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Scelse Venezia, anziché Londra, anche perché in Inghilterra i suoi quindici cani sarebbero dovuti sottostare alla quarantena. Nel 1949 Peggy Guggenheim, la controversa, discussa, indomita, arguta collezionista americana, nipote di Solomon e figlia di quel Benjamin morto affondato col Titanic, acquistava il raffinato Palazzo Venier dei Leoni sul canal Grande. Qui vi rimase con i suoi capolavori di action painting, surrealismo e avanguardie storiche fino alla morte, avvenuta il 23 dicembre del 1979 all’età di ottantuno anni. Pochi mesi dopo, nella pasqua del 1980, quella dimora, passata nel frattempo alla gestione della Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, apriva ufficialmente le porte al grande pubblico diventando il museo più importante in Italia per l’arte europea e americana della prima metà del ventesimo secolo. Nel 2010, dunque, la Collezione Peggy Guggenheim, dove ancora oggi riposano Peggy e i suoi adorati quindici cani, compie i suoi primi trent’anni di vita. E per festeggiare adeguatamente quella che viene considerata nella Serenissima “l’ultima dogaressa” fervono i preparativi per un fitto calendario di eventi espositivi e iniziative speciali.(Repubblica)
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