A cura di: Elena Lanzanova

Doppio Appuntamento A Bergamo Per Jannis Kounellis

giovedì 16 luglio 2009

Mentre si fa sempre più incalzante la notizia che indica Jannis Kounellis tra gli artisti convocati nel primo padiglione della Città del Vaticano alla Biennale di Venezia del 2011, l’artista di origine greca espone, fino al 26 settembre, i nuovi lavori site specific, ovvero un intervento che è pensato e si inserisce in un preciso luogo, a Bergamo presso l’ex Oratorio di San Lupo (evento curato dal Museo Diocesano Adriano Bernareggi) e la Galleria Fumagalli.
Un doppio appuntamento nato da due diverse committenze, una laica e una religiosa, curatele separate per due esposizioni allestite in spazi differenti per le particolarità architettoniche e funzionali.
Kounellis, per il quale fare arte significa agire radicalmente con un’azione che irrompe nella coscienza individuale, colpendola e trasformandola, sfrutta al meglio la teatralità di San Lupo: la verticalizzazione formale di questo ex oratorio, edificato nel 1734 e costituito da un’unica aula che si sviluppa in altezza tramite il collegamento di matronei percorribili, contribuisce a far risaltare l’opera nello spazio comunicando un ineffabile senso del sacro.
Uno dei simboli utilizzati con più frequenza da Kounellis, il cappotto, torna ossessivamente in questa occasione: il pavimento di questa chiesa-teatro diviene una distesa di circa 40 cappotti neri, ciascuno dei quali accompagnato da un cappello e da un paio di scarpe, e su tutto troneggia, costruita in travi di ferro, la croce di sant’Andrea.
Nella videointervista, girata nell’antico ossario che si trova sotto il pavimento di San Lupo, l’artista greco infatti dichiara che, se la pittura crea con lo spazio una drammaturgia e una teatralità che diventano arte, l’apoteosi di questa visione non può altro che essere la Crocifissione. Nel video Kounellis, seduto ad una scrivania, rispondendo alle domande postegli da Simone Facchinetti e Giuliano Zanchi attraverso semplici scritte, chiarisce anche la scelta di San Lupo come ambiente espositivo per la sua anomala straordinarietà anche come chiesa, la sua teatralità nonostante le modeste dimensioni, la sua perfezione e la segreta maestà.
L’intervista all’artista, proiettata nella cripta di San Lupo, offre un monologo nel quale Kounellis difende la dimensione intimista del sacro e rifiuta ogni dogmatismo; costruisce paralleli formali sul senso della verticalità di un Pollock e di un Caravaggio e si spinge fino a individuare nei tagli di Fontana una metafora delle ferite nel costato del Redentore.
Un evento imperdibile questo all’ex Oratorio di San Lupo, in quanto da l’occasione al pubblico di vedere una straordinaria installazione in un luogo sacro, spazio che Kounellis è solito utilizzare. Non è la prima volta che l’artista residente a Roma opera in ambienti religiosi: accadde nella chiesa di Sant Agustìn a Città del Messico, nel 1999 e a Colonia nel 2001.
I cappotti tornano come protagonisti anche nei grandi spazi della Galleria Fumagalli, sempre a Bergamo, ma questa volta vengono pressati tra lastre di ferro o appesi a ganci da macello lungo due file ordinate. Evocano una dimensione di sacralità dove l’uomo, nonostante non sia presente fisicamente, rimane comunque al centro della riflessione di Kounellis che tiene conto di questa assenza, mettendo in comunicazione la realtà umana con il mondo del sacro. I materiali e le risorse formali dell’arte povera, di cui Kounellis è uno degli esponenti storici, sono sobri, diretti, e generano facilmente evocazioni del mondo divino.
Il progetto bergamasco diventa un fantastico viaggio attraverso cui gli spettatori sono invitati a riflettere sulle ultime ricerche artistiche di Jannis Kounnelis. Un approfondimento sul ritorno alla poetica dei cappotti, un’ulteriore ricerca del tema uomo, indagine su espressività, libertà e capacità comunicativa, Un’esplorazione che indaga sull’ artista che ha eletto l’Italia come seconda patria in seguito al suo trasferimento nel 1956 a Roma per studiare presso l’Accademia di Belle Arti sotto la cattedra di Toti Scialoja e Franco Gentilini, per poi diventare un esponente di primo piano di quella che il critico Germano Celant ha definito “arte povera”.

Fino al 26 settembre 2009
Jannis Kounellis alla Galleria Fumagalli
Via Paglia, 28 – 24122 Bergamo
Orario: da lunedì a sabato ore 10-12.30 e 14.30-19.30
Ingresso Libero
Info: 035210340 Web: www.galleriafumagalli.com Mail: info@galleriafumagalli.com

Jannis Kounellis all’Ex Oratorio di San Lupo
Via San Tomaso, 7 – 24121 Bergamo
Orario: da martedì a domenica dalle ore 9.30-12.30 e 15-18.30
Ingresso Libero
Tel: 035248772 Web: www.museobernareggi.it Mail: info@museobernareggi.it

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