Categoria :Mercato dell'Arte

A cura di: Silvia Bosi

La Meeting Art Di Vercelli Inaugura Il 2010

martedì 19 gennaio 2010

Mentre la maggior parte delle case d’asta italiane ed internazionali ancora aspetta ad aggredire il mercato del nuovo anno e programma nuovi eventi, la Meeting Art di Vercelli ha in calendario un gennaio ricco e impegnativo, peraltro già iniziato tra il 2 e il 10 quando si sono tenute, presso la casa d’aste piemontese, cinque sessioni dedicate all’arte moderna e contemporanea. Nell’evento, sebbene non ci siano state eclatanti aggiudicazioni (i lotti non sono andati oltre i 6.000 euro), la casa d’aste si è difesa molto bene in un periodo di feste e di collezionisti in vacanza: infatti, è stato venduto ben il 94,71% dei lotti per un guadagno complessivo di 392.950 euro. Un ottimo risultato per il settore moderno e contemporaneo che conferma di voler uscire dalla crisi.
Nei prossimi giorni Meeting Art ritorna all’attacco con quattro sessioni, ancora dedicate all’arte moderna e contemporanea, che si terranno il 23, 24, 30 e 31 gennaio. Ogni sessione ha i suoi pezzi forti, ma per ora la stima più alta (125.000-140.000 euro) spetta a un’opera di Salvatore Scarpitta, Had Carrier, per cui gli appassionati dovranno attendere, però, fino alla terza sessione d’asta. Chi è più ansioso di aggiudicarsi pezzi importanti, troverà comunque negli appuntamenti precedenti grandi nomi del panorama artistico italiano ed internazionale: Arman, Agam, Afro, Appel, Bonalumi, Crippa, Christo, Dorazio, Klein,  Nigro, Adami, Picasso e Tozzi, Penk.
Nella prima sessione si equiparano per stima (105.000-120.000 euro) un Notturno di Afro – tecnica mista su carta – e un trittico di monocromi firmato Yves Klein.
Linee essenziali e forme ancestrali in rosso e blu si alternano ritmicamente nell’acrilico su tela Standarl Scorpion di Penk A.R., all’incanto per 45.000-50.000 euro di stima. I ritmi non mancano anche in Structure Couleurs (stima 72.000-80.000) dell’israeliano Yaacov Agam: alluminio dipinto a olio e applicato su tavola, un gioco di intervalli e linee nette che genera
un effetto optical.
Nella seconda sessione, inutile dire che – pur con una stima più bassa di altri pezzi – è il nome di Pablo Picasso a destare particolare attenzione. Fillette, una sagoma umana di cartoncino ritagliato a mano e disegnato a matita, è un pezzo unico del genio spagnolo, proveniente dalla collezione della sua amica scultrice Mary Callery. Si parte da una base d’asta di 18.000 euro per un’opera che ha un valore di stima di 28.000-30.000 euro.
Più in alto, su nell’olimpo delle stime di questo evento, si colloca un’opera di Mario Tozzi, Profilo e geometrie del 1972 che per raggiungere una stima di 90.000-100.000 euro partirà da una base d’asta di 50.000.
Come preannunciato, il terzo appuntamento sarà dominato dall’opera di Scarpitta, che non sarà tuttavia l’unica perla della giornata. Emergono, infatti, anche un Rosso di Bonalumi (stima 54.000-60.000 euro), Vibrazioni Simultanee di Mario Nigro (stima 54.000-60.000 euro), Unito di Piero Dorazio (72.000-80.000 euro), L’Horizon Ardent (105.000-120.000) e Figure di Karel Appel (72.000-80.000 euro).  Quest’ultima, in particolare, è una tela di grande impatto, nonostante le dimensioni medio-piccole: colpisce la sua potenza tridimensionale, data dal materico groviglio di colori utilizzato dall’artista, un grumo pastoso di segni che si sprigiona dalla superficie.
L’asta si conclude in bellezza con una triade tutta italiana: Guttuso, De Chirico e Donzelli.  Un bel Cavallo nel paesaggio di De Chirico è disponibile per un valore di stima di 90.000-100.000 euro a partire da una base d’asta di 50.000. Particolare, asciutto e tagliente è il pastello di Guttuso intitolato Due zappatori, sul mercato per una stima di 36.000-40.000 euro, mentre un esuberante trittico di Bruno Donzelli guadagna la copertina del catalogo e si propone all’incanto per una stima compresa tra 27.000 e 30.000 euro. La briosa opera dell’artista napoletano, a cui Gillo Dorfless ha dedicato un’antologica nel 2007 rivela ancora  evidentemente un linguaggio ironico e un rapporto giocoso con l’arte del secolo scorso.

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