Categoria :Attualità

A cura di: Elena Lanzanova

Alla Tate Di Londra Gli Alberi Degli Artisti Inglesi

mercoledì 30 dicembre 2009

Esistono festività natalizie senza l’albero? Sì, sicuramente sì; quello che è certo, però, è che non esiste albero che non sia stato disegnato da un artista contemporaneo. Alla londinese Tate i giorni natalizi non sono soltanto l’occasione per mostrare al mondo le eccellenti collezioni di arte made United Kingdom, sono anche il momento per soffermarsi sotto la Rotonda della Tate Britain e osservare il simbolo più amato del Natale in veste moderna. Dal 1988 ad oggi, la Gallery commissiona ogni anno, a uno dei principali artisti della scena inglese, la realizzazione del tradizionale abete. E il classico albero si rinnova, diventando l’opportunità per interpretare l’arte per mezzo di simboli universali.
Quest’anno ci ha pensato Tacita Dean, artista originaria di Canterbury che in passato ha partecipato al Turner Prize (1998) ed attualmente vive e lavora a Berlino. E proprio nella capitale tedesca, l’artista di nazionalità britannica ha trovato l’ispirazione per Weinhnachtbaum, opera natalizia che è stata esposta nella Tate dall’11 al 23 dicembre. In merito alla sua creazione Tacita Dean ha recentemente dichiarato: “Quando sono arrivata a Berlino sono rimasta colpita dalla semplicità con cui vengono vissute le festività natalizie. Sembra che i tedeschi abbiano conservato qualcosa di puro e magico, che si contrappone alle pressioni economiche ed alle mercificazioni commerciali che caratterizzano questa festività. In Germania resiste una grande tradizione in merito alle decorazioni natalizie, i tedeschi usano ancora candele di cera per decorare i loro alberi”.
Tacita Dean ha scelto un abete di 4 metri d’altezza che è stato posto al centro della galleria e una decorazione composta da candele di cera d’api fatte a mano, realizzate appositamente per l’occasione. Ogni pomeriggio al calar del sole, le candele sono state accese e hanno illuminato la Rotonda della Tate fino alle 18 (orario di chiusura del museo). Il lavoro della Dean ha creato così un effetto suggestivo e l’accensione delle candele alla stessa ora, ogni giorno, si configura come un rito che evoca la magica liturgia del Natale: la poetica dell’artista inglese indaga molto spesso le connessioni tra passato e presente, tra memoria e fluire del tempo.
L’installazione del 2009 è stata compiuta da Tacita Dean, ma la creativa è stata preceduta nella tradizione del Tate Tree Commission (idea del vecchio direttore della Galleria, Nicholas Serota) da altri artisti.
Indimenticabile è il primo albero che porta la data del 1988 e la firma di Bill Woodrow. Trenta sculture di cartone, un televisore appeso e un globo illuminato sulla cima al posto della stella e delle ghirlande colorate. Woodrow riflette sulla condizione del mondo suggerendo, con sguardo malinconico, una visione ecologica.
Gli anni Novanta iniziano, invece, con un albero capovolto, come l’abete disegnato da Shirazeh Houshiary, invitata dalla Tate a realizzare il simbolo del Natale del 1993. La scultrice inglese focalizzò lo sguardo sulle qualità naturali dell’albero stesso, liberando le radici dalla propria costrizione terrena. Illuminate con foglie d’oro, sorreggevano l’immensa pianta che galleggiava sospesa nel vuoto, protagoniste di un mondo non più celato, nel contrasto infinito tra luce e oscurità.
Il 1996 è l’anno della foresta di Julian Opie. L’artista realizza la sua opera con modellini di alberi stilizzati, simili ai disegni tipicamente infantili, ma costruiti con taglia “oversize”.
All’arrivo del nuovo millennio la Tate commissiona l’abete alla londinese Catherine Yass: un albero nudo, senza decorazioni, resta sospeso per settimane sotto la cupola della galleria, in mezzo alla Rotonda. Dal soffitto un raggio azzurro diffonde una luce quasi aliena, attraversandolo fino a illuminare il pavimento di marmo.
Il lavoro del 2003 di Marl Wallinger  esprime la sua visione contemporanea della fede: fredda e spoglia ma intensa. Un grande pioppo disadorno, rivestito da 500 rosari rossi che pendono dai rami come dalle mani dei credenti. Inoltre, il richiamo alla spiritualità viene evocato dall’utilizzo del materiale: la croce di Cristo si dice fosse legno di pioppo.
Tra gli alberi meravigliosi della Tate va menzionato anche quello del 2008, realizzato da Patrick Brill, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Bob e Roberta Smith. L’artista inglese, privilegiando il tema ecologico, costruisce il suo abete con legno, carta e materiale recuperati nelle discariche. Alla base dell’albero, otto biciclette collegate ad altrettanti generatori: i visitatori venivano invitati a pedalare per fornire energia necessaria alle lampadine che ornavano l’installazione. Make Your Own Xmas di Bob e Roberta Smith è un’opera da ricordare, in quanto l’autore è stato il primo ad utilizzare il pubblico come parte integrante della sua creazione.
Aspettando, ormai, il nome del prossimo artista che realizzerà nella Tate di Londra l’albero di Natale 2010, citiamo i nomi di coloro che hanno reso ancora più speciale le festività nella più celebre istituzione museale britannica: Tacita Dean (2009), Bob e Roberta Smith (2008), Fiona Banner (2007), Sarah Lucas (2006), Gary Hume (2005), Richard Wentworth (2004), Mark Wallinger (2003), Tracey Emin (2002), Yinka Shonibare (2001), Catherine Yass (2000), Mat Collishaw (1999), Richard Wilson (1998), Michael Landy (1997), Julian Opie (1996), Cornelia Parker (1995), Cathy de Monchaux (1994), Shirazeh Houshiary (1993), Craigie Aitchison (1992), Boyd Webb (1991), Lisa Milroy (1990), Tim Head (1989), Bill Woodrow (1988).

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Tags: Bill Woodrow, Bob e Roberta Smith, Boyd Webb, Catherine Yass, Cathy de Monchaux, Cornelia Parker, Craigie Aitchison, Fiona Banner, Gary Hume, Julian Opie, Lisa Milroy, Londra, Mark Wallinger, Mat Collishaw, Michael Landy, Natale. albero, Richard Wentworth, Richard Wilson, Sarah Lucas, Shirazeh Houshiary, Tacita Dean, Tate, Tim Head, Tracey Emin, Yinka Shonibare

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