A cura di: Silvia Bosi

Il Louvre Restituisce All’egitto I Suoi Frammenti

martedì 13 ottobre 2009

zahi_hawass

È pace fatta tra Parigi e Il Cairo. Nicolas Sarkozy ha detto al collega egiziano Hosni Mubarak che il Louvre restituirà all’Egitto i preziosi tesori rivendicati nei giorni scorsi. Cinque frammenti archeologici egiziani,  che raffigurano il viaggio di un nobile nell’aldilà, acquistati ed esposti al Louvre negli ultimi anni, ritorneranno alla terra d’origine.  Zahi Hawass, noto esperto egittologo e presidente del Consiglio Supremo delle Antichità dal 2002, ha evidenziato il sostanzioso numero di opere trafugate o uscite dall’Egitto ed esposte nei musei di tutto il mondo, ed ha stilato una lista di quelle che dovrebbero essere restituite. Una priorità particolare avevano, per Hawass, cinque stele affrescate rubate negli anni Ottanta dalla tomba del nobile Tetaki – situata vicino alla città-tempio di Luxor – ed acquisite in totale trasparenza dal Museo del Louvre tra il 2000 e il 2003. Nei giorni scorsi lo stato africano ha reclamato le sue stele e ha minacciato di rompere i legami con il Louvre, se il maltolto non  fosse stato legittimamente restituito. Le trattative erano in corso da qualche tempo e il Louvre si sarebbe detto disposto a collaborare. La decisione definitiva, però, secondo i funzionari del museo francese, spettava ad un gruppo di esperti. L’ufficio stampa del Louvre, infatti, ha dichiarato che una commissione nazionale, composta da specialisti provenienti dai principali musei di Francia ed altri consulenti, venerdì si sarebbe riunita per analizzare la questione e valutare come risolverla, con l’approvazione del Ministero della Cultura francese. Se la commissione si fosse pronunciata a favore della restituzione dei pezzi in Egitto, l’ufficio di Frédéric Mitterrand, ministro della Cultura e nipote dell’ex presidente François Mitterrand- ha promesso – sarebbe stato “pronto a riconsegnare immediatamente gli affreschi alle autorità egiziane”.
Nel frattempo pare che il reclamo archeologico inaccolto, almeno per  qualche giorno, abbia un po’ inasprito i rapporti tra il museo francese e il Cairo, che aveva ostacolato alcune iniziative: il Paese aveva sospeso uno scavo patrocinato dal Louvre nell’imponente necropoli di Saqqara ed annullato una conferenza, in territorio egizio, di un ex curatore del Louvre. Tuttavia, dopo la dichiarazione di un tentativo di conciliazione tramite il consulto di una commissione speciale, sembrava che il dialogo si fosse riaperto e che si intravedesse uno spiraglio di speranza per la restituzione delle preziose opere. E così è stato, la vicenda  ha avuto un lieto fine: il Ministro della Cultura del Cairo Faruk Hosni si è detto e’ soddisfatto e rallegrato per la decisione presa dal Ministro della Cultura francese Frederic Mitterrand, con cui una cooperazione potrà proseguire. Al contrario Hosni, con i musei che continueranno a conservare opere egiziane rubate, manterrà una linea dura negando qualunque richiesta di collaborazione. Infatti, oltre ai reperti contesi con il Louvre, Zahi Hawass si sta battendo per il rimpatrio di altre reliquie egiziane distribuite nei musei del mondo: in cima al suo elenco ci sono il busto di Nefertiti, moglie del famoso faraone monoteista Akhenaton, che si trova nel Museo Egizio di Berlino, e la Stele di Rosetta, una lastra di basalto con un’iscrizione che è stata la chiave per la decifrazione dei geroglifici egiziani, situata al British Museum.

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