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A cura di: Elena Lanzanova
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Alla Triennale Roy Lichtenstein, Un Maestro Dell’Arte Contemporanea
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lunedì 1 febbraio 2010
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Dopo il successo delle mostre kolossal dedicate ad Andy Warhol, Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, il curatore Gianni Mercurio, esperto e appassionato di arte americana del Secondo Dopoguerra, ha firmato “Roy Lichtenstein, Meditations on Art”, in corso alla Triennale di Milano fino al 30 maggio (nel mese di luglio, sarà trasferita al Ludwig Museum di Colonia, dove rimarrà aperta al pubblico fino al 3 ottobre).
Una rassegna straordinaria che ha scelto di esplorare in modo nuovo, e per questo intrigante, il lavoro di Lichtenstein, indagandone l’acuta e coraggiosa operazione pittorica. E lo fa attraverso un centinaio di opere, in larga parte di grandi dimensioni, arricchite da un repertorio di disegni, collage e sculture provenienti da collezioni pubbliche e private, tra le quali il Ludwig Museum di Colonia, il Ludwig Forum di Aachen, il Lousiana Museum di Copenaghen, il Whitney Museum e il Guggenheim Museum di New York, il Museum Moderner Kunst di Vienna e il The Broad Art Foundation di Los Angeles.
Roy Lichtenstein ha legato la sua creatività geniale ad un’intuizione: quella di isolare immagini tratte da fumetti o illustrazioni pubblicitarie e riprodurle ingigantite con una pittura che evocasse l’effetto della stampa tipografica. Ma quella dell’artista americano non è mera copiatura, ma una riflessione sul fenomeno massificato, tipico dell’epoca del consumismo sfrenato, della riproducibilità dell’opera d’arte. Come afferma Gianni Mercurio: “Lichtenstein non cita gli originali ma le proprie versioni di quelle immagini. In sostanza, l’autore si auto cita, dando vita ad un processo fino a quel momento inedito: “il citazionismo dell’appropriazionismo”. Il taglio della mostra, dunque, segue il filo rosso della citazione d’autore, della riflessione sui maestri del passato, sulla rivisitazione iconografica di linguaggi, stili e movimenti. Sempre nell’ottica di una personalizzazione dell’operazione.
Il percorso espositivo di “Roy Lichtenstein, Meditations on Art” è stato suddiviso in sezioni tematiche che comprendono opere realizzate dagli anni Cinquanta agli anni Novanta e ispirate al Cubismo, all’Espressionismo, al Futurismo, al Modernismo degli anni Trenta, all’astrazione minimalista, all’Action Painting, e ai generi del paesaggio e della natura morta.
La mostra antologica parte dai lavori degli anni Cinquanta, “poco conosciuti e molti di essi esposti per la prima volta”, spiega Mercurio, nei quali l’autore rivisitava le iconografie medievali e reinterpretava dipinti di artisti americani come William Ranney ed opere come Washington Crossing The Delaware di Emanuel Gottlieb Leuze, ricalcando gli stilemi espressivi dell’astrattismo europeo e gli universi di Paul Klee e di Picasso.
“In questa fase della sua produzione – dice il curatore – l’artista mescolava il modernismo proveniente dall’Europa con i vernacoli della storia e della cultura americana: gli indiani e il Far West, le scene di vita dei pionieri alla conquista delle terre, gli eroi e i cow-boy”.
Negli anni Sessanta invece Lichtenstein rielabora opere dei grandi artisti che hanno segnato la storia dell’arte. Il Laocoonte “poppizzato” in versione technicolor, il Sole che nasce di Pellizza da Volpedo che diventa un fumetto, così come la serie delle Cattedrali di Rouen di Monet, La musa dormiente di Brancusi, o il Cavaliere rosso di Boccioni, tutti capolavori straordinari trasformati utilizzando uno stile tipicamente tipografico. E ancora, le Nature morte con chitarra o il Nudo disteso di Picasso, in cui il linguaggio cubista si tramuta in un’estetica da Pop Art. Una frenesia fumettistica che non risparmia la frutta di Cèzanne, le macchine di Léger, i deliri surrealisti di Dalì, le geometrie di Mondrian, gli oggetti metafisici di Carrà, l’espressionismo astratto di De Kooning.
È l’affascinante lavoro di un’arte postmoderna che “copia” i maestri del passato: in scena lo spettacolo di un’arte “falsificata” ad arte, caratteristica che ha contraddistinto il singolare estro di Roy Lichtenstein, il grande maestro dell’arte contemporanea che ha contribuito alla nascita della Pop Art sulla scena newyorchese, ed è considerato oggi uno dei più originali e significativi protagonisti della pittura americana del secondo Novecento.
Dal 26 gennaio al 30 maggio 2010
ROY LICHTENSTEIN – MEDITATIONS ON ART
alla Triennale Design Museum
Viale Alemagna, 6 – 20121 Milano
Web: www.triennale.it
Email: info@triennale.it
Orari: Tutti i giorni dalle 10.30 alle 20.30
Giovedì dalle 10.30 alle 23.00
Lunedì chiuso
Ingresso: Intero 9 euro; Ridotto 5.50 euro
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2 commenti
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