A cura di: Arcadja

Sotheby’S Mette All’Asta “L’Ex Collezione Peter Stuyvesant” 1960 – 2010 “Un’Avventura Nell’Arte Che Dura Da Cinquant’Anni”

mercoledì 3 marzo 2010

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Amsterdam – Sotheby’s annuncia che, lunedì 8 Marzo 2010 nella sede di Sotheby’s ad Amsterdam,  metterà in vendita 163 opere dell’ex collezione Peter Stuyvesant, proprietà del British American Tobacco Olanda (BAT). Si stima che le opere della collezione messe all’asta possano fruttare più di 4 milioni di euro.

Cees Foet (BAT): “In linea con il notevole investimento nell’arte contemporanea Olandese, il BAT ha destinato una parte dei profitti previsti per l’asta come donazione per cause culturali in Olanda. I dettagli delle donazioni saranno resi pubblici una volta terminata la vendita della collezione.”
La collezione è la più grande raccolta d’Arte del Dopoguerra e Arte Contemporanea che sia mai stata messa all’asta in Olanda. Iniziata negli anni cinquanta, divenne nota come la Collezione Peter Stuyvesant e ora comprende oltre 1000 opere create da artisti provenienti da più di 40 Paesi. Il corpo centrale della collezione, che verrà messa in vendita a marzo, comprende 163 opere di figure portanti come Karel Appel, Arman, Alighiero Boetti, Corneille, Alan Davie, Simon Hantai, Mike Kelley, Martin Kippenberger, Per Kirkeby, Wilfredo Lam, Robert Mangold, Robert S. Matta, Kenneth Noland, Roman Opalka, Niki de St Phalle, Serge Poliakoff, Manuel Rivera, David Salle, Giuseppe Santomaso, Jan Schoonhoven, Jesus Rafael Soto, Gunther Uecker e Victor Vaserely. Tutte queste opere d’arte sono per la prima volta sul mercato.
La storia di come venne raccolta questa notevole collezione è molto interessante: alla fine degli anni Cinquanta, Alexander Orlow, Amministratore Delegato di Turmac Tobacco, usò la sua passione per l’arte astratta a scopo industriale. “Per quanto possa sembrare complicato usare un macchinario”, disse “diventa presto monotono per gli operai di fabbrica”. Voleva migliorare il loro ambiente di lavoro, sollevare gli spiriti dei suoi fedeli operai, e decise di farlo costruendo, anno dopo anno, ciò che nel tempo divenne una collezione di livello mondiale con grandi e colorate opere d’arte contemporanea, appositamente scelte per essere esposte nelle fabbriche sopra i macchinari e rappresentare così una fonte di ispirazione e stimolo.  Come scrisse il Dottor Wim Beeren, uno dei consulenti della collezione: “Alexander Orlow ebbe la sublime idea di mettere dipinti di artisti moderni nelle fabbriche, circondati dai processi industriali. Ciò dimostrò quanto Orlow credesse nel potere delle opere d’arte di creare un ambiente lavorativo stimolante”.
La Collezione Peter Stuyvesant iniziò come un esperimento audace con l’arte, nell’azienda produttiva a Zevenaar in Olanda, nei tardi anni Cinquanta. Alexander Orlow, allora Amministratore Delegato dell’azienda Turmac Tobacco in Olanda, fu l’ispiratore della creazione di questa collezione. Nel 1960 Orlow invitò 13 artisti provenienti da vari Paesi europei per realizzare dipinti destinati agli spazi di produzione e incentrati sul tema della “Joie de vivre”. Ciascun dipinto doveva essere di grandi dimensioni con colori vivaci e forme tanto potenti da emergere negli spazi grandi e rumorosi della fabbrica. Per molti degli artisti questo impiego dell’arte fu un’esperienza totalmente nuova. Anche gli operai furono colti di sorpresa da quest’avventura artistica, quando i dipinti furono installati di notte a loro insaputa. La reazione iniziale della maggior parte degli operai fu di incredulità. Dopo sei mesi, gli operai espressero anche la loro preferenza per le opere astratte. Questo fu l’inizio della Collezione Peter Stuyvesant.
Nel 1961 era già chiaro che serviva una figura guida nella selezione di ciò che sarebbe stato aggiunto alla collezione. Orlow nominò una successione di consulenti molto rispettati, che appartenevano all’ambito museale, e diede loro delle semplici istruzioni e carta libera. I criteri per la collezione erano che
• le opere fossero di grandi dimensioni,
• rappresentassero immagini audaci,
• fossero di artisti di importanza internazionale.
Il primo consulente nominato fu Willem Sandberg, ex direttore dello Stedelijk Museum di Amsterdam; poi Renilde Hammacher van den Brande, ex curatore del settore d’arte moderna al Museum Boymans van Beuningen di Rotterdam; seguito da Wim Beeren, ex direttore dello Stedelijk Museum di Amsterdam; e il più recente Martijn Sanders, ex direttore dell’Amsterdam Concertgebouw (fino al 2006).
Durante gli ultimi cinquant’anni, la collezione è cresciuta e ha ottenuto critiche positive in tutto il mondo, grazie all’aiuto di questi eminenti consulenti, diventando una collezione d’arte di grande varietà qualitativa ed internazionale, che rappresenta artisti provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti, Cina, Russia, Brasile e Sud Africa.
Inizialmente l’enfasi fu rivolta soprattutto ai pittori del gruppo Cobra Karel Appel, Constant, Lucebert e Corneille, oltre che ad altri artisti come Alechinsky, Brands, Saura, Poliakoff, Manessier, Matta ed altri espressionisti attivi negli anni Cinquanta e Sessanta. In seguito la collezione fu allargata per raggruppare rappresentanti di altri movimenti come l’Arte Analitica, il Nouveau Réalisme, l’Arte Povera, il Colour field painting Americano (Pittura a campi di colore) e movimenti successivi come i Neue Wilden.

 


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