A cura di: Elena Lanzanova

Lo Spagnoletto Di Johnson Segna Il Record Da Sotheby’s

martedì 14 luglio 2009

jusepe-de-ribera-called-lo-spagnoletto.jpg In un finale di stagione piuttosto fiacco per le aste internazionali a dare fiato è stato il Prometheus di Jusepe De Ribera, detto Lo Spagnoletto, lo scorso 8 luglio alla Sotheby’s di Londra durante la “The Barbara Piasecka Johnson Collection: Renaissance & Baroque Masterworks”.
Una performance eccellente per questo dipinto ad olio che partendo da una stima di 800.000 – 1.200.000 sterline è stato acquistato direttamente in sala da un collezionista italiano per 3.849.250 sterline segnando il record di aggiudicazione in asta per l’artista spagnolo.
Questo capolavoro barocco, che racconta il famoso mito greco della tortura di Prometeo, è stato recentemente riscoperto dalla critica e riconosciuto come uno dei primi dipinti in cui il pittore affronta il tema dei titani dell’antichità classica, soggetti che gli hanno procurato fama e notorietà, come ad esempio il Tityus e Ixion, del 1632, oggi al Museo del Prado di Madrid.
Prometheus è una tela di assoluta modernità per la sua composizione drammatica e violenta nel rappresentare l’anatomia del protagonista incatenato ad una roccia nuda, ma anche per l’uso sapiente di luci e colori. Una tela proveniente dalla collezione Barbara Johnson, proprietaria della multinazionale farmaceutica Johnson & Johnson che ha affidato parte dei suoi “gioielli” artistici  a Sotheby’s, risanando un po’ le sorti del mercato dell’arte.
In molti si sono chiesti e continuano a chiedersi senza ottenere una risposta perché Barbara Piasecka Johnson, tra le donne più ricche d’America, “titolare” di una fortuna economica stimata intorno ai 3.3 miliardi di dollari, appassionata collezionista e proprietaria di una raccolta di opere d’arte da far invidia a qualsiasi museo, abbia deciso di privarsene. In ogni caso la vendita dell’8 luglio da Sotheby’s è stata un successo: l’incasso di 9.888.575 sterline con una percentuale di vendita pari al 78,6%, ha attirato l’attenzione del mercato dell’arte sempre pronto ad accendere i riflettori sulla “Signora Borotalco”, non nuova a incredibili colpi di scena.
Come quello del 1992, quando tutti gli appassionati frequentatori d’aste si ricorderanno l’incredibile putiferio che si scatenò quando uno splendido Savonnerie realizzato ai tempi del Re Sole fu venduto all’asta a New York per 1.2 milioni di dollari, quotazione fino ad allora mai raggiunta per un tappeto. Destò sensazione il prezzo, così come il fatto che la venditrice fosse Barbara Johnson.
Un’altra sua “follia” che scosse il mondo dell’arte riguardava il celebre Badminton Cabinet realizzato nel 1726 a Firenze per il Duca di Beaufort in ebano, bronzo dorato e pietre dure.  Questo bellissimo mobile era stato da lei acquistato nel 1990 per 15 milioni di dollari (al cambio di oggi 10.6 milioni di euro) in un’asta da Christie’s. Anni dopo, durante una vendita londinese, lo cedette al principe del Liechtenstein per il suo museo di Vienna per un’aggiudicazione di 36 milioni di dollari (25.6 milioni di euro): top lot assoluto per un pezzo di arredamento antico.
Ma a queste prime vendite, negli anni successivi sarebbero seguite molte altre, culminate nel 2003 nella vendita di mobili e oggetti d’arte primo Impero del suo panoramico appartamento nel Principato di Monaco e, soprattutto, della Discesa al Limbo di Andrea Mantegna aggiudicato da Sotheby’s a New York per 28.5 milioni di dollari.
Tornando a oggi, la mitica Barbara con un’unica vendita, quella dell’8 luglio da Sotheby’s, ha regalato una sferzata di ottimismo al mercato dell’arte antica, fiaccato da una stagione non facile, nella quale, oltretutto, l’ipotesi che l’indebolimento del moderno e contemporaneo avrebbe avuto come conseguenza la ripresa immediata degli Old Master, non si è verificata. Per ora il settore rimane delimitato a un ristretto nucleo di appassionati e, nonostante le ottime occasioni, non trova nuovi sbocchi in relazione a un sistema che non appare così alla moda come quello del contemporaneo.  Intanto tutti sperano che la “The Barbara Piasecka Johnson Collection: Renaissance & Baroque Masterworks” non sia stata solamente una meteora, ma un segnale positivo per il mercato autunnale.

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