|
Davvero un’occasione straordinaria quella che si è aperta il 16 Novembre a Milano per concludersi il 14 Dicembre. Presso la Sala Alessi di Palazzo Marino sarà infatti esposta una meravigliosa e purtroppo poco conosciuta opera di Caravaggio: “La Conversione di Saulo”. Un’opera che si dimostra come unico esempio rilevante di pittura su tavola del grande maestro lombardo.
Eseguita nel 1601, ha avuto una storia alquanto travagliata. Fu commissionata da Tiberio Cerasi per la sua cappella personale in S. Maria del Popolo a Roma, dove l’opera non venne mai esposta a causa del dilungarsi dei lavori e dell’improvvisa morte del cardinale stesso. In seguito finì in Spagna, per poi essere acquistata dai Balbi di Genova e infine tornò per via ereditaria, negli anni Cinquanta, a Roma come “perla” della collezione degli Odescalchi.
Oltre al complicato destino che si accompagna alla proprietà, si somma quello che ruota intorno alla figura storica e intellettuale di Saulo, poi San Paolo, fulcro del dipinto. Nella storia dell’iconografia Sauro di Tarso è un personaggio da un curioso destino. Figura centrale nell’espansione della cristianità, nel momento in cui il Medioevo si accinge a celebrare il potente magistero della Chiesa, per lui non c’è spazio, in quanto viene visto come una figura troppo filosofica. Bisognerà aspettare il Rinascimento perchè Saulo torni a essere il punto centrale dell’elaborazione intellettuale e pittorica. Ed è proprio Michelangelo Merisi detto il Caravaggio che coglierà pittoricamente la grandezza di questo personaggio storico, dimostrando di sapere sviluppare un’arte religiosa dal contenuto umano.
La “Conversione di Saulo” sarà esposta a Milano, sede nel 1951 della grande esposizione sul Caravaggio curata da Roberto Longhi che ne riconobbe l’attribuzione, al centro della Sede Alessi della sede del Comune.
Un solo capolavoro per dare vita a una mostra d’eccezione. Sponsorizzata dall’Eni; restaurata da Valeria Merlini e Daniela Storti grazie al contributo della principessa Nicoletta Odescalchi, proprietaria del dipinto il cui valore è inestimabile; fortemente voluta dal sindaco di Milano Letizia Moratti nel segno di uno spirito lombardo che unisce il passato al presente e che anticipa le celebrazioni caravaggesche del 2010 nel quarto centenario della morte di Caravaggio.
Assicurato per circa 60 milioni di euro, il quadro ha viaggiato per strade secondarie, sotto scorta armata, all’interno di un camioncino e imballato in una doppia cassa. Insomma dalla casa romana della principessa Odescalchi a Milano, grazie ad un viaggio veramente eccezionale che ha garantito l’integrità di questo lavoro.
Nella sala Alessi è stato posto all’interno di una particolare teca che garantisce al dipinto su legno, una tavola in cipresso costituita da sette assi incollate orizzontalmente, le condizioni ottimali di temperatura (20 gradi) e umidità (50-60 per cento). Il brevetto della speciale vetrina è quello che fu messo a punto quattro anni fa per la Gioconda.
Restaurata nel 2006, la tavola fu esposta brevemente accanto alla seconda versione della Conversione a tre metri di altezza. Nella mostra milanese, invece, il capolavoro caravaggesco sarà esposto ad altezza d’uomo e questo renderà possibile ammirare l’accuratezza del restauro. “Era molto sporco, ora abbiamo un bellissimo dipinto pieno di particolari, di altissima qualità. Con un aspetto che spicca: l’estrema varietà dei colori”, ha dichiarato Rossella Vodret, soprintendente del patrimonio storico-artistico del Lazio. Mentre Valeria Merlini, restauratrice dell’opera, già autrice di diversi lavori su dipinti di Canaletto, Giulio Romano e altri caravaggisti ha affermato: “Questo è un quadro eccezionale perché l’unico di dimensioni rilevanti realizzato su tavola da Caravaggio. Abbiamo fatto un lavoro attento di monitoraggio del supporto e sulla superficie, che era molto ingiallita a causa dell’utilizzo di vernici organiche. Tutti i piani prospettici erano compromessi, tutto sembrava appiattio”. Continua Merlini: “Abbiamo fatto fotografie, radiografie e il carbonio 14 sui bordi, che abbiamo scelto di lasciare leggermente più scuri per un discorso di cultura dell’immagine”. Ora “La Conversione di Saulo” appare invece in tutto il suo splendore, davanti agli occhi dei milanesi.
Condividi questo articolo:
|
mimma brambilla (Milano)
giovedì 4 dicembre 2008
Un sentito grazie ai proprietari, agli sponsors, alle restauratrici, insomma a tutti coloro che si sono adoperati perchè potessimo ammirare da vicino (e per di più gratuitamente!) questo splendido, emozionante capolavoro.