
Uno spettro si aggira per l’Occidente – lo spettro dell’Esotismo.
Altri popoli, altre culture, altre specie animali e vegetali s’insediano progressivamente nel nostro mondo. Il sistema economico-tecnologico occidentale, ormai propagato globalmente, manifesta il suo dominio edificando cattedrali contemporanee; musei, sale da concerto, stadi, centri commerciali, aereoporti, alberghi-grattacielo. Ma viene trasformato a sua volta da diverse ondate migratorie che penetrano al suo interno spinte dalla necessità della sopravvivenza.
Questo duplice processo di colonizzazione è il tema sottostante della prima personale romana di Andrea Zucchi, milanese, classe 1964, che presenta una quindicina di opere ad olio su tela, di grandi, medie e piccole dimensioni e altrettanti disegni a penna a sfera su carta.
Nei suoi quadri si giustappongono figure esotiche o animali di varia provenienza (aborigeni della Nuova Guinea, guerrieri africani, monaci Shaolin, lottatori Sumo, Shadu, Naga, Tuareg, etc.) agli edifici sempre più spettacolari dell’architettura moderna e contemporanea, in un bizzarro mixaggio, insieme rigoroso e imprevedibile.
Questi combines di elementi prelevati da luoghi e tempi differenti, resi attraverso il grimaldello più che mai classico del mezzo pittorico, ci offrono così una chiave di riflessione
sulle contraddizioni e il senso di straniamento del nostro presente, in cui resistono e si spostano residui di tradizioni millenarie all’interno di una realtà sempre più indifferenziata.
Catalogo con testo di Marco Senaldi
dal 24 settembre al 7 novembre 20 09
First Gallery, via Margutta 14 Roma
+39.06.3230673 – info@firstgallery.it
da martedì a sabato ore 11 – 19 chiuso domenica e lunedì
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