A cura di: Elena Lanzanova

Il 2009 Di Christie’s: Al Ribasso, Ma Nessun Tracollo

mercoledì 3 febbraio 2010

Tempo di bilanci per Christie’s in attesa che inizi la nuova stagione con gli appuntamenti di febbraio dedicati all’impressionismo, al moderno e all’arte contemporanea. Alla fine di gennaio 2010, la sede londinese di King Street ha diffuso i risultati dell’anno 2009, con un interesse particolare per le piazze di New York, Londra e Hong Kong.
I bilanci parlano di vendite totali per 2.1 miliardi di sterline (3.3 miliardi di dollari), con un calo del 24% rispetto al 2008 (meno 25% se considerato in dollari). Nonostante la crisi finanziaria che ha colpito anche il sistema dell’arte, Christie’s si è mantenuta su livelli eccellenti difendendo il suo ruolo di leadership mondiale tra le case d’asta.
Come dimostrano i dati resi noti dall’ufficio stampa, l’anno scorso Christie’s ha raggiunto il 56.4% delle vendite mondiali. Una fetta di mercato molto ampia sottratta alla sua concorrente e major internazionale, Sotheby’s.
Ma i fatti raccontano anche altro. Il dipartimento più redditizio, ad esempio, è stato quello dedicato all’Impressionism & Modern Art che perde il 24%, ma guadagna, ad ogni modo, 500.9 milioni di sterline. Al secondo posto troviamo l’Asian Art con un fatturato di 265.1 milioni di sterline e una perdita del 29%. Rimane sul podio, al terzo posto, il settore Post War & Contemporary Art che subisce una diminuzione del 59% e raggiunge una somma totale di 244.3 milioni sterline. Seguono il dipartimento di Jewellery, Jadeite and Watches con un totale di guadagno pari a 215.6 milioni di sterline (calo del 14%); Old Master & 19th Century (181.2 milioni di sterline, – 6%); European Furniture (125.1 milioni di sterline, +1%); 20th Century Decorative Arts (77.4 milioni di sterline, +149%); American Paintings (35.6 milioni di sterline, -40%); Books & Manuscripts (29.8 milioni di sterline, +8%); Russian Paintings & Works of Art (28 milioni di sterline, -14%); Latin American Art (20.6 milioni di sterline, – 25%); Prints (14.5 milioni di sterline, -48%) e infine British and Irish Art (13.4 milioni di sterline, -47%).
I dati diffusi, inoltre, ci indicano che l’ufficio di Christie’s più redditizio è senz’altro quello con sede a New York, con un guadagno di 599.6 milioni di sterline e con un calo del 42%, seguito a ruota dalle due sedi londinesi: King Street (250.5 milioni di sterline e -50%) e South Kensington (73.8 milioni di sterline, -4%).
L’unica sede di Christie’s che non registra alcuna perdita è quella di Parigi, con un succulento +231% di profitto ricavato dall’asta dedicata alla collezione del noto stilista francese Yves Saint Laurent, nel febbraio 2009.
I mercati asiatici si difendono bene, se consideriamo il fatto che Christie’s Hong Kong ha fatturato 217.6 milioni di sterline (-12%) e la sede di Dubai ha conquistato 12.8 milioni di sterline (-56%).
L’Italia, all’ultimo posto della classifica europea (16.5 milioni di sterline, -37%), solo nell’autunno 2009 si è risollevata nelle vendite, grazie ai nuovi collezionisti e acquirenti privati provenienti dagli Stati Uniti, entusiasti di partecipare alle aste milanesi dedicate ai gioielli.
Sull’argomento clienti, Christie’s sostiene che le prospettive per il mercato sono piuttosto favorevoli per merito dei compratori privati provenienti dagli Stati Uniti, Medio Oriente e soprattutto dalla Cina. Infatti, le vendite 2009 di Christie’s a livello globale hanno evidenziato la crescita del 94% di acquirenti cinesi, quando nell’anno precedente la percentuale toccava soltanto il 20.
I compratori russi, invece, hanno speso meno rispetto al 2008 in tutti i settori, ma il numero di partite da loro acquistate sono salite del 13%. Le registrazione dei clienti medio-orientali sono incrementate del 30%, segnando l’aumento più importante rispetto a qualsiasi altra zona geografica.
I tre top dell’anno in casa Christie’s? Al primo posto troviamo Head of Muse di Raffaello che, presentato a Londra lo scorso 8 dicembre con una stima di 12-16 milioni di sterline, è stato aggiudicato per 47.941.095 dollari. Al secondo posto si piazza Les couscous, tapis bleu et rose di Henri Matisse con 46.457.480 dollari, venduto nel corso dell’asta di Yves Saint Laurent a Parigi il 23 febbraio 2009.  Nella stessa asta fu venduto anche il top lot che si pone al terzo posto: Costantin Brancusi con Madame L.R. 1914-1917 battuto per 37.762.472 dollari. Segue Portrait of a Man with arms akimbo di Rembrandt ($33.210.855), ma anche the “dragons” armachair di Eileen Gray ($28.342.880), due opere di Piet Mondrian (Composition avec bleu, rouge, jaune e noir $27.908.129 e Composition avec grille $18.633.454) e Claude Monet con Dans la prairie ($16.164.918). Infine, nella classifica dei top lot offerti da Christie’s ricordiamo Saint John the Evangelist di Domenico Zampieri, detto il Domenichino ($15.166.311) e La tasse de the di Fernand Lèger ($10.225.210)

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