna i visitatori al primo piano del museo. Qui le prime tre sale sono destinate ai lavori più noti di Spoerri: Tableuax-pièges, da quelli storici degli anni Sessanta e Settanta alle più recenti rivisitazioni dei Faux Tableuax-pièges, con particolare riguardo alla serie Sevilla Serien Eaten by …, realizzata per il padiglione svizzero dell’Esposizione Universale di Siviglia del 1992.
Le operazioni artistiche di Spoerri si caratterizzano per uno sviluppo seriale, in cui l’opera perde la sacralità conferitale in quanto unicum. Il principio della serialità è, d’altro canto, uno degli elementi fondanti del modo innovativo di intendere l’arte, da lui teorizzato già alla fine degli anni Cinquanta del XX secolo nella rivista Material, una delle prime raccolte di poesia concreta ed ideogrammatica, e nelle edizioni M.A.T. (Moltiplicazione d’Arte Trasformabile) del 1959/60 che, in polemica con l’idea dell’unicità dell’opera d’arte, rappresentano il primo esempio di arte moltiplicata e non riprodotta secondo i processi tradizionali.
Nelle stanze successive vengono esibite le inquietanti tavole su supporto fotografico delle Investigazioni Criminali (1971/1991), i collages de L’encyclopedie de Diderot et D’Alembert e del Journal Médical (1994), ispirate alle tavole anatomiche del Settecento e dell’Ottocento, le grandi composizioni de Il Carnevale degli animali (1995) e, infine, le potenti strutture dei Corps en morceaux (1990/1992) che declinano il tema del corpo umano a partire da differenti contesti e modalità di rappresentazione. La presenza, in alcune sale, di sculture della serie Idoli di Prillwitz (Ragazza con piede d’elefante 2006; La piramide delle tartarughe 2008) sottolinea il carattere circolare della ricerca di Spoerri che si evolve e muta nel tempo pur nella coerenza di un’ispirazione visionaria che ha dato vita ad una galleria di creature ibridate, tra biologico e inanimato, in una sorta di impossibile enumerazione dei fantasmi dell’inconscio.
La mostra continua al secondo piano  con alcune delle più famose serie: da Histoire des boites à lettres (1998/2003) a Les Lepreux d’Islande (1993) e Cabinet Anatomique (2000/2002), dai Background Landscapes (1998) ad una campionatura di Collezioni (1976/2010) che evidenziano l’attitudine dell’artista a una sorta di bricolage mentale e concettuale prima ancora che manuale.
L’antologica di Daniel Spoerri al Museo d’Arte Contemporanea di Genova, città in cui collezionismo e gallerie hanno sempre dimostrato particolare interesse al suo lavoro, conferma la stretta relazione tra l’artista e il museo che ha già esposto le sue opere in due importanti occasioni: nel 1992 (mostra Frammenti, interfacce, intervalli. Paradigmi della frammentazione nell’arte svizzera) e nel 2002 (mostra The Fluxus Constellation).

 

 

 

 

Fino al 20 giugno 2010
DANIEL SPOERRI: DAI TABLEAUX PIÈGES AGLI IDOLI DI PRILLWITZ
al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce
via Jacopo Ruffini 3 – Genova
Web: www.villacroce.museidigenova.it
Email: museocroce@comune.genova.it
Tel. 010 580069
Orario: martedì- venerdì dalle 9.00 alle 18.30; sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.30; lunedì chiuso.
Prezzi: info 010 580069

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