Categoria :Attualità

A cura di: Silvia Bosi

Un Picasso Conteso

martedì 12 gennaio 2010

Pare essersi chiusa, anche se in modo riservato e alquanto misterioso, la contesa di una celebre opera di Picasso: alla fine, resterà proprietà della Andrew Lloyd Webber Art Foundation.
E’ di pochi giorni fa, infatti, la notizia secondo cui sarebbe stata sancita la proprietà del Picasso litigato. L’affascinante dipinto del 1903, realizzato durante il cosiddetto periodo blu e intitolato Il bevitore di assenzio, è protagonista di una lunga vicenda iniziata durante il nazismo e ripresa negli ultimi quattro anni. Tutto cominciò negli anni Trenta quando il banchiere ebreo Paul von Mendelssohn-Bartholdy, secondo quanto affermato oggi dai suoi eredi, fu costretto dai nazisti a vendere il quadro perdendone poi ogni traccia. Nel 1995 Sir Andrew Lloyd Webber, grandissimo e pluripremiato compositore di musical di successo, come Jesus Christ Superstar e Cats, acquistò il prestigioso pezzo per una cifra pari a 23 milioni di euro.
La Andrew Lloyd Webber Art Foundation,voluta dal grande compositore nel 1992 per diffondere la conoscenza delle arti, ha spesso ceduto in prestito l’ambito pezzo a gallerie e musei per mostre di prestigio. Questo fattore, sommato alle tendenze del mercato dell’arte, ha contribuito ad accrescere il valore dell’opera che ora è stimata per una cifra di oltre 30 milioni di sterline (oltre 34 milioni di euro).
La svolta nel novembre 2006, quando la suddetta fondazione decise di vendere l’opera in un’asta newyorkese, ma si vide costretta a ritirarla perché improvvisamente rivendicata dai discendenti di Paolo Mendelssohn Bartholdy.  La polemica fu sollevata, a nome di tutta la famiglia Mendelssohn, da Julius Schoeps, pronipote del banchiere ebreo e direttore dell’Istituto Moses-Mendelssohn di Potsdam, che sottolineava come il quadro non fosse stato ceduto volontariamente, ma venduto tra il 1934 e 1935 ad un mercante di Berlino sotto le pressioni economiche e politiche del regime nazista. Pertanto questo bastava alla famiglia, discendente del famosissimo compositore tedesco, per pretendere la proprietà legale del dipinto “trafugato” e fermarne la compravendita.
Nei giorni scorsi a Washington un avvocato ha annunciato che è stato raggiunto un accordo tra le parti, secondo cui la fondazione Lord Lloyd Webber conserverà la proprietà del Picasso. Entrambe le parti hanno espresso al giornale britannico “The Independent” la volontà di mantenere riservati i dettagli dell’accordo e hanno rifiutato di confermare l’ipotesi secondo cui la fondazione Webber avrebbe potuto convincere gli eredi del signor Mendelssohn a cedere su lauto compenso. Conclusa la trattativa, la Andrew Lloyd Webber Art Foundation ha subito dichiarato: “Gli amministratori sono lieti di annunciare che il professor Julius Schoeps e tutti gli altri eredi di Paul Mendelssohn Bartholdy hanno deciso e rinunciato a qualsiasi rivendicazione sul dipinto Il bevitore di assenzio. In effetti una rinuncia dell’ultimo momento da parte della famiglia Mendelssohn, dopo tanta insistenza e anni di battaglie legali, avrebbe potuto insospettire in una situazione tanto confidenziale dove non è da escludersi che il denaro abbia decretato la soluzione.
Del resto che la famiglia tedesca sia avvezza a vantaggiosi accordi “per amor dell’arte” non è certo una novità: lo scorso febbraio gli eredi hanno concluso un’altra transazione a New York, sia con il  Museum of Modern Art che con la Fondazione Guggenheim, per altri due Picasso ritenuti parte della smarrita collezione di famiglia. In quel caso il giudice non apprezzò la segretezza sulla trattativa, poiché mentre i due musei – in totale trasparenza – non avevano avuto problemi a divulgare le cifre versate per le due opere, i discendenti di Mendelssohn Bartholdy si erano opposti adducendo una serie di inspiegabili ragioni, forse per nascondere l’entità del bottino intascato.
Non solo. A questo punto viene da chiedersi, sulla vicenda del Bevitore di assenzio, come mai gli eredi tedeschi ne abbiano rivendicato la proprietà solo poco tempo fa, ormai a più di settant’anni dal suo smarrimento e solo dopo che il dipinto ha avuto almeno quattro proprietari, quindi dopo essere stato messo sul mercato più volte prima del 2006. Quando nel 1995 Webber comprò il quadro dal precedente proprietario, i Mendelssohn avrebbero potuto rivendicarne la proprietà, ma è una curiosa coincidenza che siano intervenuti a distanza di anni, solo quando il valore dell’opera è lievitato esponenzialmente.  
Al momento la fondazione Webber, che si è detta molto rattristata per non aver potuto né vendere né esporre il ritratto a causa di questa azione legale, non ha ancora preso una decisione in merito alla sua possibile messa all’asta. Ora il ritratto del bevitore di fata verde, in cui è stato riconosciuto Angel Fernandez de Soto – caro amico dell’artista – ha un proprietario ma è solo una delle migliaia di opere di famiglie ebree, forzatamente vendute o trafugate durante il Terzo Reich, che vengono rivendicate o giacciono dimenticate da qualche parte. Ad oggi, infatti, circa 20.000 opere d’arte rubate sotto quel regime risultano disperse.

Condividi questo articolo:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • MySpace
  • RSS
  • Twitter
  • Wikio IT
  • Yahoo! Buzz
  • Blogosphere News
  • FriendFeed
  • Netvibes
  • Technorati
  • Yahoo! Bookmarks
ARTICOLI CORRELATI
TAGS - Naviga per argomento
Tags: Berlino, Guggenheim, Museum of Modern Art, New York, Picasso

Manda ad un amico Manda ad un amico

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (1 voti, media: 5,00 su 5)
Loading ... Loading ...

Nessun commento

Lascia un commento








*
Riporta le lettere che vedi nell'immagine, non c'è distinzione tra maiuscole e minuscole
Anti-Spam Image